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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. In Artonweb l'articolo più letto: L'automobile, mito futurista.
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Donald Thompson , “Lo squalo da 12 milioni di dollari. La bizzarra e sorprendente economia dell'arte contemporanea”, marketing, brand, psicologia, economia ma anche arte e aneddoti su artisti, galleristi e collezionisti.
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Pachino (SR), concorso per la progettazione a Noto della sede della Banca di Credito Cooperativo. Consegnail 20 gennaio 2020.

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Londra, alla National Gallery "The Credit Suisse Exhibition: Gauguin Portraits", retrospettiva sulla ritrattistica di Gauguin. Fino al 26 gennaio 2020.

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La Scuola di Parigi
di Vilma Torselli
pubblicato il 24/03/2007
Artisti indipendenti e solitari, dal linguaggio fortemente personale e originale, in un sodalizio atipico al di fuori delle correnti avanguardiste storiche.
La Parigi dei primi del '900 è una città unica al mondo per ciò che riguarda l'arte, pervasa dal clima innovativo dell'Impressionismo e dalle istanze di rinnovamento portate avanti dai nascenti movimenti avanguardisti, una città che, fino all'avvento della seconda guerra mondiale e la conseguente migrazione degli artisti europei soprattutto surrealisti e dadaisti in America, resterà indiscusso centro universale di ogni manifestazione artistica.
Il quartiere di Montmartre e la zona di Montparnasse diventano sede elettiva di molti artisti di varia nazionalità che convergono a Parigi da più parti d'Europa inseguendo ciò che per molti resterà un miraggio, la possibilità di realizzare le proprie aspettative, entrare nel mondo dell'arte, trovare contatti e occasioni di lavoro, in un clima euforico di entusiasmo e sregolatezza che contribuirà a definire il mito dell'artista bohémien, ansioso di esperienze, in lotta con il mondo borghese, un cliché che, per la verità, si adatta molto bene a tanti personaggi dell'epoca.

La vivacità degli scambi culturali, il fermento intellettuale, il diffuso entusiasmo per le nuove frontiere dell'arte favoriscono, in quel luogo ed in quel periodo, la nascita di vari movimenti artistici più o meno strutturati, come il Fauvismo, il Cubismo, l'Espressionismo, grazie anche all'opera organizzativa di personalità emergenti di particolare carisma quale ad esempio Picasso, ma molti artisti altrettanto validi, pur dichiaratamente sensibili a sollecitazioni di tipo espressionista, non sono collocabili all'interno di nessuna di queste correnti, delle quali, tuttavia, raccolgono in misura diversa il messaggio.

Genericamente, questi artisti vengono radunati sotto il nome di "Scuola di Parigi", un sodalizio che si scioglierà per vari motivi allo scoppio della seconda guerra mondiale e che annovera tra i nomi più importanti Amedeo Modigliani, Chaim Soutine, Maurice Utrillo, Henry de Toulouse-Lautrec, Georges Rouault, Marc Chagall, Jules Pascin, tutti artisti che si esprimono in un linguaggio fortemente personale e segnano, in termini assolutamente originali, il passaggio dal post-impressionismo all'arte moderna, caratterizzata proprio da una libertà espressiva e da una pluralità di stili mai verificatesi in passato.


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