La Parigi dei primi del '900 è una città
unica al mondo per ciò che riguarda l'arte, pervasa dal
clima innovativo dell'Impressionismo e dalle istanze di rinnovamento
portate avanti dai nascenti movimenti avanguardisti, una città
che, fino all'avvento della seconda guerra mondiale e la conseguente
migrazione degli artisti europei soprattutto surrealisti e dadaisti
in America, resterà indiscusso centro universale di ogni
manifestazione artistica.
Il quartiere di Montmartre e la zona di Montparnasse diventano
sede elettiva di molti artisti di varia nazionalità che
convergono a Parigi da più parti d'Europa inseguendo
ciò che per molti resterà un miraggio, la possibilità
di realizzare le proprie aspettative, entrare nel mondo dell'arte,
trovare contatti e occasioni di lavoro, in un clima euforico
di entusiasmo e sregolatezza che contribuirà a definire
il mito dell'artista bohémien, ansioso di esperienze,
in lotta con il mondo borghese, un cliché che, per la
verità, si adatta molto bene a tanti personaggi dell'epoca.
La vivacità degli scambi culturali, il fermento intellettuale,
il diffuso entusiasmo per le nuove frontiere dell'arte favoriscono,
in quel luogo ed in quel periodo, la nascita di vari movimenti
artistici più o meno strutturati, come il Fauvismo,
il Cubismo, l'Espressionismo, grazie anche all'opera organizzativa
di personalità emergenti di particolare carisma quale
ad esempio Picasso, ma molti artisti altrettanto validi, pur
dichiaratamente sensibili a sollecitazioni di tipo espressionista,
non sono collocabili all'interno di nessuna di queste correnti,
delle quali, tuttavia, raccolgono in misura diversa il messaggio.
Genericamente, questi artisti vengono radunati sotto il nome
di "Scuola di Parigi", un sodalizio che si scioglierà
per vari motivi allo scoppio della seconda guerra mondiale
e che annovera tra i nomi più importanti Amedeo Modigliani,
Chaim Soutine, Maurice Utrillo, Henry de Toulouse-Lautrec,
Georges Rouault, Marc Chagall, Jules Pascin, tutti artisti
che si esprimono in un linguaggio fortemente personale e segnano,
in termini assolutamente originali, il passaggio dal post-impressionismo
all'arte moderna, caratterizzata proprio da una libertà
espressiva e da una pluralità di stili mai verificatesi
in passato.
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