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Amedeo Modigliani è un artista particolare, un solitario,
non inquadrabile in alcuna corrente e che non diede vita
a nessuna corrente, non omologabile, ancora oggi avvolto
da un alone di leggenda, quella di "artista maledetto"
(il suo soprannome, Modì, suona come il francese
maudit ), bohemien, alcolizzato, drogato, violento.
Assieme ad altri artisti come lui indipendenti da movimenti
ufficiali e strutturati, quali Soutine, Rouault, Utrillo,
Modigliani sarà in seguito ricordato come esponente
della "Scuola
di Parigi".
Italiano di Livorno, Modigliani sviluppa il suo talento nella
Parigi di inizio '900, capitale dell'arte e della cultura
avanguardista, a contatto di amici quali Marc Chagall, Pablo
Picasso, Max Jacob, Georges Braque, Jean Cocteau, Cezanne
e di tutto l'ambiente fauve, trasferendo nella pittura ogni
suo interesse, nonostante un esordio artistico nel campo della
scultura, dove la sua opera appare influenzata dalla frequentazione
dell'amico Constantin Brancusi.
Dello scultore egli conserva la percezione della solidità
della forma, la capacità di sintesi volumetrica e lineare,
un sicuro senso plastico dell'immagine che si traducono nella
particolare densità cromatica dei suoi dipinti, popolati
da forme piatte e corpose, semplificate entro contorni ben
definiti.
Particolarmente interessato al disegno, Modigliani scrive
nel 1902 :"Larte del disegno non deve perire,
la sua fine significherebbe la fine dellarte stessa",
e la base del suo dipingere è proprio il segno, sicuro,
incisivo, capace di delimitare la forma in modo semplice
e perentorio, come in questo ritratto di " Marie, fille
du peuple", del 1918.
L'attenzione per la forma, un dichiarato desiderio di schematizzazione
geometrica, la ricerca di un ordine dei piani, lasciano intuire
la sua ammirazione per Cezanne, anche se in lui il pathos è
più evidente e predominante, mentre particolari versioni
cromatiche rimandano più specificatamente a Matisse o
a Gauguin.
L'interesse di Modigliani ci incentra su un pressochè
unico tema, la figura umana, il ritratto ed il nudo, perchè
è l'uomo, con i suoi sentimenti e le sue passioni
ciò che interessa a questo artista angosciato, autodistruttivo,
solo contro tutti e contro il mondo, che cerca se stesso
nell'enigmatica fissità dei volti che dipinge, nell'ambiguità
dei loro occhi a fessura.
In un linguaggio formale di composta solennità quasi
classica, reinterpretata in chiave moderna, Modigliani esprime
una capacità di osservazione psicologica minuziosa,
volta a svelare il mistero celato nei volti impassibili
dei suoi personaggi, dai tratti allungati in modo abnorme
in una elegante stilizzazione, nei corpi femminili esposti
senza pudore, sublimati da un grande senso estetico della
composizione, da linee raffinate, da una nobiltà
"manieristica" memore delle sue radici italiane,
del Rinascimento, della pittura macchiaiola della sua Toscana:
non a caso qualcuno ha definito Modigliani "una
sorta di Botticelli negro".
La poesia di Modigliani è affidata proprio al delicato
accordo tra la purezza stilistica e la passionale carnalità
dei suoi personaggi, nel precario equilibrio tra un retaggio
culturale complesso ed una sensibilità umana profonda
e lirica.
Senza pretese di universalità, l'opera di Modigliani
esprime il dramma di un uomo solo, unico protagonista di una
tragedia individuale breve e intensa che ha prodotto lo stile
personale inimitabile ed inimitato di un artista più
ammirato che amato, colto, curioso, sensuale, appassionato,
disperato, geniale.
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