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Willem de Kooning, "Woman I"
di Vilma Torselli
pubblicato il 26/04/2007
Figurativismo ed astrattismo nel più europeo degli espressionisti americani.
"Tutta la pittura è illusione. Il disegno di un volto non è il volto. E' il disegno di un volto". (Willem De Kooning)

Willem de Kooning (1904–1997), nato in Olanda e giunto negli Stati Uniti nel 1926, rimane il più europeo dei pittori dell'Espressionismo astratto, quello nel quale è più rintracciabile la matrice derivata dall'Espressionismo storico nato in Germania.
Artista culturalmente preparato e di spirito irrequieto, de Kooning fu attivo in una grande quantità di generi pittorici, dalla figura al nudo femminile, nei quali in genere permane il ricordo della raffigurazione, ad una nutrita serie di paesaggi al limite dell'astrattismo totale.

Con Pollock e gli altri action painters come Kline, Motherwell, Francis, Gottlieb, de Kooning frequenta a New York la cerchia del musicista John Cage, che come gli espressionisti in pittura, porta avanti un suo discorso musicale sull'idea dell'indeterminazione dei parametri di riferimento e la scissione di ogni rapporto con la concezione formale classica della musica occidentale, sviluppando un tipo di musica che, pur essendo scritta, abbia anche caratteri di estemporaneità ed improvvisazione.

Convinto sostenitore dell'astrattismo e dell'action painting, de Kooning attribuisce a Pollock il merito di aver "rotto il ghiacco", dimostrando che era possibile "andare fino in fondo" e far accettare dall'ambiente artistico e sociale di tutto il mondo il radicale cambiamento rappresentato dall'Espressionismo astratto americano, mettendo definitivamente da parte il primato delle avanguardie europee.
Si tratta di un atteggiamento tipico del movimento espressionista americano, che ha sempre cercato di rivendicare poteri e radici autonomi, rappresentando in effetti questo movimento uno spartiacque tra il precedente primato europeo e l'affermarsi di New York come centro del mondo artistico.
Tuttavia molti fra gli artisti americani, fra l'altro quasi tutti di origine europea, non negarono mai la loro derivazione culturale dall'Europa, come lo stesso Pollock, affascinato dal Cubismo e dal Surrealismo, dal quale mutuò molti caratteri della sua poetica dell'inconscio.

De Kooning, che utilizza per dipingere il cavalletto, cosa assai insolita per i pittori informali americani condizionati dal formato espanso introdotto da Pollock, usa tecniche in grado di amplificare al massimo la casualità dell'operare artistico, esasperando le componenti automatico-gestuali e il valore autonomamente espressivo del segno, giungendo a risultati di estremo equilibrio tra l'indeterminatezza del dettaglio e la capacità suggestiva di influire sull'immaginazione dello spettatore, come ben esemplificato in un suo celebre quadro "Door to the river", del 1960.

Dice di lui Thomas B. Hesse, nel 1967: "Per de Kooning è essenziale includere tutto, non tralasciare niente, anche se questo significa lavorare in un turbine di contraddizioni e, come è stato suggerito, un turbine di contraddizioni risulta il suo ambiente preferito."
Queste parole esprimono molto efficacemente la ricchezza del linguaggio e la complessità dell'opera di de Kooning: accanto ad un astrattismo pressochè totale, puro slancio comunicativo di impronta spirituale, ritroviamo, come in questo "Woman I", più di un accenno al reale, seppure interpretato e deformato in un figurativismo ambiguo che per certi versi può richiamare Francis Bacon, senza il suo intellettualismo e pur essendo quest'ultimo sicuramente più controllato e metodico nella sua opera di disfacimento della figura.

"Woman I", un olio del 1950/52, 192.7x147,3 cm, fa parte di una serie di ritratti di donne dove prevale la dichiarazione cruda di una sessualità aggressiva e scomposta, fatta di segni incisivi e colori violenti, che si stempererà, nell'opera successiva dell'artista, in immagini più delicate ed in un certo senso più devitalizzate.

L'accanimento di de Kooning su parti e sezioni del corpo denunciano la presenza di pulsioni violente ed incontrollabili che affiorano dall'inconscio e si organizzano sulla tela in composizioni complesse e potenti, dove frammenti di esperienza emergenti dal contesto, in un discorso fortemente espressionista, evocano un dramma che resta per certi versi irrisolto ai nostri occhi di spettatori sgomenti davanti al turbine di contraddizioni di cui si nutre la poetica di questo artista.

* articolo aggiornato il 26/03/2014


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