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Il medium
di Vilma Torselli
pubblicato il9/04/2007
"Medium is Message" (Marshall McLuhan): la coincidenza tra il medium e l'opera, il tramite che diventa messaggio nella ridefinizione del concetto di arte moderna.

Il termine "medium" (neutro, plurale "media") è latino ed indica "ciò che sta nel mezzo": nel campo dell'arte, medium è il mezzo espressivo attraverso il quale l'artista trasmette il suo messaggio, un mezzo che ciascuno può sciegliere o inventare nei modi che ritiene più adatti allo scopo comunicativo che si prefigge, è in sintesi ciò che "funge da elemento di collegamento fra il momento produttivo e quello fruitivo" dell'opera d'arte, per usare parole di Alessandro Tempi.
E' quindi ovvio che una conoscenza profonda dei media ed una corretta consapevolezza del modo di rapportarsi con essi sta alla base di ogni prodotto artistico, per salvaguardare al meglio la libertà espressiva e l'aderenza del risultato al concetto, poiché "sia l'uomo-artista che la sua opera sono medium delle cose che attraverso di essa si dicono per chi ha la sensibilità di stare a sentirle." (Maurizio Grilli, "Il medium delle cose")

Le avanguardie storiche per prime si pongono il problema della relazione con il medium, della sua definizione, della sua conoscenza tecnica, ed elaborano il concetto dell'opera d'arte come prodotto dell'uomo, la pittura è prima di tutto una tela sulla quale del colore riproduce uno spazio entro il quale riproduce una rappresentazione: è ciò che fanno i cubisti, ad esempio, per i quali l'intento è quello di "togliere l'ambiguità e imporre una lettura del quadro come costruzione fatta dall'uomo e come tela colorata." (E.H. Gombrich, "Arte e illusione"). Spazzata via l'illusione di uno spazio artificiosamente riprodotto con le regole della prospettiva, l'unico spazio reale è quello della tela, uno spazio pittorico indipendente ed autosufficiente.

Ogni processo evolutivo tende a modificare il modo in cui l'uomo percepisce il mondo anche perchè modifica il medium entro il quale tale processo avviene, fenomeno molto evidente quando, come oggi, il medium, strettamente legato all'evoluzione del pensiero ed a quella delle tecnologie disponibili determinanti nel provocare la ridefinizione del concetto di arte, si modifica sensibilmente ed in tempi molto rapidi grazie alla velocità del progresso tecnologico.

Marshall McLuhan fu il primo ad individuare la stretta connessione tra i media, la psiche umana e i sistemi sensoriali, il che lo portò a formulare una una vera e propria estetica dei media, sintetizzata nella celebre affermazione in epigrafe, nella quale i media tecnologici non sono più strumenti neutri per veicolare un messaggio, ma per la loro natura specifica sono essi stessi ad esprimere le mutazioni del nostro modo di pensare ed agire, indipendentemente dall'uso che di loro viene fatto, finendo così per imporsi come vero ed unico contenuto del messaggio.

Nell'arte moderna questo graduale processo sostitutivo si rileva nell'informale materico, dove la materia-medium è invece vista per il suo intrinseco valore estetico, mezzo espressivo ed al tempo stesso tema dell'opera d'arte, nel Dadaismo ed in tutte le sue derivazioni, dalla Pop Art al Nouveau Réalisme, dove la materia si struttura in oggetti concreti, nell'Arte Oggettuale, nella Hard Edge Abstraction, nella Body Art ed in molti altri movimenti moderni, a delineare una tendenza verso un'idea di arte in cui concetto e tecnica coincidono, un'arte che è contenuto ed espressione di se stessa.
Il percorso tradizionale che lega artista-medium-opera si contrae, il medium diviene l'opera, diviene il messaggio anzichè esserne il tramite.

Mike Calvert, giovane artista californiano, dichiara in una recente intervista: "Ogni volta che appare un nuovo medium la stessa sopravvivenza della pittura sembra messa in dubbio. Io credo invece che si tratti di un'occasione per reinventare sé stessa ancora una volta".
Il che avviene di fatto ogni volta che ci troviamo davanti ad un nuovo mezzo espressivo, a nuovi media, elevati direttamente ad opera d'arte e come tali accettati dalla nostra società: sembrerebbe così convalidato il principio di quella che è stata definita scienza della psicocibernetica, lo studio delle nuove tecnologie della mente e della possibilità di applicare alla mente il modello epistemologico della cibernetica, scienza secondo la quale ciò non rappresenta ".......l'invasione della tecnica nella sfera dello psichico. La psiche si rivelerà, come osservava lo stesso Platone, una dimensione già tecnologicamente costituita" ((Riccardo Santilli, "Estetica e Psicocibernetica, Alcune osservazioni sulle tecnologie della mente").

E' senz'altro questo uno dei più interessanti dibattiti che l'arte moderna dovrà affrontare.

* articolo aggiornato il 27/09/2012


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