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El Lisitskij, "Senza titolo"
di Vilma Torselli
pubblicato il 5/05/2007
L'astrattismo radicale di un artista che esprime così il suo essenziale rigore intellettuale, per un'arte che deve rappresentare non una forma ma un'idea.
"La mia culla l'ha dondolata la macchina a vapore. Che nel frattempo si è dissolta in una lontananza da ittiosauro. Le macchine smettono i grassi ventri pieni di budella. Sono già vivi i crani compressi delle dinamo con il loro cervello elettrico. La materia e lo spirito vengono tradotti in manovelle e messi in funzione. La gravitazione e l'inerzia sono superate...." (El Lisitskij)

Lazar Marckovic Lisitskij, detto El Lisitskij (1890-1941), sovietico di Smolenks, è un artista di valore universale che influì in modo incisivo e rivoluzionario su molti aspetti dell'arte del XX secolo, pittura, grafica, architettura, fotografia, teatro, guidato da una sensibilità straordinaria nel captare i cambiamenti radicali che interessarono l'Europa di quel periodo sul piano politico, sociale, culturale, legati al progresso tecnologico, all'utilizzo dell'elettricità, allo sviluppo della meccanica, nonchè ai concetti di velocità ed accelerazione che cambiarono il modo di vivere e percepire la realtà.

Al bivio tra un mondo positivista di eredità ottocentesca legato alla rappresentazione tradizionale, ed il mondo nuovo del '900, quello delle avanguardie, aperto ai mezzi espressivi rivoluzionari che il progresso fornisce all'arte (sono di quel periodo le prime realizzazioni cinematografiche e le prime sperimentazioni fotografiche), El Lisitskij partecipa con entusiasmo alla fondazione del Costruttivismo (con Malevic, Taitlin, Gabo, Antoine Pevsner, Aleksandr Rodcenko), poi, nel 1913, aderisce al Suprematismo di Malevic e ad una poetica di astrattismo radicale che fonda il proprio linguaggio espressivo su una pittura assoluta, sul colore e sul rapporto di forme pure in perfetto equilibrio tra di loro.

Si tratta di un approccio analitico che prende l'avvio dalla lezione di Cezanne e dalla sua geometrica semplificazione della forma in rapporti matematici, un filone che verrà detto appunto dell'astrazione geometrica, portato alle conseguenze estreme da Piet Mondrian, fautore di un'astrazione totale di tipo spiritualista, in contrapposizione a certe manifestazioni del Costruttivismo orientate verso un astrattismo lirico a cui Kandinskij dà l'avvio, nel 1910, con un suo famoso acquerello di soggetto assolutamente astratto.

Intellettualmente aperto, instancabile organizzatore di scambi culturali, in stretti rapporti con le avanguardie europee, El Lisitskij si allinea su posizioni di rigore intellettuale essenziale che poco concedono al potere evocativo ed emotivo della pittura, liberata da ogni esigenza di imitazione della realtà, autoreferenziale, aniconica, con un suo peculiare ed intrinseco valore oggettuale, materializzazione di un'idea e non di una forma, essa stessa unica realtà esistente e rappresentabile, che non ha bisogno di trarre il suo significato dalla somiglianza con il mondo fenomenico.

Come ben evidenziato in questo "Senza titolo", 1919–20, un olio su tela di 79.6 x 49.6 cm, viene enfatizzato il concetto della semplificazione e scomposizione dell'immagine di matrice cubista riducendo ogni residuo di rappresentazione, ricorrendo a semplici ritmi formali e cromatici, fondamenti di un linguaggio visivo che vuole esprimere l'energia creativa dell'arte, in grado di "costruire" un nuovo modo di intendere il mondo, contribuendo a consolidare una estetica non figurativa che interesserà tutta l'Europa e si chiamerà in Olanda De Stijl, in Inghilterra Vorticismo, in Germania Bauhaus, in Francia Abstraction Creation, in Italia Futurismo.

Come molti artisti del Costruttivismo, El Lisitskij si inserisce nella vicenda politica della Russia contemporanea, che dapprima vede negli atteggiamenti rivoluzionari di questi artisti un efficace mezzo propagandistico per le idee della rivoluzione d'ottobre (1917) per poi rinnegarli quando il paese verrà inquadrato in un regime totalitario e repressivo, con destino analogo a quello che in Italia avrà il Futurismo.

Nel 1941, alle soglie della seconda guerra mondiale, El Lisitskij muore strocato dalla tubercolosi, che mette fine alla sua opera di "costruttore" di un nuovo mondo socialista nel quale molti artisti del suo tempo concentrarono le loro speranze ed il loro operare per la nascita di uno stato sovietico moderno, libero, inserito nel contesto europeo.

La testimonianza più umana e completa su questo artista ingiustamente poco noto in occidente è racchiusa in un libro, "El Lisitskij", realizzato a cura della moglie, Sophie Lisitskij-Küppers, contenente ampi stralci di corrispondenze e scritti dell'artista ed un'imponente raccolta di immagini delle sue opere, edito dagli "Editori Riuniti" e stampato in Germania, a Erfurt, nel 1967, al quale rimando per una più completa informazione.


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