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Egon Schiele, mostre nel centenario della morte
di Vilma Torselli
pubblicato il 13/08/2018
Mostre nel mondo in ricordo della morte di Egon Schiele.

Cento anni fa, vittima dell’epidemia di spagnola che falcidiò 20 milioni di europei, moriva a Vienna Egon Leon Adolf Schiele (1890-1918). Aveva solo 28 anni, ma già il suo talento dirompente si era manifestato ed affermato nella febbrile attività artistica che lo portò a produrre nell’arco di una breve vita e di una fulminea carriera (tiene la prima personale a soli 17 anni) ben 340 dipinti e 2800 tra disegni, incisioni ed acquerelli.
Fatale l’incontro con Gustav Klimt, avvenuto nel 1907 al Cafè Museum di Vienna, che aveva all’epoca 28 anni più di lui, l’indiscusso protagonista della Secessione Viennese che, riconoscendo il talento di quel giovane inquieto e trasgressivo, ne divenne maestro d’arte e di vita, un mentore, un padre spirituale sostitutivo di un padre biologico perso troppo presto.
Moriranno entrambi nel 1918, l'anno della fine della Prima Guerra Mondiale e del crollo l'impero austro-ungarico, un periodo storico, l'inizio del '900, sospeso tra i fasti di una cultura mitteleuropea ormai irrimediabilmente avviata ad una decadenza definitiva, e l'incalzare dei nuovi movimenti che cambieranno per sempre il corso dell’arte moderna non solo europea.

Spirito libero e ribelle che con furore espressionista caricaturizza la repressiva morale dell'epoca, Schiele non adotta il linguaggio estetizzante, prezioso e raffinato, sottilmente allusivo ma sostanzialmente rassicurante del suo illustre maestro, non lo condivide, non ne è capace, a differenza di Klimt per lui l’arte non è il mezzo per sublimare la realtà ed esorcizzare la paura della fine imminente, non è un modo consolatorio di leggere la morte e la sofferenza, la sua visione del mondo è inesorabilmente tragica, nevrotica, spregiudicata, autodistruttiva.
E mentre mette a nudo i corpi delle sue modelle e le insondabili profondità della propria anima, Schiele lancia anche una spietata denuncia sociale contro l'ipocrisia della morale borghese, dei suoi falsi pudori, della repressione della sessualità.

Provocatoriamente, sovvertendo ogni tabù, in preda ad una sorta di impeto sacrilego, Schiele mette in mostra l’erotismo dei suoi nudi macilenti e contratti, deformati in pose impossibili, in esibizioni al limite della sgradevolezza, nei quali trasferisce la sua sfiducia nei rapporti umani e le contraddizioni esistenziali che gli fanno dire “…..Sono umano, amo la morte e amo la vita”, quell’inestricabile intreccio tra Eros e Thanatos in cui ha radice la sua angoscia.

Molte nel mondo le iniziative e le mostra lui dedicate:

Vienna, Museo Leopold, “EGON SCHIELE, The Jubilee Show”, mostra celebrativa per il centenario dalla morte: la raccolta del museo comprende la più ampia e importante collezione al mondo di opere del pittore tra dipinti, una quarantina, e opere su carta, circa 180, risalenti principalmente agli anni della sua evoluzione espressionista (1910-1914).
Le opere su carta non vengono esposte tutte contemporaneamente, ma suddivise in tre distinte serie, essendo in fase di restauro. Completano la collezione importanti prestiti pubblici e privati.
Recentemente, “Jane Kallir, la più autorevole esperta della pittura di Schiele, ha annunciato l'imminente pubblicazione online del catalogo ragionato del maestro, aggiornato e ampliato grazie a nuove ricerche. Il progetto è stato sponsorizzato dal Kallir Research Institute, ente senza scopo di lucro, e finanziato da un anonimo donatore.”
Fino al 4/11/2018

Vienna, Orangerie (Belvedere inferiore) "Egon Schiele, The Making of a Collection". Allestita negli spazi della ex-residenza del principe Eugenio di Savoia, la mostra fornisce un approfondimento su ogni singola opera della Collezione Schiele del Belvedere, sulla sua acquisizione, sulla persona ritratta, permettendo anche un confronto tra i dipinti esposti e i singoli studi preliminari. Sono in corso lavori di restauro avviati nell’autunno del 2016 e ancora in svolgimento.
Dal 19/10/2018 al 17/2/2019

Liverpool , Tate LiverpoolLife In Motion: Egon Schiele/ Francesca Woodman”, a cura di Marie Nipper e Tamar Hemmes, una mostra singolare basata sull’affinità che mette in dialogo il lavoro di Schiele con l’opera artistica di una giovane fotografa americana, morta suicida a soli ventitré anni, due individui tormentati e anticonvenzionali accomunati da un talento precoce e dal coraggio di mettere a nudo non solo il proprio corpo, ma anche la complessità emotiva della loro interiorità.
Fino al 23 settembre 2018.

New York, Neue Galerie, “Gustav Klimt and Egon Schiele: 1918 Centenary” i nudi di Gustav Klimt e Egon Schiele, figure chiave nella collezione del museo che ha fatto scoprire agli americani la Mitteleuropa, dove rivivono l’Austria e la Germania della prima metà del Novecento in un’atmosfera totalmente viennese. In mostra cento opere per 100 anni, selezionate dalla curatrice Janis Staggs  che ha sottolineato come ancor oggi le opere di questi artisti siano considerate trasgressive:” È stupefacente notare quanto Gustav Klimt ed Egon Schiele risultino ancora scioccanti, avendo esplorato tematiche con le quali siamo alle prese ancora oggi.”
Fino al 3 settembre 2018.

New York, Met Breuer, "Obsession: Nudes by Klimt, Schiele, and Picasso from the Scofield Thayer Collection", una selezione di oltre quaranta lavori dei due artisti, ai quali sono accostate quattordici "Donne senza veli" di Pablo Picasso, in una mostra che propone per la prima volta insieme acquerelli, disegni e stampe di Gustav Klimt e Egon Schiele appartenenti al famoso imprenditore e collezionista Scofield Thayer che nel 1982 donò la sua collezione al Metropolitan.
Fino al 7 ottobre 2018.

link:
Egon Schiele, Cardinale e suora
Vienna, cento anni dalla morte di Gustav Klimt

DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


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Pittore, grafico e scultore, è uno dei più grandi artisti canadesi contemporanei, inquadrabile in una corrente ......continua

 

 
 

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