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Renato Guttuso,"Nudo sdraiato"
di Vilma Torselli
pubblicato il 9/05/2007
Realismo, sensibilità profondamente umana, sofferta partecipazione emotiva, impegno sociale e politico, vivace rapporto con la cultura del suo tempo, caratteristiche di Renato Guttuso, artista e uomo.
"Se potessi, per un’attenzione del Padre Eterno, scegliere un momento della storia e un mestiere, sceglierei questo tempo e il mestiere di pittore" (Renato Guttuso)

Di estrazione popolare, Renato Guttuso (1911-1987) trova la prima fonte di ispirazione nei paesaggi e nella gente contadina della sua terra di Sicilia, orientandosi da subito verso un'attenzione alla vita del proprio tempo che lo porterà a costruire con coerenza mai smentita un suo stile inequivocabilmente realista con il quale, per tutta la sua vita artistica, continuerà a dipingere narrazioni epiche di eventi contemporanei, vere e proprie icone del realismo italiano, spesso in chiave marcatamente allegorica, talvolta ad ispirazione autobiografica, sempre in termini descrittivi e chiaramente leggibili per essere, secondo le sue convinzioni morali e politiche, popolare, comprensibile ed accessibile alle masse.
Dichiara, a proposito della sua scelta: "Era per me l'unico modo di non insediarmi in una corrente, lasciandomi trasportare e trascorrendo da Picasso a Wols, da Wols a Pollock, da Pollock a Rothko, a chissà chi. Quello fu il mio modo di affrontare la crisi e ancora ne sto pagando le cambiali... Il movimento realista fu un tentativo di salvezza in una situazione che vedevamo precipitare".

Per Guttuso il realismo è un impegno etico, è il contrario dell'ambiguità e del confuso intellettualismo elitario dell'Astrattismo, è il coraggio di proporre immagini vere, crude e dure, al limite di un personale neo-espressionismo, il che lo portò a ricevere riconoscimenti anche dagli stessi ambienti, la Chiesa ed il regime politico prima della seconda guerra mondiale, che criticava così duramente, in virtù della cristallina forza morale delle sue opinioni e del suo operare.

Dai primi anni '30, Guttuso approfondisce la lezione cubista attraverso l'opera di Picasso, di cui è dapprima entusiasta ammiratore e poi amico fraterno, coniugando con toni decisamente realistici il modello stilistico picassiano (realizza anche una serie di manifesti ispirati a Guernica), avvicinandosi al realismo sovietico dal quale tuttavia prende le distanze non riconoscendosi nella sua rigidità dottrinaria e rivendicando la propria autonomia culturale e la propria vena autenticamente popolare e spontanea.
Ciò non nega l'esistenza di un ampio background culturale che lo porta a riflettere sulla storia dell’arte e a rileggere l'opera dei maestri del realismo italiano del '400 e del '500 (Antonello da Messina, Piero della Francesca, Leonardo, Michelangelo e Pontormo) e del realismo francese, come Géricault e Courbet, Cézanne, Van Gogh, fermo restando il suo costante riferimento a Picasso.
Una posizione sulla quale Guttuso si mantenne sempre, divenendo negli anni '50 l’esponente principale di una corrente realista, politicamente impegnata nell'area del PCI, in polemica dialettica con le tendenze vuotamente estetizzanti di molta arte moderna : egli scrive nel '47 “Le posizioni puramente astrattiste o puramente naturaliste sono entrambe le strade morte dell’accademia”.

Nei temi preferiti, la figura umana, come in questo "Nudo sdraiato", 1940, olio su tela, 69,5x100 cm, e le folle in movimento di tanti suoi dipinti, anche se non disdegna i paesaggi e le nature morte, Renato Guttuso utilizza un linguaggio di grande impatto plastico, come si vede nel quadro presentato, dove la consistenza della forma, sempre riconoscibile nella sua realistica definizione, è costruita da linee tortuose, nervosamente tese, concluse, nette, tormentate, ad esprimere una visione del mondo drammatica e dolorosa, amplificata dalla monumentalità della composizione, che ha la solennità schietta di un racconto popolare scritto con genuina foga narrativa.
La gamma cromatica predilige i toni caldi del rosso e dei bruni, colori mediterranei, intensi, di pienezza tonale decisa ad accentuare il taglio "classico" di insiemi pieni, affollati, dove non esiste spazio vuoto.
Un linguaggio realistico complesso, una sensibilità profondamente umana, una sofferta partecipazione emotiva, un costante impegno sociale e politico, un rapporto intellettuale intenso e produttivo con la cultura del suo tempo: sono queste le caratteristiche della pittura di Renato Guttuso, artista, ma soprattutto uomo, di grande spessore morale.


link:
Renato Guttuso, "Crocifissione"
Renato Guttuso, "Fuga in Egitto"
Renato Guttuso,"Portella della Ginestra"

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di Pietro Pagliardini


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