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Roma, "Georg Baselitz. Gli Eroi"
di Vilma Torselli
dal 4 marzo al 18 giugno 2017
Gli antieroi di Georg Baselitz in mostra a Roma, una settantina di opere di un artista simbolo della molteplicità di contraddizioni che dilaniarono il suo tempo.
Una mostra itinerante su Georg Baselitz a cura di Max Hollein in collaborazione con Daniela Lancioni, che dopo essere approdata a Francoforte e a Stoccolma andrà anche a Bilbao, è ora visitabile al Palazzo delle Esposizioni a Roma fino al 18 giugno.

Esposte una settantina di opere eseguite tra il 1965 e il 1966, alle soglie di un fatidico '68, un periodo durante il quale Baselitz , in preda ad un vero e proprio furore creativo, lavora alla serie degli "Eroi" o "Nuovi tipi", monumentali figure umane dai fisici vigorosi, scomposti, aggressivi, ribelli, laceri e sporchi, soldati, vagabondi, pastori, guerrieri che campeggiano in posizione frontale sullo sfondo di un ambiente al collasso, alberi secchi con i rami spezzati, bandiere stracciate, case distrutte.

In mostra un mondo di sopravvissuti ad una catastrofe che deve ancora chiudere i conti con gli orrori ed i fantasmi di un recente passato, eroi senza gloria, disincantati e vulnerabili davanti alla tragedia della vita, davanti al fallimento su cui, con la distanza del tempo, Baselitz, sassone della Germania Est, riflette con coraggio, passione e sofferenza.
Nel segno mosso e marcato, nei colori violenti, nella concitazione compositiva, Baselitz opera il recupero del figurativismo e delle tecniche tradizionali della sua terra rivendicandone l’identità artistica, asservendole ad un racconto di drammatica modernità dove spicca l'assoluta autonomia dell'immagine, seppure in un figurativismo ingannevole, lontano da ogni tentazione di "rappresentazione", a metà tra la semplificazione cezanniana e l'angoscia dilaniante di Bacon.

Prendendo le distanze sia dall'astrattismo di importazione americana, imperante negli anni '60, sia dal Realismo Sociale di impronta marxista del contesto culturale in cui nacque, Baselitz costruisce la cifra fondamentale del suo operare, che lo fa inquadrare nel Neo-espressionismo tedesco di cui fu precorritore

Dice di sé "Mi considero un pittore astratto. Ho dovuto individuare un nuovo vocabolario dell'astrazione e la figura umana è stato il mezzo per frammentare la pittura e raggiungere un nuovo effetto astratto", rivelando ancora una volta la sua aspirazione ad una ricomposizione degli opposti, tra pittura oggettiva ed astratta, tra linguaggio figurativo ed anoggettivo, un sofferto dualismo che percorre tutta la sua opera e che riflette, in termini estetici, la sua posizione di figlio ribelle di una cultura difficile da rinnegare: "ho cominciato a odiare tutto ciò che era russo, perché sentivo che l'orientamento verso l'Occidente era più importante per me. Tuttavia, l'orientamento verso l'Oriente era probabilmente altrettanto importante per me, ma me ne sono reso conto solo più tardi, quando ero già in Occidente …."
La mostra presenta anche una selezione di disegni e xilografie sulla stessa tematica, oltre ai primi quadri "fratturati" degli ultimi anni '60, in cui la figura è frammentata e spezzata in più parti, il passo successivo del suo iter creativo saranno i quadri capovolti, dove il capovolgimento è un espediente formale, provocatorio, estraniante, neutralizzante, che permette all'artista di prendere le distanze dal proprio lavoro e distoglie l'attenzione dell'osservatore dal soggetto rappresentato focalizzandolo sull'aspetto complessivo, filtrando la percezione attraverso la sorpresa e l'ironia, impedendo una reazione emotiva sentimentale.
In mostra anche i dipinti del ciclo Remix del periodo 2005/2008 in cui l'artista rivisita la serie degli "Eroi" apportando modifiche sia alla figura che alla gamma cromatica, più luminosa e leggera, con effetti vicini all'acquerello.
Roma, Palaexpo
'Georg Baselitz. Gli Eroi',
dal 4 marzo al 18 giugno 2017
link:
La mostra
Georg Baselitz, "The gleaner"
Intervista

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di Pietro Pagliardini


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Emilio Vedova
"Immagine del tempo"



 

 
 
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