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Claudio Bravo, "Naturaleza Muerta"
di Vilma Torselli
pubblicato il 12/05/2007
L'iperrealismo descrittivo di un mondo perfetto, dove la realtà visibile, pacatamente indagata, riprodotta da pennellate di sovraumana perfezione, trascende la pura rappresentazione visuale per esplorare la metafisica dell'oggetto.

Claudio Bravo (1936-2011), cileno, è un pittore realista che ha operato in Spagna, patria di adozione (ha vissuto lungamente a Madrid) durante la dittatura franchista, in un periodo di chiusura culturale che, come accade per l'Iperrealismo americano nell'America nixoniana, spinge l'arte verso un ripiegamento sul passato, con atteggiamento revisionista, alla ricerca dei riferimenti messi in crisi dalla cultura visiva moderna, dove prevale il linguaggio astratto, trovandoli nei grandi maestri del passato: è ciò che fanno vari movimenti postmodernisti che si susseguono soprattutto in Europa e per i quali la sostanziale caratteristica, che li differenzia da quelli americani, sta nel tentativo costante di recuperare una dimensione interiore e coniugare l'aspetto puramente espressivo con quello personale.

Di cultura cospmopolita (ha vissuto in Marocco, in Germania e negli USA), Bravo resta un artista essenzialmente europeo che si mantiene indipendente dai movimenti avanguardisti e guarda al classicismo di Raffaello, di Rembrandt, di Tiziano e, soprattutto, di Francisco de Zurbarán e, naturalmente, Diego Velázquez, nei quali ritrova la matrice mediterranea della sua ispirazione: come i grandi classici, ama i temi allegorici, mitologici o biblici, tratti da una iconografia mistico-religiosa, ma realizza anche straordinarie nature morte affrontate con solennità ed impegno, senza traccia di ironia, con un'accuratezza esecutiva ed un'abilità nell'uso del mezzo (in genere olio su tela, ma anche carboncino, pastello, incisione), che lo caratterizzano come un indiscusso maestro del trompe-l'oeil.

È curioso osservare come siano distanti i due artisti più rappresentativi dell'arte moderna cilena, Roberto Matta e Claudio Bravo, l'uno astrattista, rappresentante del surrealismo nel suo paese, l'altro realista, estraneo allo spirito rivoluzionario delle avanguardie, entrambi alla ricerca di un mondo perfetto, l'uno tra le pieghe più profonde dell'inconscio, l'altro nella realtà visibile pacatamente indagata e resa con pennellate precise ed impercettibili dove ogni traccia umana è assente.

Lo stile di Claudio Bravo è quietamente descrittivo, come ben si evince da questa "Naturaleza Muerta" del 1993, pastello su carta di 75 x 110 cm, una natura morta di controllato ed analitico realismo, di una veridicità al limite del paradossale: nella più assoluta imparzialità, sia quando affronta la rappresentazione simbolica, sia quando propone oggetti comuni nella loro pura semplicità, talvolta volutamente umile e banale, la pittura di Bravo non vuole comunicare messaggi, vuole trasmettere tranquillità ed armonia (per la verità, è questo il messaggio!), vuole prima di tutto farsi guardare ed ammirare per la sua bellezza.
Viene facile il paragone con Domenico Gnoli ed il suo realismo più marcatamente pop, ma simile per certi versi a quello di Bravo, nella consumata abilità tecnica, nella straordinaria padronanza del colore, nell'irreale perfezione del segno che sublima l'umiltà del tema ad un livello sovra-umano (non a caso, anche Bravo, come Gnoli, esegue negli anni '80 una serie di dipinti che rappresentano semplicemente un drappo, tessuti, panni, superfici moncrome mosse da pieghe molto realistiche).

Il realismo di Bravo è talmente perfetto, talmente deliberatamente formale da superare gli stessi modelli, trascendendone la pura rappresentazione visuale, esplorando la metafisica dell'oggetto, senza coinvolgimento emotivo, senza contaminazione sentimentale: è il suo modo di indagare la realtà visibile, da osservatore nitido e freddo, ed appropriarsene attraverso l'analisi dei particolari più minuti, valutati con acutezza entomologica, riprodotti in una perfezione che non conosce esitazioni, trasportati su un piano simbolico, consegnati ad un'incorruttibile eternità.

* articolo aggiornato il 12/10/2013


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