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La poltrona Barcelona di Mies van der Rohe
di Vilma Torselli
pubblicato il 29/05/2019
Un moderno scranno degno di un re progettato per l'Esposizione Universale di Barcellona del 1929 e ancor oggi insuperato esempio di purezza formale.

Poltrona Barcelona (1929)
90 anni fa Ludwig Mies van der Rohe (1889 - 1969) figura nascente del movimento modernista, progetta il padiglione tedesco per l'Esposizione Universale di Barcellona del 1929 ed in concomitanza disegna quella che sarebbe diventata una delle sedute più iconiche del design moderno, la poltrona Barcelona.
Determinante e solo recentemente valorizzata la collaborazione al progetto di Lilly Reich (1885 -1945), architetto, designer e compagna di vita di Mies, l’unica donna invitata ad insegnare alla Bauhaus.

La poltrona, concepita, secondo le parole dello stesso Mies, “per il riposo di un re” ed accogliere degnamente i reali  di Spagna in visita all’Esposizione, nasce come rivisitazione in chiave citazionista della “sella curulis”, lo scranno etrusco introdotto nell’antica Roma da re Tarquinio Prisco (regnante dal 616 al 579 a.C), riservato al magistrato che amministrava il potere giudiziario ed esecutivo, in origine stazionando su un carro (currus), poi sedendo, appunto, sulla sella curulis, uno scranno pieghevole a forma di sella con quattro gambe curve incrociate a X.
L’impostazione intellettualistica, l’allusione culturale, l'origine ispirativa collocata in una delle civiltà più antiche del mondo contribuiscono al fascino di questo oggetto senza tempo di incorruttibile purezza formale, sul quale Wolf Tegethoff, autore di molti studi monografici su Mies van der Rohe, scrive "La storia di un "trono": l'archeologia della poltrona Barcelona", ricostruendo la genesi del percorso creativo.

Utilizzando le tecnologie dell'epoca, la Barcelona viene progettata nella parte metallica in più pezzi imbullonati, poi nel 1950 viene riprogettata ed attualizzata utilizzando un materiale più recente, l'acciaio inossidabile, che permette di creare una cornice continua e conferire al disegno dell'insieme più eleganza e leggerezza.
Per il rivestimento dell'imbottito, la scelta iniziale prevedeva la pelle di cinghiale di color avorio, sostituita poi da pelle di bovino suddivisa in 40 riquadri provenienti dallo stesso taglio di pelle, cuciti a mano e trapuntati con bottoni agli angoli di ogni riquadro, forse una citazione del capitonné ottocentesco per un designer che aspirava ad armonizzare "il vecchio e il nuovo della nostra civiltà".
Sfruttando le potenzialità tecnologiche del materiale, duttile e resistente, Mies disegna come supporto portante due linee curve incrociate e continue di estrema fluidità, due curve esili, morbide, una struttura in trafilato di acciaio cromato e cinghie di sostegno realizzate con la stessa pelle del rivestimento dei cuscini.
La produzione della Barcelona non si è mai interrotta, è stata realizzata sia in Europa che negli Stati Uniti negli anni '30/'50 ed è presente ancora oggi nelle case di tutto il mondo, dal 1953 i diritti alla produzione e alla commercializzazione sono stati ceduti dallo stesso Mies Van der Rohe al marchio Knoll, essendo stato Mies amico e mentore di Florence Knoll durante il suo periodo all'Illinois Institute of Technology.

Gli elementi di arredo creati da Mies sono ancora oggi punti cardine del design moderno, senza tempo, senza moda, incorruttibili nella loro intangibile purezza lineare, in quel design scarno ed elegante nel quale Mies Van der Rohe realizza ancora una volta il "massimo effetto col minimo spreco dei mezzi".

La semplificazione linguistica che Mies mette in atto, sia in architettura che nel design degli oggetti, è estremamente sofisticata, muove alla ricerca di un essenziale universale ed indifferenziato che porta necessariamente verso un risultato di carattere generale che qualcuno potrebbe a ragione trovare anonimo: Mies va infatti, consapevolmente, verso l'anonimato, con una radicale riduzione di ogni carattere e di ogni tipicità, eppure basta uno sguardo per riconoscere la sua personalissima impronta in un impianto architettonico, in una quinta di muro, in un incastro di linee...... continua

Sella curulis
link:
Sessant'anni e non sentirli !
Icone del '900: la Wassilij Chair di Marcel Breuer
La Tulip chair di Eero Saarinen
Frank O. Gehry, "Bubbles Chaise Longue"

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