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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. In Artonweb l'articolo più letto: La linea curva
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L’arte nel cesso. Da Duchamp a Cattelan, ascesa e declino dell'arte contemporanea” di Francesco Bonami: all'arte contemporanea non bastano più le idee che cercano di essere una più rivoluzionaria dell'altra perché ha esaurito il suo potere di stupire.
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Il Cubismo e la scomposizione della forma
di Vilma Torselli
pubblicato il 19/02/2007
"Nel suo tentativo verso l'eterno, il Cubismo spoglia dovunque le forme dalla loro realtà geometrica, le equilibra nella loro verità matematica". (Albert Gleizes)
Nel 1913 Guillaume Apollinaire scrive un testo, "Peintres cubistes", che è in pratica il manifesto del Cubismo, un movimento artistico che si sviluppa contemporaneamente ad altri, quali il Dadaismo ed il Surrealismo, con i quali ha in comune l'atteggiamento critico nei confronti dell'Impressionismo: ma le analogie finiscono qui.
Il Cubismo, infatti, critica, sì, il tranquillo naturalismo, il sereno positivismo, la pura registrazione degli elementi naturali degli Impressionisti, ma non nega la possibilità che anche dall'osservazione del reale si possa giungere ad una visione superiore, di sintesi, che organizzi e selezioni, con l'opera dell'intelletto, i dati di partenza, passando da un lavoro di rétina ad un lavoro di cervello.

Certamente è notevole, nel Cubismo, l'influenza delle teorie scientifiche e matematiche sviluppatesi all'epoca, anche se, com'è naturale, esse vengono recepite in modo sommario ed approssimativo nei testi teorici del movimento: ciò che colpisce i Cubisti è soprattutto la possibilità di un superamento della tradizionale geometria euclidea, per attingere a quella che la scienza chiama quarta dimensione.
In un certo senso siamo davanti ad un superamento della realtà apparente, ad una sua interpretazione soggettiva, profondamente diversa, però, da quella espressionista o surrealista, frutto dell'emotività dell'artista: è un soggettivismo di natura mentale ed intellettuale, che libera l'oggettivo dal superfluo, da ciò che non è essenziale, estraendone o astraendone con rigida razionalità ciò che serve per produrre l'opera d'arte.

Vale la pena di citare George Seurat ed il suo divisionismo quale straordinario precursore di questo atteggiamento dell'artista cubista che, con la sua opera, "conferisce alla natura, stanca della sua realtà precaria, una realtà autentica [.....] una verità al di là del realismo".
Tra gli anticipatori del Cubismo va inoltre menzionato in modo particolare Paul Cezanne , che, seppure di radice impressionista, fu capace di una pittura innovativa, solida, concreta, che, in una sua grande retrospettiva del 1907, rivelò la sua natura di cubista ante litteram, intento a "trattare la natura per mezzo del cilindro, della sfera, del cono", a creare la forma-colore.
La preoccupazione fondamentale del Cubismo è il rigore, la costruzione della forma, il volume, mentre passa, almeno inizialmente, in secondo piano il colore, così importante nella spontaneità impressionista, che qui si utilizza preferibilmente nei toni neutri, più adatti a mettere in rilievo l'essenzialità strutturale degli oggetti.

All'interno del movimento cubista, resta comunque una duplicità più o meno dichiarata tra un'impostazione di tipo scientifico ed una di tipo istintivo, che prevalgono alternativamente nelle varie personalità artistiche degli aderenti al movimento, segnando in modo caratteristico l'opera di ognuno.

Dal 1909, il movimento cubista si sviluppa secondo fasi successive caratterizzate da precise peculiarità.
Inizialmente si parla di Cubismo analitico, che compie, appunto, un'analisi dell'oggetto, lo destruttura, lo sfaccetta, lo rompe, lo sminuzza, secondo un ritmo minuto e denso, spesso monocromo, in seguito si passa al Cubismo sintetico, consequenziale al precedente, che riassume in una libera sintesi l'oggetto smembrato e lo ricostruisce senza preoccupazione alcuna per le leggi oggettive della prospettiva o del realismo, rappresentandolo contemporaneamente da più punti di vista, quasi a raffigurarne l'essenza ideale.

Ancora una volta va sottolineato il generale clima culturale entro il quale si colloca il fenomeno cubista, un clima di grande fermento per la scienza matematica, la geometria, il pensiero speculativo, del quale il Cubismo rappresenta un significativo momento estetico, e non solo.
Ha ragione Juan Gris quando dice: "Per me il Cubismo non è un procedimento, ma un'estetica, se non addirittura una condizione dello spirito. E se è così, il Cubismo deve avere una relazione con tutte le manifestazioni del pensiero contemporaneo. Si può inventare isolatamente una tecnica, un procedimento, non una condizione spirituale".

Nella sua aspirazione ad una sintesi ideale, il Cubismo finisce poi per superare il reale stesso, che viene rappresentato come una sintesi a priori di un insieme di caratteri essenziali puri, nitidi, ordinati, lontani dalle passioni, dalla quotidianità, dalla storia: si gettano così le basi di un astrattismo razionalistico e metafisico che non è evasione dalla realtà, spinta mistica di tipo kandinskiano, ma lucido atto intellettuale con il quale l'artista ricompone la realtà secondo un suo ordine interiore e secondo un utopico modello di purezza formale.
Significativa, nel 1918, l'adesione di Le Courbusier, architetto razionalista, a questo atteggiamento purista del Cubismo, che sfocerà poi nel neoplasticismo (De Stijl) di Piet Mondrian.

Gli artisti più noti ed importanti di questo movimento, tra i tanti che vi aderirono, sono Pablo Picasso , George Braque , Fernand Léger , Constantin Brancusi , che svilupparono il discorso cubista con caratteristiche del tutto peculiari e personali.

link:
Cubismo analitico e Cubismo sintetico


DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


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