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Der Sturm di Vilma Torselli
pubblicato il 27/03/2007
Una rivista d'arte ed una galleria
omonima, entrambe fondate da Herwart Walden, sono le voci ufficiali
del nascente movimento espressionista.
"Der Sturm" (La Tempesta) è
il nome di una rivista fondata a Berlino da Herwart Walden,
critico, saggista, poeta, gallerista ed appassionato darte,
che venne pubblicata dal 1910 al 1932.
Non si tratta di una vera e propria corrente, ma è indubbio
che la presenza di Der Sturm e del suo instancabile animatore
Herwart Walden contribuirono in maniera decisiva allaffermazione
dellEspressionismo tedesco, del quale divennero la voce
ufficiale, presentandone le opere sulla carta stampata ed ospitandole
anche allinterno di una omonima galleria berlinese: inaugurata
nel marzo 1912 con l'esposizione di "Der Blauer Reiter"
la galleria alloggiata in una villa a due piani sulla Tiergartenstrasse,
affiancata poi una scuola d'arte ed una di teatro sperimentale
espressionista, divenne presto nota per dare spazio ad opere
allora giudicate forme darte degenerata, presentate
al discusso Salone dAutunno tedesco, opere di artisti
fortemente innovativi come Braque, Picasso, de Vlaminck, lorfista
Delaunay, oltre agli artisti di Die Brücke e di Der Blaue
Reiter.
Non è infrequente nel 900 che una rivista diventi
il fulcro ed il traino di correnti artistiche nuove, rappresentando
in quel periodo lunico mezzo mediatico attraverso il
quale farsi conoscere dal pubblico, analogamente accade in
Italia per Valori Plastici, rivista pubblicata
dal 1918 al 22, sostenente lomonima corrente culturale
volta al recupero dei valori classici.
Scrive su Der Sturm, nel 1923, lo stesso Herwart : "Berlino
è la capitale degli Stati Uniti d'Europa. (...) Berlino
è l'America come microcosmo. Berlino è movimento
senza tempo e vita senza tempo. Forse gli Stati Uniti d'America
hanno una loro Berlino. Ma a Berlino mancano gli Stati Uniti
d'Europa".
Con laspirazione a conferira alla sua iniziativa unimpronta
internazionale, nel nome delluniversalità di
unarte senza distinzione di nazionalità e di
etichetta, Herwart apre le porte ad artisti di ogni parte
d'Europa, ai futuristi italiani (fu grande amico di Marinetti
e pubblicò, nella traduzione in francese, il Manifesto
del Futurismo ed altri testi), ai dadaisti, ai cubisti.
Nel 1917 Herwart Walden scrive Einblick in Kunst. (Expressionismus
Futurismus Kubismus)" dove, con poetica ispirazione,
dice: Gli esperti sanno che cos'è l'arte. Sanno
quel che non sanno. Noi, amici miei, lo sappiamo ma non lo
diciamo. Perché è una cosa indicibilmente bella.