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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura.
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Paul Gauguin - "Ragazza di Tahiti"
di Alessandro Tempi
pubblicato il 11/04/2007

"La Ragazza di Tahiti ci dà la più autentica testimonianza di una pittura fatta per puro piacere......."

Nel gennaio del 1892 Paul Gauguin, che già dall’anno precedente si era trasferito a Tahiti, si ricovera all’ospedale di Papeete, ma vi resta poco, uscendone quasi subito per recarsi a Mataiea, presso un vicino di casa, ove trascorre fino a marzo un lungo periodo di convalescenza. Per sdebitarsi dell’ospitalità Gauguin, sempre a corto di denaro, dipinge quest’opera, insieme ad altre due andate perdute, per il padrone di casa.
La particolarità dell’opera è di essere dipinta direttamente su una porta, o meglio sui sei pannelli di vetro di una porta, in modo da dare esattamente l’impressione di un’immagine vista da una finestra. La Ragazza di Tahiti ci dà la più autentica testimonianza di una pittura fatta per puro piacere, senza quelle preoccupazioni di critica o di mercato che tanto assillavano il pittore.

Invitante nella sua naturalezza, di una bellezza senza forzature, questa figura di giovane donna, posta di lato e girata di tre quarti, incontra lo sguardo dell’osservatore con occhi disarmanti, nei quali si legge – come annotava Gauguin stesso in Noa Noa - tutta una gamma di sentimenti: dignità, sopportazione, orgoglio, ma soprattutto divina animalità. Il frutto proteso in segno di offerta rappresenta in questo senso una sorta di invito ad entrare in questo Eden caratterizzato da calma e serena naturalità, come si intuisce anche dalla presenza di un coniglio, sulla destra sotto l’albero, che se ne sta disteso in tranquilla indifferenza.

Tuttavia il dipinto non nasconde motivi di inquietudine. Le vele bianche sul mare, in lontananza sullo sfondo, preannunciano partenze imminenti (Gauguin infatti sarebbe presto ripartito alla volta della Francia, per problemi economici) e l’invito a restare in quel paradiso sembra destinato ad un rifiuto. Quando nel 1916 lo scrittore inglese William Somerset Maugham, di passaggio a Tahiti per raccogliere materiale per il suo libro su Gauguin, acquistò, probabilmente dallo stesso primo proprietario, la Ragazza di Tahiti pagandola 200 franchi, la sua prima impressione davanti al dipinto fu di un’ “Eva nel paradiso terrestre”. Per Gauguin, che morirà nel 1903 a 55 anni, alle Isole Marchesi, quello doveva essere però solo un “paradiso perduto”.


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