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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura.
L'articolo più letto in Artonweb:"Yves Klein, "Monocrome IKB 79".
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Libri
"L'arte nel cesso: Da Duchamp a Cattelan, ascesa e declino dell'arte contemporanea" di Francesco Bonami: dopo “Lo potevo fare anch'io“, Bonami ci ripensa, a 100 anni dall’orinatoio di Duchamp, l'arte contemporanea è giunta al capolinea.
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Parigi, nuovo museo dedicato a Alberto Giacometti, 350 sculture, 90 dipinti, 2000 disegni, la ricostruzione del suo atelier, mostre temporanee e retrospettive.

Concorsi
"Home Revolution Prize", concorso per arti visive e design, tema "Come Back Home" sull'idea di casa come spazio intimo e privato. Scadenza 10 Ottobre 2018.

Premi
Assegnato il "AZ Awards 2018", premiato un vincitore per ciascuna delle 20 categorie in concorso, tra i vincenti l'edificio residenziale The Silo di COBE e la Copenaghen International School di CF Møller Architects.

In Italia
Mamiano di Traversetolo (Parma), "Roy Lichtenstein", 80 opere di protagonisti della Pop Art. Fino al 9 dicembre 2018.

All'estero
Maurits Cornelis Escher, da Leeuwarden a New York il mondo gli rende omaggio a 120 anni dalla nascita.

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Edvard Munch, "Il bacio"
di Vilma Torselli
pubblicato il 11/04/2007
*

Il rapporto tra uomo e donna come tensione bipolare tra desiderio di amore e paura di amare.

Questo dipinto di Edvard Munch (1863-1944), un olio su tela (73 x 92 cm) del 1892, oggi custodito a Oslo, al Nasjonalmuseet for Kunst, fa parte, come il celebre "Il grido", di un grande ciclo pittorico, "Il fregio della vita" (1893-1918), un gruppo di opere centrate sul tema del ciclo vita, morte e amore ("Il grido", "Il bacio", "Gli occhi negli occhi", "Vampiro", "Danza della vita"), all'interno del quale compare una tematica più volte ripresa da Munch, quella del rapporto e dell'attrazione tra uomo e donna, interpretata secondo il modulo della sua personale poetica dell'angoscia.

Difficile trovare l'amore, in questo bacio, come del resto in altri 'baci' più volte riproposti dall'artista con variazioni anche nella tecnica utilizzata (olio, matita, acquaforte, xilografia, puntasecca), difficile trovare un sentimento di tenerezza o complicità in questa coppia misteriosa, dove i volti sono nascosti nell'ombra di un abbraccio sensuale ma non gioioso, i corpi avvolti su sè stessi, indistinguibili l'uno dall'altro, avvinghiati in quella che pare più una lotta che un contatto amoroso, in preda ad una passione struggente e malinconica.

Le due figure, tema dominante dell'opera, sono nettamente decentrate, contro ogni canone compositivo tradizionale, letteralmente sospinte verso il margine destro del quadro, ad accentuare un senso di furtività che tutto l'insieme sottolinea ed esaspera: l'ambiente non è certo un contesto romantico, è un locale modesto e disadorno, quasi che l'incontro sia casuale o clandestino, oltre i vetri della finestra si intravvede una via come tante, con vetrine illuminate, qualche passante, probabilmente l'ora tende alla sera, i colori sono piuttosto scuri, le tonalità fredde, tipicamente nordiche, dietro la tenda biancastra le forme indistinte delle due figure avvinte sfumano dal blu al nero verso una zona d'ombra assoluta che si perde oltre il limite della tela.

La perdita di identità che consegue all'impossibilità di distinguere separatamente le due figure strettamente abbracciate esprime sia l'essenza dell'amore, la con-fusione di due corpi, oltre che di due anime, sia il turbamento dei sensi, vissuto come una minacciosa possibilità di perdizione, in senso morale ma anche letterale.

Il rapporto tra uomo e donna si configura così come una tensione bipolare tra desiderio di amore e paura di amare, un rapporto ambiguo espresso dalla fusione fisica tra i due protagonisti non già sull'onda di uno slancio passionale, ma di un reciproco tentativo di annullamento ed assimiliazione (o dissoluzione): solo così Munch può trasferire in un tema ad alto contenuto emotivo, che presuppone uno stretto rapporto interpersonale a lui sempre negato, il doloroso senso di solitudine non solo psicologica o metaforica, ma tragicamente reale in un vissuto personale drammatico e traumatizzante.

Abbandonata la sinuosa eleganza della linea dell'Art Nouveau (ricordando un altro celebre bacio, quello di Klimt), presenti soprattutto nelle numerose acqueforti, Munch adotta un segno sommario e quasi frettoloso, sia per l'ambiente che per le figure, sotto una forte spinta espressionista che preme verso un impellente desiderio di esprimersi, con ansia, con furia, senza il filtro dell'analisi e della ragione: ma, se si tratta di Munch, "L'arte è completa quando l' artista ha detto tutto quello che doveve dire veramente.... " così scrive di lui l'amico e pittore Christian Krohg, e tutto il resto non ha importanza.

link:
Edvard Munch - "Il grido"
Un norvegese è il padre spirituale dell'Espressionismo europeo

* articolo aggiornato il 2/06/2014


DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


blog di Efrem Raimondi


blog di Nicola Perchiazzi
 








RIFLETTORI SU...


Ad Reinhardt
"Black Painting No. 34"




"Il nero realizza l'idea di un'arte assolutamente pura e sublime tautologicamente ripiegata su se stessa, scevra da contenuti narrativi ed emotivi"......continua

 

 
 

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