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Testi di Vilma Torselli su "Antithesi", giornale online di critica d'architettura.
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American Art 1961-2001 la storia dell'arte moderna negli Stati Uniti tra due momenti decisivi della storia americana, la guerra del Vietnam e l'attacco alle Torri Gemelle.
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Milano, apre il Museo delle Illusioni, con incredibili installazioni, illusioni visive, giochi e rompicapi.

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Concorso artistico Lucca Biennale Cartasia 2022, tema conduttore di questa edizione “The white page” (pagina bianca), le infinite possibilità per gli artisti di raccontarsi tramite le opere in carta.

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I vincitori del Premio Pritzker per l'architettura 2021 sono Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal: talento, visione e impegno per migliorare la vita delle persone.

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Parigi, all’Espace Lafayette-Drouot "The World of Bansky”, su 1200 mq. esposte un centinaio di opere del più famoso street artist del mondo. Fino al 31 dicembre 2021.

Lorenzo Viani, "Viareggio scomparsa"
di Vilma Torselli
pubblicato il 1/05/2007
Lirismo intenso e partecipazione emotiva nel divisionismo di un artista tormentato e passionale.
"Il mio mondo era quello degli infelici; verso di loro mi sentivo portato da un sentimento di fraternità e di ribellione." (Lorenzo Viani)

Lorenzo Viani (1882-1936) è una personalità molto significativa dell'arte del '900 non solo italiana, anche se la sua levatura europea non è mai stata sufficientemente capita dalla critica e la sua opera è rimasta sostanzialmente isolata e solitaria nonostante vi concorrano, sintetizzati, i tratti di importanti correnti avanguardiste: il Futurismo, il Divisionismo, la pittura metafisica, l'Espressionismo, il Verismo si ritrovano tutti nella sua pittura, fermo restando sempre e comunque, nel linguaggio di Viani, un tratto distintivo originale e personale, difficilmente accostabile ad altri artisti o correnti.

La solitudine di Viani è soprattutto una scelta personale, la scelta di un uomo inquieto e tormentato, geniale, populista, ribelle, passionale, rivoluzionario, visionario, provocatore.
La sua vita miserrima e umile, l’influenza del maestro Plinio Nomellini, macchiaiolo, divisionista, conosciuto all’Istituto di Belle Arti di Lucca, il breve ma determinante soggiorno nell'ambiente artistico parigino, sono gli episodi fondamentali che segneranno indelebilmente la poetica di questo artista e i confini del mondo da lui rappresentato, abitato da un'umanità minore, derelitta, calpestata, travolta dalla miseria e dalla fatica di vivere.
E Viani si fa carico dei drammi di tanti sofferenti, portavoce e difensore di uomini umili come lui, oppressi, emarginati, dimenticati, con la carica e l'ardore di un profondo senso sociale e la tensione empatica di un espressionismo che cerca nell'inconscio le radici dell'umana alienazione.

Con una spiccata predilezione per la figura, Viani rappresenta tutto un repertorio di personaggi incisivi e forti, con la xilografia e la china, il pastello, l'olio, la tempera, figure intrise di emozione e di pathos, con tratti essenziali e sobri dall'impatto violento , che istintivamente giungono all'animo dell'osservatore in modo diretto e talvolta traumatico, grazie anche ad un uso del colore in chiave fauve ed espressionista, attraverso la lezione di Van Gogh, Munch, Kirchner, Daumier, Van Dongen, Picasso del periodo rosa e blu, mezzo per esprimere un doloroso verismo psichico.
La partecipazione al dramma rappresentato, la commozione, il lirismo di Viani non scadono mai in toni pietistici, ciò che lo differenzia dal verismo italiano, ma si concretizzano in capacità di indagine ed abilità di sintesi che sfociano nel suo caratteristico linguaggio asciutto, intenso, teso e crudo, ma sempre intensamente umano.

Il suo divisionismo ha caratteri del tutto peculiari, tratti intensi e graffianti, la forza immediata di un linguaggio popolare che mette l'uomo al centro del suo discorso, come altri artisti solitari quanto lui, i contemporanei Chaim Soutine, Georges Rouault, pittori sgradevoli che hanno rinunciato a piacere per protesta e per disperazione davanti alle ingiustizie del mondo, che hanno scelto di gridare il loro sdegno con risentita espressività.

Se l'uomo è spesso per Viani il folle, l'ossesso, il malato, il vagabondo, il paesaggio, come si vede in questo "Viareggio scomparsa", del 1905, è quello dei posti nativi, la sua Livorno, la darsena, scorci di Lunigiana, della Versilia, terra degli umili, dei contadini e dei pescatori, paesaggi dell'anima, dove la luce viene impiegata nel suo potenziale emotivo in una rivisitazione istintiva ed al tempo stesso meditata della pittura macchiaiola tipicamente toscana, elaborata attraverso l'opera di Fattori e Nomellini: un percorso che, dal realismo lirico, lo porterà ad una libertà espressiva prorompente e drammatica, densa d'emozione.

DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


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