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George Braque - "Pianoforte e mandola"
di Vilma Torselli
pubblicato il 13/04/2007
Il Cubismo analitico nella scomposizione monocromatica della pittura di Braque.
Nel 1908, presso la galleria Kahnweiler di Parigi, George Braque (1882-1963) presenta al pubblico ed alla critica le sue opere più recenti, ed è proprio in questa occasione che il critico Louis Vauxcelles conia, per quel tipo di pittura, il termine "Cubismo", volendo intendere che i volumi presenti nei quadri di questo giovane pittore erano costituiti da cubi.
Da allora in poi, i due fondatori di quel movimento, George Braque e Pablo Picasso, partendo dalla lezione di Cézanne, del quale hanno visto le opere in una mostra postuma, danno avvio a soluzioni formali assolutamente nuove, radicalmente diverse da quelle dei loro predecessori, destinate a imprimere un nuovo corso alla pittura del '900.

Iniziando la sua attività pittorica come postimpressionista, vicino ai Fauves, estimatore di Gaugin, Braque se ne discosta ben presto per diventare forse il più interessante esponente del Cubismo analitico, la prima fase in senso cronologico di questo movimento (1909-1910): durante questa fase si attuano i primi passi verso la scomposizione della forma, tema centrale della poetica cubista, attraverso una accentuata frammentazione dei volumi tesa alla ricerca delle forme geometriche fondamentali (la stessa ricerca di Cezanne), ponendo decisamente in secondo piano il colore ed adottando soluzioni spesso monocromatiche.

In questo dipinto, "Pianoforte e mandola" (1909 - 1910 , olio su tela, 92x41, New York, Guggenheim Museum), sono chiaramente rilevabili sia il processo di scomposizione dell'immagine, giunto ad una piena maturità, sia il sostanziale monocromatismo dell'insieme: i riferimenti morfologici, la tastiera del pianoforte e la mandola al centro, sono pochi e sinteticamente riassunti, mentre la frammentazione dei volumi è sottolineata dall'andamento delle pennellate, che per ogni zona del dipinto hanno una loro precisa direzionalità, a sottolineare una ricerca che scandaglia tutte le possibilità spaziali della composizione, tesa ad effetti non solo pittorici ma anche tattili e sonori.

La musica è una delle passioni di questo artista complesso e completo, quella di Bach in particolare, e la musica polifonica, che propone contemporaneamente più temi musicali, è per Braque la trasposizione sonora della sua ricerca spaziale, nella quale tutti i piani emergono in superficie, proponendo il soggetto da più punti di vista simultaneamente.
La musica, per Braque come per Kandinskij, fa parte di una comprensione globale dell'arte, non intesa, come per i pittori del "Der Blaue Reiter", come espressione lirica dell'animo, ma come modello intellettuale puro ed ordinato che integra la visione dell'opera ed in qualche modo contribuisce ad organizzarla.

Dopo la scomposizione analitica dell'oggetto rappresentato, divenuto così realtà mentale razionalmente riconoscibile, Braque lo ricompone nei suoi elementi fondamentali, senza preoccupazione alcuna per la verosimoglianza e le gerarchie della logica corrente, come puro concetto, privo anche di varietà cromatica, anticipando tematiche di tipo astratto: non a caso, verso la fine della sua carriera, Braque si avvicinerà al Surrealismo, seppure sempre nei termini di un certo rigore formale.

link:
Cubismo analitico e Cubismo sintetico


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