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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. Il più letto in Artonweb: Arte moderna
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In Italia
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Bordeaux, ai Bassins de Lumières, il più grande centro di digital art del mondo, "Gustav Klimt, d'or et de couleurs", fino al 3 gennaio 2021.

Amedeo Modigliani, "Marie"
di Vilma Torselli
pubblicato il 30/04/2007
Il racconto della tragedia individuale di un artista solitario, colto, disperato, vittima delle sue passioni.

Amedeo Modigliani (1884-1920) è un artista particolare, un solitario, non inquadrabile in alcuna corrente e che non diede vita a nessuna corrente, non omologabile, ancora oggi avvolto da un alone di leggenda, quella di "artista maledetto" (il suo soprannome, Modì, suona come il francese maudit), bohemien, alcolizzato, trasgressivo, violento.
Assieme ad altri artisti come lui indipendenti da movimenti ufficiali e strutturati, quali Soutine, Rouault, Utrillo, Modigliani sarà in seguito ricordato come esponente della "Scuola di Parigi".

Italiano di Livorno, Modigliani sviluppa il suo talento nella Parigi di inizio '900, capitale dell'arte e della cultura avanguardista, a contatto di amici quali Marc Chagall, Pablo Picasso, Max Jacob, Georges Braque, Jean Cocteau, Cezanne e di tutto l'ambiente fauve, trasferendo nella pittura ogni suo interesse, nonostante un esordio artistico nel campo della scultura, dove la sua opera appare influenzata dalla frequentazione dell'amico Constantin Brancusi.
Dello scultore egli conserva la percezione della solidità della forma, la capacità di sintesi volumetrica e lineare, un sicuro senso plastico dell'immagine che si traducono nella particolare densità cromatica dei suoi dipinti, popolati da forme piatte e corpose, semplificate entro contorni ben definiti.
Particolarmente interessato al disegno, Modigliani scrive nel 1902 :"L’arte del disegno non deve perire, la sua fine significherebbe la fine dell’arte stessa", e la base del suo dipingere è proprio il segno, sicuro, incisivo, capace di delimitare la forma in modo semplice e perentorio, come in questo ritratto di "Marie, fille du peuple", del 1918.

L'attenzione per la forma, un dichiarato desiderio di schematizzazione geometrica, la ricerca di un ordine dei piani lasciano intuire la sua ammirazione per Cezanne, anche se in lui il pathos è più evidente, incontrollato e predominante, mentre particolari versioni cromatiche rimandano più specificatamente a Matisse o a Gauguin.

L'interesse di Modigliani ci incentra su un pressochè unico tema, la figura umana, il ritratto ed il nudo, perchè è l'uomo, con i suoi sentimenti e le sue passioni, ciò che interessa a questo artista angosciato, autodistruttivo, solo contro tutti e contro il mondo, che cerca se stesso nell'enigmatica fissità dei volti che dipinge, nell'ambiguità dei loro inquietanti occhi a fessura, senza pupille.

In un linguaggio formale di composta solennità quasi classica, reinterpretata in chiave moderna, Modigliani esprime una capacità di osservazione psicologica minuziosa, volta a svelare il mistero celato nei volti impassibili dei suoi personaggi, dai tratti allungati in modo abnorme in una elegante stilizzazione, nei corpi femminili esposti senza pudore, sublimati da un grande senso estetico della composizione, da linee raffinate, da una nobiltà "manieristica" memore delle sue radici italiane, del Rinascimento, della pittura macchiaiola della sua Toscana: non a caso qualcuno ha definito Modigliani "una sorta di Botticelli negro".

La poesia di Modigliani è affidata proprio al delicato accordo tra la purezza stilistica e la passionale carnalità dei suoi personaggi, nel precario equilibrio tra un retaggio culturale complesso ed una sensibilità umana istintiva, profonda e lirica.

Senza pretese di universalità, l'opera di Modigliani esprime il dramma di un uomo solo, unico protagonista di una tragedia individuale breve e intensa che ha prodotto lo stile personale inimitabile ed inimitato di un artista più ammirato che amato, colto, curioso, sensuale, appassionato, geniale, disperato e autodistruttivo: muore, infatti, prematuramente, consumato dalla sua stessa genialità creativa, dalla malattia e dalla droga.

Nel 2020 cadono i cento anni dalla morte di Amedeo Modigliani e Roma e Livorno si apprestano a celebrare l’anniversario con grandiose iniziative.
A Roma si terrà una mostra-evento “L’Impossibile Modigliani. L’artista italiano e l’arte africana. Simbolo, opere, tecnologia”, allestita al Quirinetta, location in stile liberty al centro di Roma sede di eventi prestigiosi. Esposti oltre 100 capolavori dell’artista per condurre il visitatore, grazie al supporto delle più moderne tecnologie, in un'esperienza immersiva che per la prima volta al mondo presenterà l'ologramma Modigliani all’interno di una dark room, il tutto integrato da convegni, dibattiti ed iniziative editoriali rese possibili grazie all'IAM, Istituto Amedeo Modigliani, associazione no profit che si propone di “celebrare, ricordare, diffondere la storia e l’opera di Amedeo Modigliani in Italia e all’estero”.
Attraverso un centinaio di foto storiche e documenti provenienti dall’archivio dell’Istituto Amedeo Modigliani sarà possibile anche conoscere e ricreare persone e luoghi di Livorno e di Parigi in cui Modigliani è vissuto.
Tra aprile e maggio e per tutto il 2020 la Repubblica Popolare Cinese allestirà due mostre che faranno tappa a Pechino, Shanghai, Hong Kong e Shenzhen, paesi lontani dove Modigliani è molto famoso, tanto che qualche anno fa un suo “Nudo Sdraiato”, battuto all’asta da Christie's a New York, è stato acquistato proprio da un collezionista cinese al prezzo record di 170.4 milioni dollari.
Sempre in occasione del centenario, in Sardegna all'interno della proprietà di Flaminio Modigliani, padre dell'artista verrà realizzata una Casa tecnologica che darà avvio a un grande progetto di riqualificazione territoriale con un nuovo polo museale da destinare in futuro a mostre e conferenze.

Roma, dal 25 giugno 2020 al 10 gennaio 2021 

A ricordare Modigliani nel centenario dalla morte è anche Livorno, la sua città natale, con “Modigliani e l’avventura di Montparnasse”, una mostra di dipinti e disegni a cura di Marc Restellini con il coordinamento di Sergio Risaliti.
Esposti 120 capolavori della “Jonas Netter Collection”, il primo collezionista che riconobbe il talento di Modigliani e fu suo grande sostenitore assieme a Paul Alexandre, grande amico, mentore e confidente dell’artista.
Oltre a Modigliani, la mostra ospita anche le opere di altri artisti della Ecole de Paris, Chaïm Soutine, Andrè Derain, Maurice Utrillo, Suzanne Valadon e Mose Kisling.

Livorno, dal 7 novembre al 16 febbraio 2020

Modigliani 2020: l'arte incontra la tecnologia per raccontare Dedo
Cento anni senza Modì: un 2020 denso di omaggi al pittore livornese
Museo della Città di Livorno
Modigliani 2020, tanti eventi per il centenario della morte
Modigliani e l'avventura di Montparnasse. Capolavori dalle collezioni Netter e Alexandre

Mostre precedenti su Amedeo Modigliani
Milano, Palazzo Reale 2013
Genova, Palazzo Ducale 2017

DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


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