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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. In Artonweb l'articolo più letto: Cubismo analitico e Cubismo sintetico
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Ecole de Nice
di Vilma Torselli
pubblicato il 4/04/2007
Non una vera e propria scuola con unità di tendenza, ma piuttosto un clima creativo particolarmente esaltante e produttivo che caratterizza un'epoca e che ebbe come elemento catalizzatore Yves Klein.
Negli anni '60 la regione di Nizza intraprende alcune iniziative volte ad incentivare i movimenti artistici contemporanei sul suo territorio, favorendo in tal modo il costituirsi di correnti divenute poi celebri, come il Nouveau Réalisme, Fluxus, Supports/Surfaces, il Gruppo 70, nei quali ogni singolo artista conserva autonomia di linguaggio pur all'interno di una sostanziale comunione spirituale con gli altri appartenenti al gruppo.
Alla fine di una entusiasmante stagione culturale che raggiunge il culmine neli anni '70, il raggruppamento di questi artisti molto diversi tra loro viene genericamente definito "Ecole de Nice", termine fabbricato a posteriori per esigenze di volgarizzazione e commercializzazione e comparso per la prima volta, in forma interrogativa , sul giornale "Combat" nel 1960, per indicare non tanto una vera e propria scuola in senso classico con unità di tendenza e con un caposcuola, quanto piuttosto un clima creativo particolarmente esaltante e produttivo che caratterizza un'epoca e che ebbe come elemento catalizzatore Yves Klein, assieme a Arman, che lo sostituì nel ruolo di leader alla sua morte, e Martial Raysse.

I tre sono i riconosciuti, maggiori esponenti di quello che Pierre Restany definì Nouveau Réalisme, affiancati nella loro avventura artistica in quel periodo ed in quel luogo, da molte altre personalità di spicco, come Jacques Lapage, instancabile organizzatore di dibattiti sull'arte, Ben, Arman, Farhi e Gilli, animatori del "Centre d'art total" con i loro happening e le loro esposizioni, ed inoltre Dolla, Viallat, Cane, Pages, provenienti da Supports/Surfaces, tutto un mondo in fermento immerso in un crogiuolo di idee sotto il sole di una delle più belle regioni del Mediterraneo.

Dichiara Yves Klein; "Bien que nous, c'est à dire artistes de Nice, soyons toujours en vacances, nous ne sommes pas des touristes. C'est là le point essentiel. Les touristes viennent chez nous pour les vacances, nous, nous vivons sur cette terre de vacances, ce qui nous donne cet esprit de folie. Nous nous amusons sans penser ni à la religion, ni à l'art, ni à la science."
Proprio sulla spiaggia di Nizza Klein è folgorato dalla consapevolezza dell' "infinità energetica del cielo"sopra di lui, definendo poi proprio il colore di quel cielo nel suo celebre International Klein Blue (IKB).

Scrive in quegli anni il critico J.J. Levêque :"S'il fallait définir l'esprit de l'Ecole de Nice, on dirait qu'elle est l'adolescence de l'art actuel. De l'art qui se cherche, qui édifie ses critères, ses bornes, ses repères dans le temps et dans l'espace. Notre réalité a ses beautés spécifiques : les machines ˆ sous, les juke-boxes, les autoroutes, les couleurs joyeuses des matières plastiques, les néons, les nickelages étincelants des voitures, que sais-je? L'Ecole de Nice tend à définir le merveilleux moderne."("Opus International", n°1, aprile 1967)

Nasce un nuovo concetto allargato di arte intesa come capacità di rintracciare la bellezza nel quotidiano e nella realtà intrinseca ed intesa soprattutto come modo di "appropriazione del mondo esterno" (così dichiara nel '66 Ben Vautier , gallerista proprietario del Laboratoire 32, sede espositiva storica dell'Ecole ed artista dal particolare stile graffitista), nello spirito di due semplici e fondamentali principii: la disattesa sistematica di tutta la tradizione, passata o recente, in campo artistico ed estetico, l'attribuzione all'oggetto di qualità intrinseche o espletabili estrinsecamente (così scrive Michel Gaudet su "Le Patriote").

La consacrazione ufficiale del movimento, che suscitò l'interesse anche di Marcel Duchamp ormai vecchio, avviene nel '77 quando a Parigi il Centre National d'Art Contemporain Georges Pompidou organizza la prima grande collettiva dal titolo "A propos de Nice", dedicata a 30 artisti che vissero ed operarono all'interno dell'Ecole de Nice, consegnando alla storia il racconto di una avventura entusiasmante che contribuì alla nascita di una moderna arte europea.


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