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Graffitismo metropolitano, l'arte senza regole
di Vilma Torselli
pubblicato il 26/04/2007
Esplosione creativa e forza espressiva dell'Aerosol Art, nata in America, ma con radici culturali di carattere universale.

La parola graffito ha assunto oggi un significato abbastanza definito e circoscritto a quella che più specificatamente si chiama anche Aerosol Art, una delle più sorprendenti e coinvolgenti forme di espressione visiva degli ultimi anni, una vera e propria arte, con una sua innegabile valenza creativa e pittorica, che ha ormai invaso i muri di tutte le città del mondo.
Le scritte murali, i graffiti, i segni, sono ormai divenute pratiche semio-linguistiche ed il writing rappresenta, per i giovani di tutto il mondo, il mezzo più idoneo per veicolare i propri messaggi, il più delle volte cifrati, per manifestare la propria creatività, le proprie opinioni, le proteste, l'identità e l'appartenenza ad un gruppo, assumendo un significato anche simbolico.

La tecnica del graffito nasce in California, a Los Angeles, dove era pratica diffusa tra i lustrascarpe della città apporre una sigla sul muro della propria zona di lavoro, per evitare l'occupazione dello spazio da parte di altri concorrenti.
Le gang di cultura ispanica cominciarono successivamente a dipingere il loro nome sui muri delimitanti i quartieri di appartenenza, come dimostrazione di potenza e controllo sul territorio nei confronti di gang rivali, dando l'avvio ad un'usanza che ben presto si diffuse a macchia d'olio nel resto d'America fino a New York: lì per la prima volta un giovane writer firmò la sua opera grafica con il proprio nome, senza associarlo a quello della gang di appartenenza, dimostrando così la propria autonomia in questa attività che fino ad allora era stata ritenuta al limite del vandalismo e conferendole le caratteristiche di volontario ed individuale prodotto artistico, non più di semplice sigla identificativa.

Mentre la creatività che sta alla base dell'opera si avvicina sempre più a una condizione spontanea di esplosione energetica quasi biologica, i writers tracciano la propria firma sui muri (ma anche sulle fiancate delle carrozze del treno o del metro) dapprima in opere monocrome, poi con l'uso di tre colori spray fino a giungere all'utilizzo di più colori, perfezionando la grafica, disegnando le lettere del proprio nome o del gruppo di appartenenza con effetto tridimensionale, aggiungendo l'effetto sfondo, fino a raggiungere forme espressive complesse, in molteplici stili, talvolta di particolare accuratezza esecutiva.

Il graffitismo americano è, per molti aspetti, collegabile alla Pop Art, ed insieme rappresentano due vicende dell'arte contemporanea non facilmente liquidabili, vista la vivacità del dibattito che coinvolge questi due movimenti programmaticamente e autenticamente sovversivi, come, in questo secolo, sono state quasi tutte le avanguardie del '900.
Negli anni ottanta, contaminandosi profondamente con la musica soprattutto, ma anche con la moda e con la pubblicità, la Aerosol Culture dilaga nel mondo in concomitanza al diffondersi del movimento Hip Hop, di cui rappresenta l'espressione visiva, ed è un fenomeno tutt'oggi in evoluzione, parallelamente ai movimenti giovanili non necessariamente di protesta.

E' interessante notare come certi atteggiamenti dell'uomo si ripresentino in epoche e luoghi lontani, senza apparenti relazioni, quasi che una comune cultura universale, percorrendo vie sotterranee, tocchi trasversalmente tutta l'umanità.
La pratica di apporre segni sui muri ha radici antichissime, parte da quando, sulle pareti di una caverna nei pressi di Altamira, circa 20.000 anni fa, una mano primitiva disegnò con fanghiglia color ocra rudimentali figure di bisonti, uomini e cervi, la più antica testimonianza pittografica che ci sia pervenuta, a cui vanno aggiunti i graffiti di Lascaux, nel sud della Francia, tracciati con una punta di selce, e molti altri graffiti murali scoperti nelle caverne d'Italia, da Trapani a Palermo, dalla Liguria alle grotte camune, ed anche nella valle del Rodano e nella Spagna centrale e meridionale, nel continente americano, in Asia ed in molti altri luoghi.

