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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura.
L'articolo più letto:"Arte e epilessia".
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Libri
Luigi Ghirri, "Lezioni di fotografia", le lezioni tenute da Ghirri all'Università del Progetto di Reggio Emilia nel periodo 1989/1990.
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A Salò (BS), negli spazi della chiesa di Santa Giustina, è ospitato il MuSa, museo di arte, scienza e mostre temporanee.
Concorsi
Sesta edizione del concorso fotografico Wiki Loves Monuments, che invita tutti i cittadini a immortalare il patrimonio culturale italiano. Caricamento foto dal 1 al 30 settembre.
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Per l'anno 2017, 5 i progetti premiati per 5 diverse categorie nella prima edizione del Premio di Architettura della Toscana (PAT)

In Italia
Milano, al Mudec, "Klimt. Experience" mostra multimediale. Fino al 07/01/2018

All'estero
Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza, mostra monografica di Sonia Delaunay. Fino al 15 ottobre 2017.

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Trent'anni dalla morte di Andy Warhol
di Vilma Torselli
pubblicato il 05/02/2017
"Non manca niente. C'è tutto. Lo sguardo spento. La grazia diffratta... Il languore annoiato, il pallore desolato... L'essere freak in modo chic,
[…………..] Gli occhi a spillo. Le orecchie a banana... Le labbra tendenti al grigio. I capelli scarmigliati bianco-argento, soffici e metallici. I tendini del collo in evidenza intorno al grande pomo d'Adamo. C'è tutto... Non manca niente. Io sono tutto ciò che dice il mio album di fotografie.
" (Andy Warhol, "La filosofia di Andy Warhol. Da A a B e viceversa", 1975)
Sono passati 30 anni dalla morte di Andy Warhol, avvenuta in seguito alle complicanze di un’operazione alla cistifellea il 22 febbraio 1987, alla messa commemorativa che si tenne a New York nella cattedrale di St. Patrick pochi giorni dopo erano presenti più di 2000 persone.

Ancora oggi la sua genialità non ha finito di stupirci, ancora è possibile scoprire qualcosa di lui che non sapevamo, o trovare chiare ed inconfondibili le tracce della sua personalità carismatica nell'opera di tanti altri artisti, basti pensare a Keith Haring e Michel Basquiat.

L'indagine sulle radici ispirative di una delle personalità più enigmatiche dell'arte del secolo scorso continua tutt'ora e ogni nuova scoperta ci conferma quanto poco sappiamo di lui, delle sue contraddizioni, dei suoi segreti, alcuni dei quali accuratamente celati dentro banali scatole di cartone come quelle che ciascuno di noi conserva in cantina in attesa di dimenticarsi di quello che contengono.
Non Andy, che con ferrea metodicità fin da bambino comincia a raccogliere con scadenza mensile gli oggetti più disparati, si stima in numero di 500.000, che gli passano per le mani quotidianamente (foto, ritagli, cartoline, articoli di giornale, racconti sulla sua infanzia a Pittsburgh, manifesti, pezzi di pellicola, fatture, scontrini, cataloghi, appunti), legati a momenti di vita apparentemente insignificanti.

Raccolti in un periodo di quasi trenta anni, dai primi anni 1960 alla sua morte, questi oggetti eterogenei, in occasione di un trasloco, nel 1974 vengono smistati in scatole di cartone da imballo marroni tutte uguali che Warhol chiama time capsule (alla fine della sua vita ne avrà raccolte 610), 8.000 piedi cubi di cartoni oggi nel Andy Warhol Museum , dove rappresentano una sorta di spaccato antropologico metodicamente organizzato, catalogato ed archiviato.
I suoi amici chiamavano tutto ciò "Andy's stuff", ma Andy non se ne staccherà più, portandosi dietro le sue scatole in tutti i successivi spostamenti della sua vita.

