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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura.
L'articolo più letto in Artonweb:"Cubismo analitico e Cubismo sintetico".
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All'estero
A Berlino, a Weimar, a Dessau ed in molte altre nazioni le principali iniziative per celebrarei 100 anni dalla fondazione della Bauhaus.

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La Tulip chair di Eero Saarinen
di Vilma Torselli
pubblicato il 19/10/2016
Visione unitaria di architettura ed arredo per progetti organici derivati dall'osservazione dei modelli di sviluppo della natura.
Eero Saarinen (1910-1961) nasce figlio d'arte e comincia prestissimo a lavorare col padre Eliel, architetto di fama internazionale, il che gli dà il tempo di realizzare, nel breve corso della sua professione, numerosi progetti nel campo sia dell'architettura che del design nonostante muoia prematuramente a soli 50 anni.
Nato in un ambiente colto, moderno, vivacemente intellettuale, il giovane Eero si interessa da subito alle nuove soluzioni tecnologiche, ai materiali sperimentali, al nascente movimento organico, conosce e collabora con colleghi intelligenti e brillanti, fra tutti Charles Eames, con il quale partecipa, vincendolo, al concorso "Organic design in home furnishings" organizzato dal "Museum of Modern Art" di New York, dopo di che la sua attività di designer d'arredo, costellata di successi e riconoscimenti, non conoscerà soste.

Di una cosa è certo il giovane Eero, struttura architettonica e arredo sono un tutt'uno, come unico e coerente è il linguaggio col quale sceglie di esprimersi in questi due rami della sua attività perseguendo senza alcuna esitazione gli stessi obiettivi concettuali e stilistici: rigore geometrico derivato dalla lezione razionalista, posizione critica nei confronti dell'International Style, progettazione organica a misura d'uomo, fluidità formale desunta dall'osservazione delle forme naturali.
Seguendo il solco di Alvar Aalto che ha improntato tutta l'architettura scandinava, come lui Saarinen, per esprimere il proprio sentire naturalistico, sceglie la linea curva, linea antropomorfa e fitomorfa, profilo del porto, forma del sole e della luna, del ventre materno, della tana degli animali, sintesi di simboli e morfologie riconoscibili come rassicuranti anche a livello inconscio.
La Tulip chair, prodotta nel 1958, ancora attuale e molto presente nell'arredo contemporaneo nonostante l'oltre mezzo secolo di età, è la sua risposta ad un 'problema' che lo ha sempre interessato, il "brutto, confuso, mondo inquieto" che si trova sotto tavoli e sedie, dove le gambe dei supporti creano una confusione inaccettabile per chi, come tutti i designer nordici, non ricerca un effetto di impatto immediato e concepisce progetti esteticamente perfetti e rigorosi inquadrandoli nei limiti della propria sensibilità disciplinata ed espressionista insieme.

Ci vogliono cinque anni di studi, sperimentazioni, rifacimenti per Saarinen che ha l'abitudine di revisionare più volte i propri progetti modificandoli e correggendoli, per raggiungere l'equilibrio e la perfezione di questa seduta, per la quale Saarinen produce centinaia di disegni preparatori e modelli plastici in varie scale (pare che sia intervenuto con aggiunte di modellazioni in argilla, con un procedimento decisamente artistico).

Ed infatti l'impronta di questa seduta rivoluzionaria è chiaramente scultorea, il corso di scultura frequentato da Saarinen all’Académie de la Grande Chaumière a Parigi ha evidentemente lasciato il segno, l'eleganza della struttura a forma di calice, slanciata, levigata in morbide superfici curve, bianca come il marmo di Carrara, ha la raffinatezza di una scultura di Jean Arp, come lui Saarinen indaga l'essenza spirituale della realtà, al di là delle forme concrete in cui si manifesta, mentre la sua formazione culturale lo rende ugualmente attento all'aspetto tecnico della realizzazione e della produzione seriale, ciò che farà diventare Saarinen un caposaldo del gruppo di Sviluppo Design di Knoll, che ancora oggi produce i suoi pezzi.

La scocca della Tulip, primo esempio di schienale e seduta stampate in pezzo unico, è in fibra di vetro rinforzata internamente con acciaio, sagomata e curvata, avvolgente ed ergonomica, il piedistallo portante in alluminio pressofuso è dotato di una larga base circolare in grado di stabilizzare il peso dell'occupante, la finitura della superficie in rilsan, resina poliammidica di origine vegetale, materiale ecologico ed atossico, garantisce elevata resistenza all’urto, all’abrasione e agli agenti atmosferici, il cuscino amovibile è rivestito in tessuto lavabile.
Passando gradualmente dalla base estesa che si riduce ad un esile stelo salendo secondo un diagramma curvilineo, Saarinen introduce l'idea di un moto ascensionale fluido e lento come il processo di crescita di un albero nel bosco, dove una natura amica è il modello da imitare.

Non diversamente concepisce Saarinen i suoi progetti architettonici, quando ai suoi collaboratori, pare in occasione della progettazione del grattacielo della CBS a New York, dice "Voglio un edificio ben piantato a terra e scattante verso l’alto", con fondamenta solidamente piantate a terra e testa tra le nuvole, connubio tra staticità e leggerezza, con la concretezza di un uomo del nord che affonda le proprie radici nel cuore profondo della natura, ma che aspira al cielo.
link:
La linea curva
Retta e curva, una coppia in bilico
Quarant'anni dalla morte di Alvar Aalto
Icone del '900: la Wassilij Chair di Marcel Breuer
Sessant'anni e non sentirli!

DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


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