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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura.
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Libri
Di Donald A. Norman, padre del ''design antropocentrico”, “La caffettiera del masochista”, inganni e paradossi della cattiva tecnologia negli oggetti di uso quotidiano.
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San Marino, inaugurato presso le Logge dei Volontari il nuovo Museo d’arte moderna che raccoglie oltre mille opere del ‘900 italiano.

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Urban Stone Contest, concorso di idee per la progettazione di una seduta urbana da stampare in 3D capace di migliorare l’esperienza del vivere e rilassarsi all’aperto.
Scadenza 30 agosto 2018.

Premi
Premio Pritzker 2018 all'architetto indiano Balkrishna Doshi, collaboratore di Le Corbusier e di Louis Kahn, per i suoi progetti di abitazioni a basso costo.

In Italia
Milano, a Palazzo Reale e altre sedi in città, “Alik Cavaliere. L'universo verde”, mostra diffusa di arte contemporanea.
Fino al 9 Settembre 2018.

All'estero
Potsdam, Museo Barberini , "Gerhard Richter: Abstraction" , in mostra 80 dipinti dagli anni '60 ad oggi.
Fino al 21 ottobre 2018.

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Genova, "Modigliani"
di Vilma Torselli
dal 16 marzo al 16 luglio 2017
A Palazzo Ducale, una trentina di dipinti e altrettanti disegni che ripercorrono i temi fondamentali del mondo visivo di Amedeo Modigliani.
Amedeo Modigliani
"Nu accroupi"
(Nudo accovacciato)
1917, olio su tela 114 x 74 cm

Koninklijk Museum voor Schone Kunsten,  Anversa

Prossima apertura a Palazzo Ducale della mostra dedicata ad Amedeo Modigliani a cura di Rudy Chiappini con Dominique Vieville e Stefano Zuffi, resa possibile grazie alla collaborazione di vari musei europei ed ai prestiti di collezionisti sia europei che americani.

In mostra una trentina di dipinti, acquerelli, tempere e altrettanti disegni, tra i quali un “Nudo accovacciato“, un “Nudo in piedi”, la serie delle  “Cariatidi”, opere di grande modernità e di spiccato minimalismo con impronta primitivista, i ritratti di Georges Chéron, di Moise Kisling  (1915,1916), del pittore ed amico Chaim Soutine (1916) come lui residente in quel quartiere parigino di Montparnasse dove, all’inizio del ‘900, convergono da più parti d'Europa artisti di tutto il mondo inseguendo il miraggio di entrare nel mondo dell'arte e dare voce alla propria vena creativa: in quel clima euforico di entusiasmo e sregolatezza ha origine il termine ‘bohémien’ per definire un artista ribelle e anticonformista in lotta contro le regole e le vuote convenzioni del mondo borghese.

Siamo all’indomani del Salon d’Autumne che ha portato alla ribalta una congrega di pittori avanguardisti spregiativamente denominati dalla critica Fauves (Henri Matisse, André Derain e Maurice De Vlaminck),  mentre in Rue Ravignan, in un fatiscente fabbricato denominato "Bateau Lavoir" dove anche Modigliani sarà brevemente ospitato, si insedia una promiscua e precaria comunità di artisti sconosciuti, ma destinati a divenire protagonisti dell'arte del '900 fra i quali Picasso, Braque, Jacob, Apollinaire, Juan Gris, Léger, Delaunay, Paul Gauguin di ritorno dal suo primo viaggio a Thaiti.
Ma Modigliani, sconosciuto ebreo italiano giunto da Livorno, è in realtà un solitario, alcolizzato, trasgressivo, violento, con precedenti di depressione familiari, e non appartiene a nessuna corrente, anche se in seguito verrà inquadrato dalla critica nella “Scuola di Parigi”.

Vorrebbe fare lo scultore, sente molto l’influenza dell'amico Constantin Brancusi, ma finirà per privilegiare la pittura, come gli consiglia il suo agente polacco Zborowski che addirittura lo esorta a dipingere paesaggi, temi più graditi ai collezionisti del tempo e quindi più redditizi.
Modigliani sceglierà invece di dedicarsi al ritratto e alla figura, facendone il focus della sua produzione, come evidenziano anche i lavori in mostra, importando dalla scultura la solidità della forma, la sintesi volumetrica, il senso plastico dell'immagine, che nella pittura si traducono nella particolare densità cromatica di forme piatte e corpose dai contorni netti e definiti in uno spazio vuoto dove il contesto non conta.

Nei nudi ritroviamo la composta, ieratica solennità dei grandi classici, la nobiltà "manieristica" delle figure rinascimentali, sicché i corpi femminili esposti senza pudore, che tanto scandalizzavano la morale borghese, vengono sublimati da un raffinato senso estetico della composizione, memore  della tradizione pittorica italiana in particolare toscana.

Nei ritratti, le linee allungate dei colli esili ed eleganti sono invece un rimando al primitivismo africano, l’art nègre delle statue lignee e delle maschere che tanto aveva intrigato l’amico Brancusi, oltre che de Vlaminck, Picasso, Matisse, e che Modigliani arricchisce di suggestioni arcaiche greche, etrusche, romaniche.

Nei volti, l'enigmatica fissità delle sembianze, l'ambiguità delle pupille sfuggenti e degli inquietanti occhi a fessura sono più che mai specchio dell’anima, quella del personaggio ritratto, costantemente sottratta all’indagine dell’osservatore, o quella dell’osservatore, frustrata dal vano tentativo di violare ciò che non verrà mai svelato.

Genova
Palazzo Ducale, Appartamento del Doge
“Modigliani”
dal 16 marzo al 16 luglio 2017

link:
La mostra

La mostra del 2013 a Milano


DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


blog di Efrem Raimondi


blog di Nicola Perchiazzi
 








RIFLETTORI SU...


Joan Miro', "La poetessa"



Metafisico bisogno di astrazione ed un mai dimenticato amore per la materia, i due poli fra i quali oscilla la poetica di un grande surrealista...... continua

 

 
 

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