Difficile capire questo attaccamento per gli oggetti da parte del padre del consumismo usa e getta, così come ci stupisce scoprire la sua passione per il collezionismo d'arte che lo porta a frequentare aste internazionali, antiquari, mercati delle pulci di tutto il mondo, se non leggendolo come un processo di feticizzazione nel quale gli oggetti si caricano di significati simbolici e psicologici in grado di fermare tempi, luoghi, ricordi, emozioni.

Questa contraddizione con l'idea che nel linguaggio dell'artista pop vada abolita ogni impronta personale, e non a caso Warhol si orienta verso procedimenti meccanici che conferiscono all'opera una assoluta anonimità, può farci intuire che nelle scatole di Andy sia custodito ciò che lui ha voluto tramandarci intenzionalmente per dirci che l'artista un po' cinico, inventore della business art, trasgressivo padrone di casa della leggendaria Factory, artefice del suo stesso mito tra arte, droga, omosessualità, era anche quel bimbo di Pittsburgh, timido e gracile figlio di immigrati slovacchi, che inseguva i propri sogni e che, almeno apparentemente, li ha realizzati tutti.

Un autoritratto letterario di Andy Warhol emerge da un libro da lui stesso scritto nel 1975 in forma di dialogo, "La filosofia di Andy Warhol. Da A a B e viceversa", una narrazione istantanea, in tempo reale, un monologo sull'arte, l'amicizia, il danaro, la vita, la morte.

Capitolo 8. MORTE
A. Sono così dispiaciuto. Pensavo che ci fosse qualcosa di magico e che questo non sarebbe mai accaduto.
Mostre allestite in occasione dell'anniversario della morte:

Genova, Palazzo Ducale, Appartamento del Doge
"Warhol. Pop Society"
fino al 26 febbraio 2017
.

Mostra antologica a cura di Luca Beatrice, con 170 opere tra tele, disegni, ritratti, serigrafie, polaroid, sculture, compresi i lavori più famosi come le Campbell Soup e le Brillo Boxes, molti i ritratti di personaggi famosi fra i quali Marilyn Monroe, Man Ray, Liza Minnelli, Mick Jagger, Miguel Bosè, Gianni Agnelli, Giorgio Armani e Sandro Chia. Una sezione a parte è dedicata alle polaroid, una novantina, scattate a varie celebrities.
Asolo (TV)
Museo Civico - Palazzo della Ragione, Via Regina Cornaro 74
Andy Warhol: 30 years later
fino al 17 aprile 2017


Mostra antologica a cura di Enrica Feltracco e Matteo Vanzan, esposte 40 opere, fra le quali quelle dedicate a Marilyn Monroe, Mao Zedong, Flowers ed anche alcuni libri pubblicati nel 1967 e raramente esposti prima d’ora.

Milano
Museo del Novecento, Sala Fontana
Andy Warhol, Sixty Last Supper
24 marzo – 18 maggio 2017

La famosa rivisitazione dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci viene riproposta dall'artista nel periodo 1985/87 in oltre cento versioni, dipinti e serigrafie, secondo il concetto di serialità che caratterizza l'ultimo periodo della sua attività.
Warhol realizza questa versione nel 1986, morirà l'anno seguente.

Bagnolo San Vito (MN)
Outlet Village, Via Marco Biagi
Da Andy Warhol a Jean-Michel Basquiat. Dalla Pop Art alla Street Art
dall'8 gennaio al 05 marzo 2017

Mostra fotografica curata da ONO arte contemporanea, presentazione di Daniela Sogliani, storica dell'arte, in mostra 38 scatti che documentano un breve sodalizio irripetibile tra due grandi personalità artistiche.
link:
Pop Art

Andy Warhol e i ritratti di Marilyn
Andy Warhol "Elvis I and II"
 
 
 

DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


blog di Efrem Raimondi


blog di Nicola Perchiazzi
 








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Alberto Burri

"Sacco e rosso"

 

 
 
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