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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. In Artonweb l'articolo più letto: L'automobile, mito futurista.
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Donald Thompson , “Lo squalo da 12 milioni di dollari. La bizzarra e sorprendente economia dell'arte contemporanea”, marketing, brand, psicologia, economia ma anche arte e aneddoti su artisti, galleristi e collezionisti.
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Introduzione all'arte del '900
di Vilma Torselli
pubblicato il 21/01/2007
Breve introduzione sulle origini dell'arte moderna e sui principali movimenti culturali che hanno caratterizzato,nel secolo scorso, le arti visive.

"Secondo me, l'elemento caratteristico dell'arte contemporanea dal punto di vista sociologico è dato dal fatto che essa divide il pubblico in due classi di persone: quelli che capiscono e quelli che non capiscono…. Evidentemente l'arte moderna non è fatta per chiunque…. Abituate a predominare in ogni campo, le masse sentono che i loro 'diritti' vengono minacciati dall'arte moderna…" ("La disumanizzazione dell'arte", Josè Ortega y Gasset, 1925)

Questa frase mette in luce un problema che caratterizza abbastanza significativamente l'arte moderna e che verte su una frequente, spesso più apparente che reale, dicotomia tra arte e politica, arte e società, linguaggio dell'arte e linguaggio delle masse, determinatasi con la rottura dei precedenti valori ottocenteschi, basati sulla sostanziale unità spirituale e culturale dell'800.

Parlando di arte moderna, è d'obbligo chiedersi se non ci si trovi davanti ad un prodotto di élite, destinato ad un pubblico ristretto di intenditori o non si possa, invece, individuare un itinerario percorribile da tutti, che aiuti a capire le molteplici concatenazioni esistenti tra fenomeni apparentemente molto diversi, in una realtà in turbinoso cambiamento, anche in campi molto distanti da quello specificatamente artistico e da quello che gli artisti del '900 hanno prodotto.

Proprio la crisi ideologica della fine '800, che è anche crisi di fiducia nell'oggettività del reale, è alla base delle opere di artisti particolarmente sensibili a questo delicato trapasso di secolo, quali Vincent Van Gogh, James Ensor, Edvard Munch, Paul Gauguin anticipatori di quella larga corrente artistica espressionista che, seppure in termini e con esiti diversi, sempre porrà l'uomo al centro dei propri interessi.
Un altro punto importante che va tenuto di vista è la sostanziale continuità del fenomeno artistico del '900, in cui ogni movimento è legato agli altri o per analogia o per contrasto, al di là di rigide e schematiche suddivisioni, anche per una sostanziale situazione di osmosi resa possibile dalla nascita dei grandi mezzi di comunicazione e dal fatto che spesso grandi figure migrarono da un movimento ad altri (emblematico il caso di Max Ernst, espressionista, cubista ed infine tra i fondatori del Surrealismo, come pure Juan Mirò e Jean Arp) , producendo linguaggi nuovi ed integrati non pensabili in passato.

Facendo un discorso ad ampio raggio, la nascita dell'arte moderna si potrebbe collocare in concomitanza all'apparizione dei grandi impressionisti, o addirittura cercarne i germi nella pittura di Turner, geniale precursore dell'Impressionismo, o anche fare altre ipotesi sulla base che, in qualche modo, si possa definire caratteristica peculiare dell'arte moderna l'abbandono della figurazione, e quindi l'istituzione dell'arte anoggettiva, aniconica, astratta.
Tuttavia, per motivi puramente pratici di datazione, possiamo convenzionalmente fissare la nascita dell'arte moderna, seguendo la classificazione di Edward Lucie-Smith e molti altri, al 1905, data della prima apparizione pubblica degli artisti Fauves a Parigi, in occasione di una celebre mostra al Salon d'Automne.

Questo evento si colloca in un periodo storico, il primo '900, di crisi socio-culturale in cui, mancando nuovi valori morali a cui fare riferimento, gli intellettuali dell'epoca si introvertono su posizioni sterilmente decadentiste o cercano sperimentalmente nuova linfa creativa ispirandosi al Primitivismo, all'Arcaismo e al Negrismo (in senso lato) per giungere poi a manifestazioni più apertamente polemiche, di protesta e di aggressività, in seguito organizzate nei movimenti della rivolta, le varie correnti avanguardiste del '900.

E' inevitabile che un'analisi dell'arte moderna coinvolga in modo più o meno diretto tutta l'arte del mondo occidentale e non si possa quindi, in senso stretto, parlare separatamente di arte riferita ad uno specifico ambito territoriale, dato lo scambio culturale tra nazioni, artisti, correnti e movimenti diversi e le conseguenti contaminazioni, anche se alcune manifestazioni, come ad esempio l'Espressionismo in Germania e il Futurismo in Italia, hanno più di altre una connotazione nazionalistica.
La complessità della situazione culturale del periodo storico in esame fa sì che nuove relazioni e quindi contaminazioni si instaurino anche tra le varie forme espressive, cosicché non è sempre corretto parlare di pittura e di scultura separatamente né, in teoria, parlare di arte visiva senza rapportarsi alle altre espressioni del pensiero umano (la musica, la poesia, la letteratura ecc.).

I movimenti che sono alla base della storia delle avanguardie artistiche moderne sono fondamentalmente l'espressionismo, il dadaismo, il surrealismo, il cubismo, il futurismo, l'astrattismo, per citare i principali.
Altri movimenti del dopoguerra, che sostanzialmente ne derivano, pop art, op art, espressionismo astratto, minimal art, body art, concettualismo, iperrealismo, neo-espressionismo, post-moderno ecc. sono espressioni di situazioni emergenti della società che l'arte riflette assecondandole o avversandole, testimonianze della creatività umana e della sua inesauribile vitalità.

Si tratta di una frammentazione talvolta più formale che reale dettata anche dalla ridotta prospettiva storica dalla quale analizziamo oggi l'arte moderna, e soprattutto quella contemporanea, in realtà leggibile come un'avventura intellettuale e creativa senza soluzione di continuità che accompagna la vita dell'uomo, dalle Grotte di Lascaux ad oggi.


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