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Quarant'anni dalla morte di Alvar Aalto
di Vilma Torselli
pubblicato il 13/09/2016
A quarant'anni dalla morte, l'opera di Alvar Aalto, architetto e designer, conserva inalterata una modernità fuori dal tempo.

La Finlandia è una terra estrema dall'animo ambientalista, dove una natura incontaminata, fatta di immensi boschi e di gelide acque, è per gli abitanti esperienza quotidiana, e poiché i luoghi in cui si cresce determinano quello che Lorenz definisce imprinting, non a caso il rapporto con la luce, con il paesaggio e con il contesto naturale è il tema fondamentale della progettazione dei maggiori esponenti dell'architettura di questo paese: Alvar Aalto e Eero Saarinen.

L'architettura finlandese si pone all'attenzione del resto del mondo per la prima volta nel 1900, con un padiglione nazionale progettato per l'Esposizione Universale di Parigi, grazie all'importanza sempre maggiore che, a partire dal 1851, le esposizioni universali acquisiscono come diffusori della cultura architettonica e preziosi mezzi di scambio di sapere, tecnologia, conoscenza, informazione tra architetti di diverse parti del mondo.

Per l'esposizione di New York nel 1939 Aalto progetta il padiglione della Finlandia proponendo una piccola, perfetta sintesi di tutti gli elementi espressivi del suo linguaggio originale ed innovativo, sottraendosi alla schematica linearità dell'imperante Intenational Style e reinventando lo spazio mediante linee e superfici curve di grande tensione dinamica, progettando lo spazio vuoto, lo spazio interno compresso, la cavità dell'edificio, sede e cuore pulsante della sua funzione sociale, concepito come vero tema centrale della sua architettura organica.
La sala, relativamente piccola, è sovrastata da una grande parete lignea ondulata secondo morbide forme mutuate dalla natura, forme curve che Aalto riprenderà in più occasioni e che riconosciamo nel profilo fluido del 'Vase Savoy' in vetro soffiato, del mitico sgabello 'S60' per Artek, della Poltrona '41 Paimio', dei mobili, dei tessuti e degli oggetti di arredo da lui creati che ancora oggi si impongono per una modernità oltre i limiti temporali.

In architettura, influenzato dai rapporti con i componenti della Bauhaus, specie László Moholy-Nagy e Mies van der Rohe, Aalto rivede in versione umanistico-modernista le basi dell'estetica industriale (Gropius diceva:"è nato uno spirito nuovo, meccanico industriale") reinterpretando e mitigando il rigore geometrico dell'architettura razionalista con l'impiego di materiali ecologici reperibili nell'ambiente circostante ricco di foreste: il legno di betulla, il mattone, la pietra sviluppano il rapporto delle sue architetture con la natura in chiave ambientalista con attenzione costante alla economicità e alla funzionalità di progetti da realizzarsi con l'impiego delle tecnologie disponibili già sperimentate nella tradizione costruttiva locale (è il caso del compensato curvato, che già veniva utilizzato nella produzione degli sci e che Aalto estende ai mobili).

I quarant'anni trascorsi dalla sua morte non hanno sbiadito il ricordo di Aalto in Finlandia, dove ha progettato le opere di più alto significato simbolico, il Politecnico di Helsinki, il sanatorio di Paimio, il municipio di Säynätsalo, e lì si sono svolte la maggior parte delle iniziative in sua memoria, intraprese o supportate dalla Fondazione, l'Accademia e il Museo Alvar Aalto, alcune concluse ed alcune ancora in corso:

Jyväskylä (Finlandia), Museo di Alvar Aalto e Museo d'Arte,"Räppänä - Vent", design e arte visiva in dialogo, spettacolo di Jussi Heikkilä artista visivo e l'architetto d'interni Simo Heikkil, dal. 3/6/2016 al 18/9/2016

Jyväskylä (Finlandia) MAXIMAL/MINIMAL, 8° seminario internazionale sul design e l'architettura di Aalto

Säynätsalo (Finlandia), nel Municipio progettato da Alvar Aalto, durante la stagione estiva, apertura al pubblico e visite guidate

Tokyo (Giappone), Galleria A4, in mostra una panoramica della vita di Aino Aalto, moglie di Alvar, architetto, artista e fotografa, dal 1/8/2016 al 31/10/2016

New York, per la prima volta negli USA "Artek and the Aaltos", una mostra a cura della Bard Graduate Center Gallery e del Museo Alvar Aalto che racconta la storia di Artek, dal 22/04/2016 al 25/09/2016

link:
Icone del '900: la Wassilij Chair di Marcel Breuer
Sessant'anni e non sentirli !

DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


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