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Il Costruttivismo
di Vilma Torselli
pubblicato il 22/03/2007
Un movimento russo per un'arte socialmente utile ispirata al concetto di struttura come idea formativa sia dell'architettura che della scultura che della pittura.
Costruttivismo, termine usato per la prima volta nel 1913 dal critico Punin in riferimento ai rilievi polimaterici realizzati da Vladimir Evgrafovic Tatlin (1885-1954), è la denominazione di un movimento culturale nato in Russia nel 1913, quindi di poco precedente la rivoluzione del '17, che tenterà sovvertimenti radicali in un contesto politico-culturale già in crisi per la progressiva decadenza del potere zarista ed il parallelo acuirsi di conflitti sociali che il debole regime non era più in grado nè di risolvere nè di reprimere.
Gli intellettuali si pongono il problema dell'arte e di una sua possibile evoluzione che ne faccia espressione di una nuova classe sociale fondata sul proletariato destinato a ricostruire il paese su basi democratiche, superando i canoni borghesi dell'arte ottocentesca, celebrativa e rappresentativa, ed individuando, sull'onda di un ottimismo progressista in parte solo emotivamente motivato, le nuove fonti di ispirazione nei prodotti del progresso tecnologico, la macchina, l'industria, per un'arte in funzione sociale.

Il Costruttivismo russo ha con il Futurismo saldi legami nello spirito rivoluzionario, antimilitarista, antimperialista, nelle istanze di modernizzazione dell'arte e di affermazione di una poetica della modernità, peraltro diffuse in tutta Europa.
Tuttavia nel Costruttivismo va persa gran parte della carica iconoclasta e simbolista del movimento italiano a favore di un approccio alla tecnologia in termini decisamente positivisti e sostanzialmente materialistici, centrati sulla fisicità dell'opera d'arte e sulla strutturazione della materia nello spazio: non a caso la scultura e l'architettura, arti plastiche in diretto rapporto con la materia tridimensionale, saranno gli ambiti preferenziali in cui i costruttivisti russi esprimeranno le loro opere migliori.
Il Costruttivismo indaga il rapporto tra spazio e tempo attraverso ricerche dinamiche affini a quelle del Futurismo, per addivenire a soluzioni di continuità che adombrano una aspirazione all'ecumenicità di tutte le arti, radunate sotto i denominatori comuni della riconciliazione con la materia, dopo la ventata di spiritualismo di fine secolo, e del concetto di struttura come idea formativa sia dell'architettura che della scultura che della pittura.

Il manifesto del Costruttivismo, redatto dai fratelli Naum Gabo con Anton Pevsner nel 1920 (del '22 è la prima mostra della "Società dei giovani artisti" definita ufficialmente costruttivista) si chiama significativamente "Manifesto realista" (altri ne verranno in seguito stilati) e per la prima volta ipotizza la possibilità dell'utilizzo nella scultura di materiali industriali e forme derivate dai processi della moderna tecnologia, forme che in pittura sono richiamate nella rappresentazione di strutture di ispirazione meccanicistica sospese nello spazio in composizioni quasi architettonicamente concepite, “materiali reali nello spazio reale”, come le definisce Tatlin.
Da lì è breve il passo che orienterà alcuni costruttivisti, come Gabo e lo stesso Tatlin, verso una vera e propria forma di arte cinetica ante litteram, in cui le strutture spaziali sono dotate anche di un movimento reale.

Il progetto di Vladimir Tatlin, che proviene dall'Astrattismo ed è la personalità più incisiva del movimento, è un “Monumento della Terza Internazionale” che non verrà mai realizzato, consistente in un imponente traliccio con struttura a spirale alto 7 metri e ruotante su sè stesso, la prima scultura della storia dell'arte che non sia oggettuale (siamo nel 1920), nel senso che non viene concepita come oggetto artistico, ma come assemblage di elementi non identificabili di legno, vetro e metallo che non riproducono nulla di noto, per un risultato complessivo finale che non vuole rappresentare nulla in particolare se non un'idea.

Seppure genericamente collocabile nell'Astrattismo, il Costruttivismo se ne differenzia per un'adesione ad un concetto di estetica della macchina, nuova idea di bellezza e modernità, ma anche di utilità e funzionalità, e di arte socialmente utile (promuove la pubblicità, l'architettura, l'arredamento, la produzione industriale, anticipando il concetto di industrial design) in termini che ne fanno un movimento legato alla concretezza della realtà storica, alla contemporaneità, alle nuove istanze sociali delle quali vuole cogliere lo spirito attraverso l'esaltazione delle capacità progressiste di una società borghese affacciata su un futuro pieno di promesse, molte delle quali verranno deluse.

Lo stesso movimento viene attaccato nel '29 dall'Associazione Architetti Proletari, propensi ad una maggior ortodossia di stampo marxista e fautori di un ritorno alle fonti tradizionali ritenute più comprensibili alle masse e più idonee ad assecondare, attraverso l'arte, il diffondersi dell'industrializzazione, tant'è che gli stessi costruttivisti ripiegano su posizioni classicheggianti, decretando la fine del movimento che, nel resto dell'Europa, declina nel più equilibrato Razionalismo (o Neoplasticismo).

Oltre a Tatlin, altri artisti costruttivisti furono Gabo, El Lisitskij, Moholy-Nagy, Popova, Rodcenko e, assieme ad un nutrito gruppo di artisti organizzati nel LEF, il fronte di sinistra delle arti, Vladimir Majakovskij, il più futurista dei costruttivisti, uno degli artisti più attivi del movimento, poeta, agitatore politico, propagandista, che ebbe stretti contatti con le correnti dell'astrattismo europeo, mantenendo con la cultura italiana un rapporto privilegiato.


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