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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. In Artonweb l'articolo più letto:Potsdamer Platz
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L’ ora d'arte” di Tommaso Montanari, quadri, sculture e graffiti per raccontare il fondamentale ruolo civile che, oggi piú che mai, la bellezza è chiamata a ricoprire.
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Nuovo Museo del Design Italiano della Triennale di Milano, esposte le icone del disegno industriale create quando Milano si è trasformata in capitale del design.

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EneganArt indice il concorso nazionale 2019 R-Evolution, per promuovere l’arte attuale italiana e il patrimonio artistico nazionale. Scadenza 31 luglio 2019.

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Antonio Aragón Renuncio vince per il 2018 il premio del concorso fotografico “Foto dell’anno UNICEF".

In Italia
Milano, al Mudec "Roy Lichtenstein", in mostra circa 100 opere, dall'1 maggio all'8 settembre 2019.

All'estero
A Berlino, a Weimar, a Dessau ed in molte altre nazioni le principali iniziative per celebrare i 100 anni dalla fondazione della Bauhaus.

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Gruppo 70
di Vilma Torselli
pubblicato il 4/04/2007
Collage di parole ed immagini, per trasmettere messaggi indipendenti o contradditori, ma in grado di formare un'opera unitaria ed indipendente costruita su più livelli di informazione, che punta il suo significato sul processo narrativo e trasformativo dei singoli elementi.
Il Gruppo 70 nasce nel 1963 a Firenze, preceduto da due importanti convegni al Forte di Belvedere, “Arte e Comunicazione” e “Arte e tecnologia”, che ne anticipano le linee direttive, e raggruppa musicisti, poeti ed artisti d’avanguardia nel nome di una nuova forma espressiva che prende il nome di poesia visiva: ne sono i fondatori Eugenio Miccini, che ha alle spalle studi filosofici e teologici (sua l'invenzione del termine "poesia visiva"), Giuseppe Chiari e Lamberto Pignotti, semiologo e teorico della pubblicità, mentre nel campo più specificatamente letterario i nomi principali sono quelli di Anceschi, Battisti, Bortolotto, Gillo Dorfles, Umberto Eco, Scalia, Roman Vlad.

Lo spirito del gruppo è marcatamete interdisciplinare, volto a potenziare il linguaggio artistico attraverso il sinergismo di diversi codici espressivi per raggiungere la stessa immediatezza ed efficacia comunicativa della lingua parlata e della moderna pubblicità.
La poesia visiva sperimenta la possibilità di instaurare rapporti tra la cultura e la comunicazione di massa attraverso una sintesi, in forma di collage, fra parola ed immagine, fra scrittura e pittura, che acquisiscono così nuovi significati simbolici, codificando un nuovo sistema complesso ed eterogeneo, sia logico-verbale che iconico, derivato dall'intreccio di vari sub-sistemi e veicolato da "un condotto comunicativo ipostatico rispetto ai valori ideolessicali degli ingredienti, e deviante rispetto alle suture della loro coesione"(Luigi Ballerini).
La contaminazione lessicale tra scrittura ed immagine, l'interscambio tra grafia e grafismo, già presente nelle tavole parolibere del Futurismo, trasforma la parola in segno visivo, immagine, colore, luce e superficie, permettendo ai due linguaggi, la letteratura e la pittura, di potenziarsi reciprocamente e facendo sì che la poesia venga fruita come un quadro e viceversa, secondo un'idea di arte totale presente in molti movimenti degli anni '60/'70 (Fluxus, Arte sinestetica ecc.)

Come la Pop Art, seppure con una posizione più marcatamente concettuale ed ideologica in opposizione al sistema, il movimento si pone in posizione critica nei confronti della massificazione culturale operata dai media, con l'intenzione di attivare anche nel pubblico la stessa capacità di critica su una comunicazione usurata, convenzionale e banalizzata.

Nella pittura, che ricorre anche alla trasformazione ed alla deformazione tipografica dei caratteri alfabetici per risultati grafici puramente visivi, la tecnica preferenzialmente usata è il collage, che unisce ritagli soprattutto fotografici sia di scritti che di immagini, ricomposti in composizioni complesse, sovrapposte, nelle quali immagine e parola, pur trasmettendo messaggi indipendenti o contradditori tra loro, formano alla fine un'opera unitaria ed indipendente costruita su più livelli di informazione, che punta il suo significato sul processo narrativo e trasformativo dei singoli elementi, lasciando molto spazio all'immaginazione ed alla sensibilità interpretativa dell'osservatore.


DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


blog di Efrem Raimondi


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RIFLETTORI SU...


Marcel Duchamp,"Nu descendant l'escalier n.2"



 

 
 

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