Lo sviluppo della concettualità, l'origine del pensiero religioso e spirituale, l'evoluzione della cultura hanno avuto inizio quando l'uomo ha liberato la sua creatività e, con strumenti umili e semplici, ha inciso le pareti rupestri della propria caverna, affrescato le mura di chiese e palazzi, continuando, ancora oggi a dipingere facciate di condominii e fiancate di treni, tracciando messaggi, talvolta enigmatici, scritti in una lingua figurata di cui a volte ignoriamo la chiave di lettura, che però trova la strada per giungere alla nostra mente ed alla nostra psiche.

L'utilizzo, poi, delle lettere alfabetiche per ottenere risultati estetici più propriamente consoni al disegno libero, tipico, come abbiamo visto, del fenomeno del writing, di origine occidentale ed anzi americana, ha curiosi richiami con una pratica diffusa nella civiltà islamica.
La religione islamica, che segue norme iconoclaste, vieta categoricamente l'uso della rappresentazione figurativa, cosicchè l'essenza e la complessità della composizione, così come la sua componente decorativistica, vengono espresse mediante quelle che a noi sembrano solo ornamentazioni geometriche, intrecci e sequenze ripetitive di decori a significato fondamentalmente simbolico, complessi e tormentati "ghirigori", disegni geometrici stilizzati, insomma tutto quello che l'occidente ha sostantivato nel termine "arabesco": tuttavia, tra le varie tipologie di ornamento, la forma calligrafica risulta predominante.
In particolare, sono stati spesso utilizzati i versetti del Corano per decorare oggetti, tessuti, arazzi, tappeti e strutture architettoniche come l'Alcazar della Alhambra a Granada, il palazzo in cui soggiornavano i sultani al tempo della dominazione araba della Spagna, che presenta complesse coperture lignee in cedro decorato con intarsi e versetti del Corano inneggianti ad Allah, così come intere pagine del Corano percorrono a mo' di fregio la parte alta delle pareti nelle sale destinate ai visitatori.

In oriente, l'ideogramma costituisce di per sè, prima che un mezzo per esprimere un concetto, un'opera d'arte grafica che sottostà a precisi concetti estetici, tanto da aver dato origine ad una vera e propria arte, l'arte sho, connotata proprio dal motivo kanji, letteralmente "carattere cinese".

E' quindi molto antico l'uso di lettere in chiave decorativa, riscoperto dai writers americani in epoca recente ed accolto dalla moderna cultura visiva come espressione di un patrimonio culturale comune a tutta l'umanità.

Caratteristica fondamentale del graffitismo é stata quella di produrre un'arte fuori dagli schemi e realmente rivoluzionaria, con la peculiarità di essere un'arte non vendibile (essendo realizzata su supporti non trasportabili quali vagoni ferroviari o pareti urbane) e quindi anomala, sottratta al diffuso strapotere delle leggi del mercato, tipiche di un sistema economico che a suo piacimento crea, celebra e distrugge singoli artisti e correnti.
In secondo luogo, un'altra caratteristica peculiare è quella di aver instaurato un dialogo diretto tra l'artista ed il pubblico, coinvolto anche suo malgrado, in manifestazioni visive di creatività spontanea, al di fuori degli ambienti canonici di musei o gallerie ed escludendo i normali canali di diffusione dell'arte, critici, mercanti collezionisti.
Ciò non ha tuttavia impedito che, in molti casi, il sistema dell'arte, con le sue lusinghe economiche, abbia finito per assorbire il significato di questo rito metropolitano, privilegiando gli esiti e le espressioni individuali di alcuni artisti, trascinandoli nelle gallerie e nei musei e in qualche modo decretando la conclusione della parabola artistica del fenomeno, o per lo meno, compromettendola irrimediabilmente.

* articolo aggiornato il 17/05/2013

link:
Graffiti tra libertà e illegalità
Il Muralismo
Jean Michel Basquiat

>>>>>>> pagina 1- 2


DE ARCHITECTURA
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