La forma, intesa come qualcosa di concreto che
ha dei precisi confini delimitanti ed una disposizione esteriore
di più parti composte da materia, è stata fino
all' '800 il tema fondamentale di ogni opera d'arte, finché
l'Impressionismo francese la trasfigura in un nucleo di chiaroscuro
dissolto nell'ambiente atmosferico, preda di un processo dinamico
continuamente mutante e ne fa qualcosa di evanescente in una
pittura che abbandona il segno e costruisce con il colore.
Ciò deriva in gran parte da una nuova valutazione del
rapporto tra arte e scienza, tra arte e nuove teorie della visione,
elaborate in quel periodo, assieme ad una rinnovata concezione
della fisica dell'occhio e della sua relazione con gli altri
sensi, che ha permesso di pervenire ad una inedita traduzione
del mondo visibile, percepito da una nuova angolazione e divenuto
" un mondo di vibrazioni ".
In Italia l'impulso verso questo nuovo concetto "informale"
si deve ai Macchiaioli,
che con l'accentuazione dei valori chiaroscurali attribuiscono
alla luce un fondamentale valore strutturale nella definizione
di una forma dai contorni sempre più labili.
A seguito di tali impulsi, il '900 riesamina integralmente
il concetto di pittura e si affranca definitivamente dalla
precedente tradizione estetica incentrando proprio sulla forma
la ricerca di nuovi linguaggi espressivi, inoltrandosi in
un vertiginoso processo di rinnovamento che coinvolgerà
trasversalmente artisti e movimenti anche molto differenti:
muta il concetto di individuo, delle reciproche relazioni
interpersonali, dei rapporti tra le varie arti, mutano il
concetto di forma e di spazio, contaminati da una inderogabile
necessità di libertà dai canoni, dalle norme,
dalla storia e dal passato, e dall'Espressionismo
in poi l'arte cesserà di essere una ricerca squisitamente
formale per divenire un'avventura esistenziale.
Non più la forma, ma lo spazio, il colore, il vuoto,
la materia, la musica, la realtà metafisica sono i
temi innovativamente concettuali che compaiono nelle opere
di Kandinskij, Pollock, Mathieu, Klein, Hartung, Rothko, Kline
e molti altri artisti moderni, specie nelle società
(come quella americana) in cui meno determinante è
la cultura filosofica di matrice greca tramandata da Platone
ed Aristotele, che ha invece improntato profondamente ed indelebilmente
lo sviluppo culturale del nostro occidente.
Infatti per l'Europa il superamento della forma è più
graduale che altrove, proprio perché la nostra infanzia
greca ha configurato nel tempo una visione intellettualistica
del mondo in cui la forma svolge un ruolo fondamentale, determinante
dell'essenza e della struttura di tutte le cose, principio
dell'essere, del divenire e del conoscere, animata da una
forza demiurgica in grado di dominare, proprio attraverso
l'impronta di una forma, l'indeterminata materia errante.
La forma, classicamente intesa come principio attivo che dà
vita al principio passivo, la materia, ha finito per assumere,
nella filosofia e nell'arte moderna, il significato gestaltico
di struttura complessa che supera nel significato la somma
dell'insieme delle parti che la compongono (psicologia della
forma), trasformandosi quindi in principio organizzatore.
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