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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura.
L'articolo più letto in Artonweb:"La pittura murale".
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Libri
"Arte dal 1900. Modernismo, antimodernismo, postmodernismo" di Hal Foster, Rosalind Krauss, Yve-Alain Bois, una guida pratica e ricca di notizie, riferimenti, approfondimenti sull'arte contemporanea.
Musei
Classe (RA), “Classis Ravenna”, nuovo Museo della Città e del Territorio nella ristrutturata sede dell’ex zuccherificio di Classe, con ricostruzioni grafiche e tridimensionali, filmati, plastici.

Concorsi
"Attra\verso San Cristoforo", a Milano concorso internazionale per progettare la connessione ciclo-pedonale dei quartieri Lorenteggio/Giambellino e Ronchetto sul Naviglio. 1° premio € 40.000,00.
Scadenza 3 aprile 2019.

Premi
Assegnato a Intesa Sanpaolo il premio "Innovation in Corporate Art" per essersi distinta fra i protagonisti del mecenatismo istituzionale, aziendale e privato.

In Italia
Reggio Emilia,"Jean Dubuffet, l'arte in gioco. Materia e spirito 1943-1985”, 140 opere tra dipinti, disegni, grafiche, sculture, libri d'artista ed altro ancora. Fino al 3 marzo 2019.

All'estero
Berlino, Brücke Museum, "Ernst Ludwig Kirchner. Gli anni svizzeri", capolavori dalla collezione E.W. Kornfeld. Fino al 31 marzo 2019.

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La forma
di Vilma Torselli
pubblicato il 10/04/2007
Evoluzione del concetto di forma, una delle più importanti innovazioni dell'arte del '900 che, proprio attraverso l'abolizione della forma, attua il passaggio dalla funzione mimetica della realtà alla moderna aniconicità.
La forma, intesa come qualcosa di concreto che ha dei precisi confini delimitanti ed una disposizione esteriore di più parti composte da materia, è stata fino all' '800 il tema fondamentale di ogni opera d'arte, finché l'Impressionismo francese la trasfigura in un nucleo di chiaroscuro dissolto nell'ambiente atmosferico, preda di un processo dinamico continuamente mutante e ne fa qualcosa di evanescente in una pittura che abbandona il segno e costruisce con il colore.
Ciò deriva in gran parte da una nuova valutazione del rapporto tra arte e scienza, tra arte e nuove teorie della visione, elaborate in quel periodo, assieme ad una rinnovata concezione della fisica dell'occhio e della sua relazione con gli altri sensi, che ha permesso di pervenire ad una inedita traduzione del mondo visibile, percepito da una nuova angolazione e divenuto " un mondo di vibrazioni ".

In Italia l'impulso verso questo nuovo concetto "informale" si deve ai Macchiaioli, che con l'accentuazione dei valori chiaroscurali attribuiscono alla luce un fondamentale valore strutturale nella definizione di una forma dai contorni sempre più labili.
Per il superamento del concetto di forma va ricordata anche l'opera di Medardo Rosso (1858-1928), scultore formatosi all'Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, per le sue soluzioni compositive innovative, per la libera disposizione degli oggetti nello spazio, per la raffinata ricerca sulla materia dove i contrasti luministici paiono annullare i valori plastico-volumetrici per catturare morbidi effetti pittorici e cromatici.

La liberazione della forma dai limiti del disegno e dalle leggi della raffigurazione, la possibilità di dare vita ad immagini libere dai confini posti dalle convenzioni ottocentesche, si lega concettualmente all'idea del non-finito, un altro importante tema che contribuirà al radicale rinnovamento della cultura visiva del '900.

A seguito di tali impulsi, il '900 riesamina integralmente il concetto di pittura e si affranca definitivamente dalla precedente tradizione estetica incentrando proprio sulla forma la ricerca di nuovi linguaggi espressivi, inoltrandosi in un vertiginoso processo di rinnovamento che coinvolgerà trasversalmente artisti e movimenti anche molto differenti: muta il concetto di individuo, delle reciproche relazioni interpersonali, dei rapporti tra le varie arti, mutano il concetto di forma e di spazio, contaminati da una inderogabile necessità di libertà dai canoni, dalle norme, dalla storia e dal passato, e dall'Espressionismo in poi l'arte cesserà di essere una ricerca squisitamente formale per divenire un'avventura esistenziale.

Non più la forma, ma lo spazio, il colore, il vuoto, la materia, la musica, la realtà metafisica sono i temi innovativamente concettuali che compaiono nelle opere di Kandinskij, Pollock, Mathieu, Klein, Hartung, Rothko, Kline e molti altri artisti moderni, specie nelle società (come quella americana) in cui meno determinante è la cultura filosofica di matrice greca tramandata da Platone ed Aristotele, che ha invece improntato profondamente ed indelebilmente lo sviluppo culturale del nostro occidente.
Infatti per l'Europa il superamento della forma è più graduale che altrove, proprio perché la nostra 'infanzia greca' e il più recente passato cartesiano hanno configurato nel tempo una visione intellettualistica del mondo in cui la forma svolge un ruolo fondamentale, determinante dell'essenza e della struttura di tutte le cose, principio dell'essere, del divenire e del conoscere, animata da una forza demiurgica in grado di dominare, proprio attraverso l'impronta di una forma, l'indeterminata materia errante.

La forma, classicamente intesa come principio attivo che dà vita al principio passivo, la materia, ha finito per assumere, nella filosofia e nell'arte moderna, il significato gestaltico di struttura complessa che supera nel significato la somma dell'insieme delle parti che la compongono (psicologia della forma), trasformandosi quindi in principio organizzatore.


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di Pietro Pagliardini


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Jean René Bazaine (1904 - 2001) è personaggio poliedrico, con interessi sia nelle arti visive che nella letteratura, amico di Marcel Proust e ...... continua

 
 

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