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La tecnica
di Vilma Torselli
pubblicato il 5/06/2008
Tre tecniche per liberare messaggi inconsci attraverso la casualità delle immagini.
"…. Automatismo psichico puro col quale ci si propone di esprimere, ………. il funzionamento reale del pensiero. Dettato del pensiero in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di qualsiasi preoccupazione estetica e morale. Il surrealismo si fonda sull'idea di un grado di realtà superiore connesso a certe forme di associazione finora trascurate, sull'onnipotenza del sogno, sul gioco disinteressato del pensiero."
(André Breton, "Manifeste du Surréalisme", 1924)
Wolfang Paalen, Fumage, 1937

Nell’ambito della ricerca surrealista si affermano per la prima volta linguaggi sperimentali liberi, nuovi, anomali, come il collage, il frottage, la decalcomania, la pittura automatica, i quadri di sabbia, il fumage, in quanto mezzi idonei ad esprimere l'immediata corrispondenza tra inconscio e gesto artistico, fuori dal controllo morale o razionale della coscienza e di canoni estetici prestabiliti.

Il principio del frottage, forse la novità più interessante almeno negli esiti a cui perviene Max Ernst, inizialmente denominato grattage, consiste nel passare un pezzo di grafite, o anche un pennello nella tradizionale pittura ad olio, su un foglio di carta o su una tela appoggiati sulla superficie scabra di una pietra, un'asse di legno o altro materiale, evidenziando e "tirando in superficie" per sfregamento le linee casuali prodotte dalle irregolarità del supporto, con i suoi i rilievi e le sue rugosità. Riducendo al minimo l'intervento cosciente dell'autore che opera senza intenzionalità alcuna ed al quale non è richiesto alcun specifico talento, con questo sistema si creano opere "magiche", nate dalla convinzione che la materia (spesso il legno) possa essere elemento rivelatore di visioni dell'inconscio, da decifrare secondo diverse chiavi di lettura.
‘Inventato’ da Max Ernst negli anni ‘20, stando a quanto riportato nel Manifeste du Surréalisme di André Breton, il frottage, probabilmente già noto in alcune manifestazioni primitive senza alcuna base teorica, è utilizzato dall’artista in quanto in grado di agire “sull’intensificazione dell’irritabilità delle facoltà dello spirito”, e quindi di instaurare un dialogo con tutti i tipi di materiali ovunque reperibili.

Con la stessa valenza di catalizzatore di messaggi inconsci viene utilizzato il fumage, la pittura realizzata su carta o tela con il fumo di lampade a kerosene o candele, invenzione del surrealista Wolfang Paalen.
La tecnica consiste nel dirigere sul supporto il fumo di una fiamma, attentamente controllata perchè non mandi letteralmente ..... in fumo il lavoro, delineando le immagini con i depositi di carbonio prodotti dalla combustione. Da questa tecnica Dalì ricaverà lo sfumage.

Il surrealista Oscar Domínguez è il primo ad utilizzare la decalcomania, secondo specifiche varianti per fini squisitamente creativi, ricavando da questa tecnica esiti imprevedibili ed insoliti. Già nota come procedimento di stampa e riproduzione decorativa per contatto su supporti lisci come carta o ceramica, la decalcomania consiste nel far aderire all’oggetto per trasferimento a pressione disegni e decori stampati su pellicole colorate. L’operazione finale consiste nel distaccare la pellicola lasciando solo la parte decorativa.
Gli artisti surrealisti per rendere più ‘casuale’ il risultato durante l’operazione di trasferimento della matrice eseguono un movimento disordinato, grazie al quale l’immagine impressa diviene meno chiara ed evidente, dando origine ad una nuova immagine del tutto imprevedibile e non controllabile.

In particolare queste tre tecniche costituiscono una sorta di test proiettivo nella misura in cui, producendo immagini irrazionali e casuali, suscitano nell'artista intuizioni imprevedibili e la capacità di lettura e sviluppo di temi e segni fuori dal controllo di ogni intenzionalità cosciente.
E' qui particolarmente evidente come la tecnica nasca sempre da esigenze specifiche dell’artista e dalla sua ricerca del mezzo che meglio si adatti a mediare il rapporto tra l’idea creativa e la relativa espressione concreta, processo che nel caso del Surrealismo è particolarmente urgente e, si potrebbe dire, necessario.

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