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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. In Artonweb l'articolo più letto: L'automobile, mito futurista.
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L'automobile, mito futurista
di Vilma Torselli
pubblicato il 19/02/2007
" ..... Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia. ....." (Tommaso Marinetti)
" ....... Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia. ......... Noi viviamo già nell’assoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente..... " (Manifesto del Futurismo, pubblicato su Le Figaro, 20 febbraio 1909)

Il Futurismo italiano è il movimento avanguardista del '900 che per eccellenza costruisce e coltiva il mito della velocità, identificandola come essenza della modernità, proiezione del futuro, la velocità della corsa e del movimento, umano o meccanico, dell'automobile, dell'aereo, del tram, della bicicletta, della motocicletta, del treno, della nave, la velocità dei trasporti e dei trasferimenti che determina una nuova nozione spazio-temporale in grado di alterare il concetto e la percezione delle distanze e la coscienza degli eventi: grazie alla velocità di percorrenza dello spazio, il mondo diventa più piccolo, prodromo di quel concetto di globalizzazione che oggi annulla lontananze e confini, rendendo a tutti accessibile tutto.

Scrive Marinetti: "Se pregare vuol dire comunicare con la divinità, correre a grande velocità è una preghiera" (Tommaso Marinetti "La nuova religione-morale della velocità", 1916), sintetizzando così, efficacemente, il concetto quasi religioso di un imperativo estetico-morale che diviene forma, stile, arte.
Con il rifiuto di un'idea di arte destinata ad un'elite di addetti ai lavori, di arte statica collocata nei musei e nelle gallerie, di inerzia culturale legata a valori stabiliti in passato, il Futurismo vede nella velocità la possibilità di promuovere un'arte attuale aperta a tutti, al passo con l'evolversi della vita sociale e culturale delle metropoli e delle masse operaie, dinamicamente in sintonia con i progressi della tecnica e della scienza, ai quali si deve l’innovazione tecnologica più sconvolgente di questo inizio secolo, l'automobile, strumento di trasformazione della vita e della sensibilità dell'uomo moderno.

Il Futurismo dà l'avvio a studi sul movimento legati anche allo sviluppo della cinematografia, alla ricerca di uno linguaggio formale che sia in grado di rappresentarne le dinamiche, frantumando la forma volumetrica attraverso la scomposizione della luce e del colore, con chiare relazioni con il Cubismo.
Queste istanze troveranno lo stile ottimale alla loro espressione nel Divisionismo, altro movimento essenzialmente italiano, passando per il segno che diviene mosso, elastico, fluido, tracciato da pennellate veloci, ed il colore, steso a tocchi liberamente accostati, a macchie, a strisce, con effetti pulviscolari che immettono le forme nell'atmosfera: i colori si allungano e si sfumano, le linee si stirano e si deformano, lo spazio in cui si colloca l’azione viene coinvolto e dinamizzato dal movimento rotatorio della forma, divenendo componente attivo dell’insieme.
Racchiusa nella tensione della “linea-forza dinamica”, arcuata in piatte curve elastiche, tese e dinamiche sotto la spinta di una forza interna nervosa e vibrante come la corda di uno strumento, la scultura futurista deforma plasticamente la figura per effetto del movimento, conferendole caratteristiche aerodinamiche antinaturalistiche, alterando i suoi connotati formali, facendo del dinamismo il tema centrale dell'opera.

L'automobile è la nuova icona della modernità, il viaggio in automobile permette una nuova percezione del paesaggio molto diversa da quella che si ha andando a piedi, fa vedere una realtà fluida che scorre veloce, nella quale sono insiti i caratteri del dinamismo e della simultaneità, in un flusso costante di sensazioni e di esperienze accompagnate da un esaltante senso di potenza.
Boccioni e Carrà dipingono molti veicoli a motore, Giacomo Balla esegue più di cento opere che hanno come soggetto l'automobile, dove la corsa è rappresentata dalle ruote sdoppiate, da tracciati a spirale che danno l'idea della progressione del moto, in una convulsa fuga di linee in rotazione che deformano l'immagine in movimento e la proiettano nello spazio al quale viene assimilata.

Da quasi un secolo l'automobile è l'icona più potente della modernità, uno degli elementi fondamentali che hanno inciso sul cambiamento dei costumi, dello stile di vita, dei rapporti e dei comportamenti umani, dell'urbanistica cittadina, delle tipologie architettoniche....... tutt'oggi simbolo di veloce passaggio verso un futuro sempre più avanzato, verso una tecnologia sempre più perfetta, per affascinare per altri cento anni l’immaginario collettivo mondiale, costituendo il modello chiave per leggere le trasformazioni dell'era moderna.


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