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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. In Artonweb l'articolo più letto: La linea curva
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Libri
L’arte nel cesso. Da Duchamp a Cattelan, ascesa e declino dell'arte contemporanea” di Francesco Bonami: all'arte contemporanea non bastano più le idee che cercano di essere una più rivoluzionaria dell'altra perché ha esaurito il suo potere di stupire.
Musei
A Serra San Quirico (AN), Nuovo Museo di arte contemporanea per celebrare i 20 anni del Premio Ermanno Casoli ed esporre le opere di tutti i vincitori fino ad oggi.

Concorsi
Pontenure (PC), concorso per un progetto pilota di arredi urbani lungo i cammini storici del tratto piacentino della via Francigena e del Cammino di San Colombano.

Premi
Mies van der Rohe 2019, premio biennale per l'architettura assegnato dalla UE, premiati Lacaton & Vassal architectes, Frédéric Druot Architecture e Christophe Hutin Architecture.

In Italia
Matera, la mostra "Salvador Dalí- La Persistenza degli Opposti", nel Complesso Rupestre di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci. Fino al 30 novembre 2019.

All'estero
Parigi, al Musée National Picasso-Paris "Picasso, Obstinément Méditerranéen", il Mediterraneo nella vita e nelle opere di Pablo Picasso. Fino al 6 ottobre 2019.

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Lo Spazialismo di Lucio Fontana
di Vilma Torselli
pubblicato il 28/03/2007
Una pittura che si appropria dello spazio e travalica i limiti bidimensionali della tela.

Con il termine di Spazialismo si identifica un movimento fondato a Milano nel 1947, ad opera di Lucio Fontana, che l'anno seguente ne firma il manifesto, con Giorgio Kaisserlian, Beniamino Joppolo, Milena Milani e Antonino Tullier<

In seguito i maggiori rappresentanti di questo movimento, saranno, in Europa, lo stesso Lucio Fontana e, fuori dai confini europei, l'americano di origine russa Mark Rothko, appartenente alla "Scuola del Pacifico", che svilupperà una sua teoria spaziale con richiami all'infinità energetica di Klein.

Il movimento non avrà uno sviluppo molto omogeneo, anzi sarà caratterizzato da una variabilità di compagine che lo fa apparire più come un raggruppamento tattico, con forti intenti promozionali, all’interno del quale Lucio Fontana rappresenta la figura più carismatica mentre il resto del gruppo opera in sostanziale autonomia.

Lo Spazialismo ha molti punti di contatto con l'Informale per la sostanziale abolizione della forma nel suo significato più tradizionale, tuttavia la ricerca degli spazialisti va in altre direzioni, ciò che interessa è trovare mezzi comunicativi e modelli operativi più consoni alla cultura dell'epoca elettronica, attraverso il rinnovamento in un linguaggio formale che prescinda da premesse razionalistiche e cognizioni scientifiche tradizionali.
Siamo davanti ad uno dei tanti periodi di crisi indotti dall'avanzare delle nuove tecnologie, simile per certi versi all'attuale momento storico caratterizzato dall'avvento delle tecnologie digitali, con le conseguenze che ogni cambiamento di grande portata induce in tutte le manifestazioni dell'intelletto umano.

Alla fine degli anni '40, è in atto un diffuso e vivace dibattito sul rapporto scienza e tecnologia, innescato dall'incalzante sviluppo dell'industria elettronica che sta costruendo una realtà nuova e rivoluzionaria, in grado di modificare anche il modo di concepire e di esprimere l'opera d'arte, e lo spazio, nel quale fino ad allora l'opera era stata immersa, viene chiamato a farne parte, non più mezzo ma esso stesso tema dell'opera: per usare le parole di Alessandro Tempi, "In termini di linguaggio, insomma, le preoccupazioni dello Spazialismo non scorrono lungo l'asse delle relazioni fra significante e significato, vale a dire il rapporto fra mezzi e fini o fra mezzi e contenuto. Per lo Spazialismo i mezzi - fra i quali è da includere dunque anche lo spazio stesso dell'opera - non servono a produrre l'opera, ma sono l'opera."

Acquistano nuovi significati i valori e le tematiche inerenti allo spazio, fare pittura e scultura vuol dire andare oltre la manualità, recepire nell'opera d'arte l'energia, la forza, in una visione che travalica lo spazio tradizionalmente percepibile e percepito, coinvolgendo l'ambiente nel quale l'opera si immette, uscendo dai suoi limiti tradizionali.
Si può riconoscere in questo una significativa anticipazione di molti movimenti moderni, dalla Pop Art alle più recenti installazioni, alla conquista di una tridimensionalità che in un certo senso unifichi pittura e scultura in un discorso globale, al di là di classificazioni talvolta riduttive o artificiose.


DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


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