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Marcel Duchamp,"Nu descendant l'escalier n.2"
di Vilma Torselli
pubblicato il 12/04/2007
Cubismo e Futurismo nella sintesi geniale di un artista tra i più influenti del '900.
"La pittura non dovrebbe essere soltanto retinica o visiva; dovrebbe avere a che fare con la materia grigia del nostro intelletto, invece di essere puramente visiva". (Marcel Duchamp)

Noto al grande pubblico soprattutto per l'invenzione e la realizzazione del ready-made, Duchamp, probabilmente uno degli artisti più importanti del nostro secolo, è sicuramente uno dei più problematici e influenti per le generazioni che lo seguirono.
Gli esordi di Marcel Duchamp sono vicini all'Impressionismo, con particolare riferimento a Cezanne, ma ben presto l'artista se ne discosta per avvicinarsi, seppure con atteggiamento spesso conflittuale, al Cubismo e alla dissociazione della forma, punto chiave della sintassi cubista, con influenze di tipo futurista per ciò che riguarda la rappresentazione del movimento: nel dipinto "Nudo che scende le scale n. 2" (1912) sono sinteticamente riassunte tutte le più peculiari caratteristiche della pittura di Duchamp, che fanno di questo quadro un'opera particolarmante rappresentativa del percorso di un artista che ha continuamente stupito, definendo un concetto totalmente nuovo di arte, ispiratore dei diversi movimenti di impronta concettuale sorti nel periodo postbellico.

Il quadro venne rifiutato nel 1912 alla mostra al "Salon des Indépendants" perchè di troppo forte impronta futurista nell'ambito di una esposizione cubista, soprattutto per le proteste del pittore Albert Gleizes, e proprio questo episodio determinò l'allontanamento di Duchamp dal movimento cubista: l'opera fu tuttavia inserita tra quelle che, l’anno successivo, furono inviate in America e lì, era il 1913, all' "Armory Show" di New York, "Nu descendant l'escalier nº2" si caratterizza come l'opera che suscita maggior scandalo, salutata tuttavia entusiasticamente dalla critica come l'apparizione di una "luce al fondo di un tunnel".

La ricerca cinetica di Duchamp, conflittuale con la risoluzione cubista di un’immagine frammentata e fermata in successivi momenti statici, non ha tuttavia alcuna relazione con la ricerca dei futuristi: mentre questi vogliono esprimere il movimento inserendolo nelle loro opere quale tema centrale, Duchamp persegue la rappresentazione astratta del movimento a livello puramente concettuale, attraverso le successive posizioni di una figura che scende le scale, collegate in un complesso ritmo sovrapposto, dinamico e simultaneo, ottenuto empiricamente, sovrapponendo le immagini e simulando l'effetto del fotomontaggio di più scatti fotografici, con chiaro riferimento alle invenzioni dadaiste nel campo filmico, al quale guarda con attenzione sperimentalista come faranno i futuristi e poi i surrealisti.

Quello che Duchamp vuole proporre con le molteplici invenzioni tecniche della sua attività artistica non è uno stile, ma un atteggiamento verso l'arte e verso la vita, in termini distruttivi che esprimono in modo romantico la ribellione di un artista solitario in anticipo sul suo tempo.




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