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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. In Artonweb l'articolo più letto: La linea curva
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L’arte nel cesso. Da Duchamp a Cattelan, ascesa e declino dell'arte contemporanea” di Francesco Bonami: all'arte contemporanea non bastano più le idee che cercano di essere una più rivoluzionaria dell'altra perché ha esaurito il suo potere di stupire.
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A Serra San Quirico (AN), Nuovo Museo di arte contemporanea per celebrare i 20 anni del Premio Ermanno Casoli ed esporre le opere di tutti i vincitori fino ad oggi.

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All'estero
Parigi, al Musée National Picasso-Paris "Picasso, Obstinément Méditerranéen", il Mediterraneo nella vita e nelle opere di Pablo Picasso. Fino al 6 ottobre 2019.

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Fluxus
di Vilma Torselli
pubblicato il 3/04/2007
Una corrente di energia di valenza mentale ed universale, non una dottrina, ma un atteggiamento verso la vita e verso l'arte, un'arte totale nella quale l'interdisciplinarità elimina ogni distinzione categorica.
Ubi fluxus ibi motus” (mostra alla Biennale di Venezia,1991)

Il termine Fluxus, che significa flusso e sottende un concetto di "movimento verso", sta a designare una corrente di pensiero che si dà come fine un risultato soprattutto etico, raggruppando artisti di varia tendenza accomunati dalla volontà di giungere ad una espressione artistica liberata da ogni convenzionalismo e suddivisione di categoria. Riaffiora il concetto di un'arte totale, che sintetizzi tutte le arti (arti visive, musica, teatro, letteratura, design e arti minori ecc.) in modo complementare, rispettando di ciascuna la struttura linguistica e la specificità del medium espressivo adottato. Fluxus non propone quindi teorie proprie, agendo con la sua azione innovatrice non sulle modalità dei singoli linguaggi ma sulle loro possibilità di interazione, in una sorta di catena globale in cui la parola d'ordine è "interdisciplinarità".

Nato nel 1962, ad opera di George Maciunas negli USA, in una società non gerarchizzata e non burocratizzata, giovane e priva di ingombranti retaggi culturali, questo movimento ha le sue radici in manifestazioni d'avanguardia come l'happening e nelle sperimentazioni musicali di John Cage: su quella scia, promuove l'idea di un'arte ibrida ed in un certo senso indeterminata, alla ricerca di strumenti nuovi che la relazionino con la vita e ne permettano una più ampia comprensione, attraverso la simbiosi prima tra le varie forme espressive e poi tra realtà e creazione artistica (viene negata la distinzione fra arte e non-arte, "L'art est pas art", Ben Vautier, 1963).
Fluxus è quindi, come già il Dadaismo, non una dottrina, ma un atteggiamento verso la vita ed anche verso l'arte, che perde la sua aureola di sacralità e diviene ironia, invenzione, gioco "a-simbolistico, antiespressionistico, non informale ma libero nella forma" (Tomas Schmit, "Art and Artists", 1972), un'arte semplice, aperta alla casualità ed all'improvvisazione, non intenzionale, flessibile anche nella struttura organizzativa, entro la quale non emerge una vera e propria figura carismatica.

In Europa il terreno per accogliere il messaggio di Fluxus era già stato preparato da varie correnti avanguardiste che, su basi autonome, sulle tracce del Dadaismo, avevano affrontato il problema dell'interdisciplinarità e del rapporto arte-vita, come il Nouveau Réalisme, New Dada, Cobra, Internationale Situationniste, Zero, il che permise, fatte salve differenze anche non irrilevanti, una indolore commistione fino ad una sostanziale comunione di intenti tra gli artisti dei due mondi, Brecht, Nam June Paik, Ono, Vostel, Watts e tanti altri da una parte, Ben, Spoerri, Vostell, Beuys sul versante europeo, per citare i più importanti della nutrita schiera.

Posizionandosi in un periodo di vero e proprio salto evolutivo per ciò che concerne la comunicazione e la percezione della realtà a seguito dell'avvento dei mezzi televisivi (Nam June Paik fu un innovativo video-artista), Fluxus esprime la progressiva dematerializzazione dell'immagine e quindi dell'arte, che trova la sua essenza non più nell'essere, ma nell'accadere e nel divenire e si trasforma da oggetto in evento: per questo motivo gli artisti di Fluxus si esprimono con happening, performances, filmati, concerti e festival, eventi occasionali senza apparente pianificazione, oltre che con assemblages che ricombinano oggetti quotidiani secondo modalità casuali, differenziandosi in ciò dal Dadaismo, nel quale è presente una intenzionalità verso un risultato estetico dell'oggetto manipolato nel suo significato attraverso la decontestualizzazione.

Fluxus si sviluppa al di fuori di scuole, accademie, gruppi coordinati, in un percorso "fluttuante" che contamina come una irrinunciabile costante il processo di genesi di tutta l'arte, è un polo di attrazione per moltissimi artisti in tutto il mondo, è una corrente di energia di valenza mentale ed universale che non conosce confini, tanto che molti artisti come Dine, Oldenburg, Kaprow, De Maria, Morris, Ridder, Rot ed altri pur senza alcun legame reale con Fluxus possono essere considerati espressivi dello spirito di questo movimento, inquadrabile più nella psicologia dell'arte che nella sua storia.


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di Pietro Pagliardini


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