| Malattia misteriosa, morbo sacro, male oscuro
avvolto da un alone magico sia per la sua sconosciuta eziologia
sia per la assoluta inadeguatezza della farmacopea a disposizione,
l'epilessia è stata in antichità una patologia
temuta e osservata con curiosità e rispetto: oggi,
alla luce di enormi progressi scientifici e farmacologici,
l'epilessia è una malattia come un'altra, indagata,
nota e curata: "...... Per la medicina moderna lepilessia
è una condizione caratterizzata dalla presenza di episodi
accessuali (le crisi) che si ripetono in modo apparentemente
spontaneo nel tempo.....", come afferma il prof.
Giuliano Avanzini, Direttore del Dipartimento di Neuroscieze
cliniche all'Istituto Nazionale Neurologico C.Besta di Milano
e Presidente della International League Against Epilepsy (ILAE).
La casistica dimostra che la diffusione di questo "male"
, che colpisce tra lo 0,6 e l'1 % della popolazione, è
praticamente omogenea nei vari strati sociali, per ogni grado
di cultura e per ogni tipo di attività (si calcola
che attualmente 50 milioni di persone nel mondo soffrano di
epilessia.), anche se ovviamente la storia ci ha dato notizia
solo dei personaggi più famosi affetti da questo disturbo:
erano epilettici Alessandro Magno, Giulio Cesare, Socrate,
Pietro il Grande, Napoleon Bonaparte, il compositore George
Frederick Handel, il filosofo Nietzsche, gli scrittori Moliére,
Flaubert, Byron, Torquato Tasso, Dostoevskij, Dickens e, in
età senile, Francesco Petrarca, Lewis Carroll, l'autore
di "Alice nel paese delle meraviglie", il matematico
Isaac Newton, oltre al Cardinale Richelieu, papa Pio IX, lo
zar Pietro il grande, Alfredo Nobel, lo svedese creatore dell'omonimo
premio, e molti altri, fra i quali si annoverano anche note
personalità che hanno segnato il corso della storia
dell'arte con l'incisività della loro opera, quali
ad esempio Michelangelo Merisi detto il Caravaggio e Vincent
Van Gogh.
Sebbene la psicopatologia che afflisse per tutta la vita
Vincent Van Gogh non sia ancor oggi stata chiaramente esplicitata,
tuttavia quando, nel 1889 egli si fa ricoverare volontariamente
nella clinica di Saint-Rémy in Provenza, la diagnosi,
per quanto complessa, stabilisce con certezza l'esistenza
di una forma di epilessia complicata da una componente schizofrenica,
basi di quel profondo ed acuto malessere interiore che lo
porterà al suicidio a soli 37 anni.
Un'ipotesi scientificamente fondata fa risalire il famoso
"giallo Van Gogh" ad una percezione anomala che
egli aveva per questo colore a causa dell'assunzione di
digitale, farmaco usato allora per contrastare gli attacchi
epilettici, che può produrre una intossicazione in
grado di compromettere le normali percezioni sensoriali
provocando xantopsia, "disturbo visivo, riscontrabile
in alcune intossicazioni, caratterizzato dalla visione gialla
degli oggetti bianchi e dalla visione violetta degli oggetti
scuri" (De Mauro, dizionario della lingua italiana):
ancora una volta dobbiamo chiederci quanto la malattia fisica
possa aver influito sulla scelta di soluzioni di tipo creativo
ed intellettuale, in virtù dell'indissolubile intrico
di relazioni che legano il corpo e la mente di ognuno di
noi, in una visione dell'uomo che non può essere
che globale ed unitaria.
Antonio Ligabue era soggetto, in età adulta, a frequenti
attacchi epilettici che complicavano ulteriormente una vita
tormentata dalla follia e dall'emarginazione, era epilettica,
per un trauma cranico subito in età giovanile, Roska
Oskardottir , ecclettico personaggio tra i più noti
dell'arte islandese contemporanea, era epilettico Sir Kyffin
Williams, pittore inglese che si indirizzò a dipingere
con fini terapeutici e che divenne poi Presidente della
Royal Cambrian Academy, lo era Edward Lear, inglese nato
a Highgate, vissuto nell' '800, scrittore, pittore, disegnatore,
illustratore e molti altri artisti più o meno famosi,
che testimoniano come questa malattia, quand'anche non favorisca
l'espressione artistica, certamente non la impedisce e probabilmente
la orienta verso un linguaggio di tipo espressionista, nel
solco di una ricerca interiore spesso sofferta: sono esempi
illustri che possono contribuire ad abbattere i pregiudizi
e le superstizioni che, in parte, circondano ancora oggi
questa patologia.
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