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La nascita della scultura moderna - Medardo Rosso
di Vilma Torselli
pubblicato il 23/01/2007
Superamento del concetto di forma, libertà compositiva, ricerca sulla materia che accoglie le vibrazioni della luce annullando i valori volumetrici e catturando morbidi effetti pittorici e cromatici in una scultura rivoluzionaria, anticipatrice delle avanguardie.


"Ecce Puer", 1906
Medardo Rosso (1858 - 1928), assieme al contemporaneo Auguste Rodin, è sicuramente l'antesignano della scultura moderna per le soluzioni compositive innovative, lontane dai postulati della scultura ottocentesca, per il superamento del concetto di forma, per la libera disposizione degli oggetti nello spazio, per la ricerca sulla materia che accoglie le vibrazioni della luce in mutevoli, contrastati guizzi luministici fino ad annullare i valori plastico-volumetrici per catturare morbidi effetti pittorici e cromatici.
Modellata secondo controllate deformazioni plastiche, la materia sfugge ai confini superficiali ed acquisisce, grazie ai contorni sfaldati, inediti caratteri di morbidezza e dissolvenza, l'apparente fluidità di una sostanza appena colata, duttile come la cera che Rosso amava usare per modellare le sue statue.
Molteplici gli echi culturali nella poetica di Medardo Rosso, tracce di un passato classico o anticipazioni di un prossimo futuro:
* il non-finito michelangiolesco usato in chiave psicologica per un discorso incompiuto che sollecita lo spettatore a completarlo e ad interpretarlo
* la Scapigliatura ed il suo spirito anticonformista e antiaccademico per esprimere nelle incertezze formali le vibrazioni dell'animo, le insicurezze interiori, l'instabilità dei sentimenti
* il positivismo ottocentesco ed il rinnovato rapporto tra arte e scienza alla luce delle nuove teorie della visione e di una rinnovata concezione della fisica dell'occhio e della sua relazione con gli altri sensi, pervenendo ad una inedita traduzione del mondo visibile percepito come "un mondo di vibrazioni"
* l'impressionismo francese, che ribalta le modalità dell'esperienza sensoriale, il tutto elaborato secondo una personale versione linguistica tesa ad attenuare la componente descrittiva a beneficio dell'indagine intimista assecondata anche dalle tematiche privilegiate (la maternità, l'infanzia, la figura femminile ecc.).

"Si deve, in ogni caso, fare una distinzione tra l’“Impressionismo” sviluppatosi negli anni Settanta dell’Ottocento, e gli “impressionismi” solo latamente a quello avvicinabili. Come appunto lo stesso Rosso, per il quale è fondamentale tener conto di altri aspetti, ad esempio la componente psicologica. Il suo, spesso non è un “cogliere l’istante” in senso fenomenico, ma un cogliere nel volto, nel sorriso, una situazione psicologica. Neppure manca, in Rosso, una componente “espressionistica”. ("Variazioni in Rosso", intervista a Luciano Caramel)
E' probabilmente un'ansia creativa di stampo espressionista che porta l'artista, nel corso degli anni, sia a realizzare le cosidette “opere di paragone”, copie di opere classiche e rinascimentali in una libera e moderna interpretazione, alla ricerca di un arduo confronto con il passato, sia a rielaborare le sue stesse opere in maniera così radicale da farne delle vere e proprie nuove opere attraverso una tendenziale riduzione della massa volumetrica, una specie di mutilazione della forma, la quale si assottiglia e si dematerializza quasi a volersi ridurre alla sua interiorità, esasperando il concetto di scultura come "arte del togliere" con successivi approfondimenti sotto la scorza esterna.
Alla ricerca di una perfezione imperfetta che renda al meglio le inquietudini e le contraddizioni dell'animo, l'artista esegue più versioni dello stesso tema, variandone piccoli particolari, cambiando la patinatura o le finiture, in un continuo ripensamento che denuncia, tra dubbi ed incertezze, il suo procedere, sofferto ma inarrestabile, verso una irrequieta modernità per “afferrare la vita del momento. (…) Ho sempre detto che tutto si muove, e che scopo di tutte le arti non è di esprimere la rigidità, cioè la morte, bensì il movimento, ossia la vita", così scrive egli stesso.

..... a rappresentare il tardivo Romanticismo italiano, dobbiamo proprio collocare degli artisti di ‘lombardia’ [...] che fondano una linea di svolgimento di livello europeo, anche se a scoppio ritardato (dal Piccio al Fontanesi al Ranzoni a Medardo Rosso a Segantini allo stesso Carrà)” (Francesco Arcangeli, "Dal Romanticismo all'Informale", 1977) e proprio nell'accento romantico, nella partecipazione emotiva, nella fuga dalla materia, nell'inseguimento della luce e dello spazio, nella instabilità volumetrica di forme che anticipano le ricerche dinamiche del Futurismo sta la modernità più autentica delle "sculture di luce" di Medardo Rosso, rivoluzionario, contestatore, anticipatore e padre spirituale della scultura avanguardista.


DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


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