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Vienna, cento anni dalla morte di Gustav Klimt
di Vilma Torselli
pubblicato il 29/03/2018
1918/2018 centenario della morte di Gustav Klimt, artista nel quale si condensano i tratti più significativi di un periodo storico cruciale nella storia, non solo dell’arte, del suo paese.

Il 1918 è un anno infausto per la cultura austriaca perché muoiono i pittori Gustav Klimt e Egon Schiele, l’architetto e urbanista Otto Wagner e il designer Koloman Moser, quattro grandi protagonisti della Secessione Viennese (Wiener Secession o Sezessionstil ), il vasto e potente movimento artistico-culturale partito nel 1897, che percorse come un vento di rivolta la capitale più colta ed evoluta d’Europa connotando come pochi altri ogni ambito dell'attività artistico-creativa, l’architettura, la scultura, la pittura, estendendosi anche a tante forme d'arte minore e di artigianato come il design, la grafica, l'arredo, la ceramica, la gioielleria, i ferri battuti e persino l’abbigliamento.

Scopo della Secessione è il rinnovamento delle arti e mestieri, secondo il concetto di opera d'arte totale in grado di sintetizzare in una visione unitaria le arti plastiche, ma anche l’architettura ed il design, prendendo le distanze dalle tradizionali posizioni accademiche ed inserendosi nelle istanze di rinnovamento dell’Art Nouveau che contaminano tutta l’Europa prendendo il nome di ”Jugenstil" in Germania, "Liberty" o stile floreale in Italia, "Modernismo" in Spagna e "Modern style" in Inghilterra.

Nella Vienna di Olbrich, Hoffmann, Wagner, Moser, Kurzweil, Roller, Mahler, Schönberg, Freud, Wittegenstein, una vasta schiera di intellettuali ed artisti secessionisti dà vita ad un sodalizio organizzato che ha una rivista ufficiale, "Ver Sacrum"(primavera sacra) ed un presidente, primo in ordine di tempo proprio Gustav Klimt, il personaggio di maggior spicco, quello in cui la connotazione simbolista della Secessione apparirà in termini più espliciti...... continua

Scrive di lui Carlo Giulio Argan: ”Gustav Klimt è un artista estremamente colto e sensibile, raffinato fino alla morbosità…Si direbbe consapevole della lenta, ineluttabile decadenza della società di cui si sente il cantore: la società del vecchio impero austroungarico, che ormai conserva soltanto il ricordo dell’originario prestigio di istituto teocratico.  Klimt sente profondamente il fascino di questo tramonto storico; associa l’idea dell’arte, e del bello, a quella della decadenza, del dissolvimento del tutto, del precario sopravvivere della forma alla fine della sostanza…..

Il fascino di Klimt sta forse proprio nell’ambiguità sottile tra una ‘morbosa’ ricerca del bello estetico e l’impossibilità di conciliarla con l’utopistica promessa di salvezza per una società prossima all’estinzione, per la quale sta arrivando una fine annunciata da venti di guerra sempre più minacciosi che distruggeranno ogni illusoria fiducia nel potere consolatorio di un'arte "bella".
La bellezza non salverà il mondo, sarà il mondo a travolgerla, schiacciandola tra una cultura mitteleuropea ormai irrimediabilmente avviata ad una decadenza definitiva e l'incalzare dei nuovi movimenti espressionisti, già prepotentemente introdotti in tutta la loro dirompente drammaticità dall'opera di precursori quali Munch e Van Gogh.

Nell’ambito delle celebrazioni che a Vienna ricordano questa fatidica ricorrenza, particolarmente significative sono quelle dedicate a Gustav Klimt, artista nel quale si condensano i tratti più significativi di un periodo storico cruciale nella storia, non solo dell’arte, del suo paese,

Le principali mostre celebrative a Vienna:

Museo Leopold, nel MuseumsQuartier, uno dei dieci complessi culturali più grandi al mondo,“Vienna intorno al 1900!”, capolavori liberty e oggetti di design di Klimt , Moser , Gerstl e Kokoschka. Fino al 10 giugno 2018.
Allestita anche una retrospettiva interamente a dedicata a Klimt , esposto il dipinto “La sposa” realizzato poco prima della morte e rimasto incompiuto, e l'unico libro di schizzi dell'artista giunto alla nostra conoscenza, datato 1917. Dal 22 giugno al 4 novembre 2018.

Castello del Belvedere, negli splendidi spazi barocchi, “Klimt non è la fine. Nuovi fermenti nella Europa Centrale”, esposte un’ottantina di opere anche di altri artisti. Fino al 26 agosto 2018.

Kunsthistorisches Museum, “Stairway to Klimt”, un ciclo di tredici dipinti di Klimt realizzati tra colonne e arcate, visibili da un ponte sospeso nel vano scale appositamente allestito, esposta per la prima volta anche la tela "Nuda veritas”. Fino al 2 settembre2018.

MAK - Museo austriaco di Arti Applicate/Arte Contemporanea, “Klimt's Magic Garden”, un'esperienza di realtà virtuale ispirata a ”L’attesa e l'abbraccio”, fino al 22 aprile 2018.

Vienna ospita anche esposizioni permanenti delle opere di Klimt in vari musei ed edifici pubblici sparsi per la città, quali "La Secessione", storico edificio costruito come sede delle esposizioni degli artisti della Secessione viennese dall’architetto secessionista Joseph Maria Olbrich, il "Burgtheater", teatro nazionale austriaco, il Museo Albertina, un tempo residenza degli Asburgo, nel cuore del centro storico.


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