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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. In Artonweb l'articolo più letto: La linea curva
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L’arte nel cesso. Da Duchamp a Cattelan, ascesa e declino dell'arte contemporanea” di Francesco Bonami: all'arte contemporanea non bastano più le idee che cercano di essere una più rivoluzionaria dell'altra perché ha esaurito il suo potere di stupire.
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Gli artisti del Bateau Lavoir
di Vilma Torselli
pubblicato il 27/03/2007
La culla del Cubismo in un cadente edificio dismesso, "glacière l'hiver, étuve l'été", ma l'arte, si sa, non ama le comodità!
E' Max Jacob o forse André Salmon a battezzare con il soprannome di "Bateau Lavoir", nel 1889, la casa al civico numero 13 di Rue Ravignan, nei pressi di Place Emile Goudeau, in realtà un cadente agglomerato di piccoli edifici artigianali dismessi, in precedenza occupato da una fabbrica di pianoforti, poi ceduto in uso dal Municipio di Parigi a lavandaie che utilizzavano l'acqua della vicina Senna.

Previa ristrutturazione ad opera dell'architetto Paul Vasseur, il Bateau Lavoir diviene in seguito punto di riferimento di tutti i giovani artisti della zona di Montmartre, offrendo promiscua e precaria ospitalità al gruppo che sarà appunto detto del "Bateau Lavoir".
L'idea di una "comune", nella quale artisti diversi lavorano gomito a gomito in un proficuo scambio di idee, stimolati dalla vicinanza e dalla diversità, è molto diffusa nell'arte moderna, dal sodalizio umano ed artistico degli espressionisti di "Der Blaue Reiter" alla celebre Factory di Andy Warhol.

Nel 1904 il Bateau Lavoir è abitato da Picasso, che proprio lì dipinge "Les Demoiselles d’Avignon", ma il gruppo più consistente vi si stabilisce nel 1908 e comprende una eterogenea combriccola di artisti dai nomi allora sconosciuti, ma destinati a divenire protagonisti dell'arte del '900, come Braque, Max Jacob, Marie Laurencin, Guillaume Apollinaire, André Salmon, Maurice Raynal, Juan Gris, Gertrude e Leo Stein, e poi Fernand Léger, Robert Delaunay, Albert Gleizes, Andre Lhote, Jean Metzinger, Francis Picabia, Alexander Archipenko e Paul Gauguin di ritorno dal suo primo viaggio a Thaiti.
Attirati a Parigi dagli ultimi fuochi dell'Impressionismo, tutti questi artisti finiscono per ruotare attorno alla personalità magnetica di Picasso, un giovane e sconosciuto artista catalano che traghetterà l'arte postimpressionista verso un avanguardismo di rottura dal quale scaturirà il movimento cubista.

Quella che in futuro verrà ritenuta la culla del Cubismo viene così descriita da Fernande Olivier, amica di Picasso: "le "bateau" abrita des peintres, des sculpteurs, des littérateurs, des humoristes, des acteurs, des blanchisseuses, des couturières et des marchandes des quatre saisons. Glacière l'hiver, étuve l'été, les locataires s'y rencontraient à l'unique fontaine, un broc à la main."
L'ambiente eufemisticamente definibile come spartano mette a dura prova la perseveranza degli abitanti, "Nous vivions tous mal - scrive André Salmon nei suoi "souvenirs sans fin"- le merveilleux c'était de vivre quand mème", ma è sufficiente vivere comunque, l'arte non ha certo paura del freddo o della calura o della mancanza di comodità, tant'è vero che, pur divenuti in seguito abbastanza famosi, i membri del guppo del Bateau Lavoir rimasero sempre nostalgicamente attaccati a quel luogo scomodo e modesto.

Testimonianza di una stagione creativa entusiasta e ricca di fermenti innovativi che avrebbe avuto determinanti ripercussioni sull'arte del '900, il piccolo complesso del Bateau Lavoir resta in piedi fino al 12 maggio 1970, giorno in cui un incendio ne distrugge completamente la vecchia struttura lignea.
Viene ricostruito tre anni dopo, con moderne tecnologie e con l'impiego del calcestruzzo, cancellando le tracce di un passato glorioso irrimediabilmente .... andato in fumo.


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di Pietro Pagliardini


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