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Edgard Degas, "L'etoile"
di Elettra Cecilia e Vilma Torselli
pubblicato il 5/08/2007
La danza, il corpo che si muove nel balletto, espressione dinamica per eccellenza fra tutte le discipline teatrali, tema ricorrente di decine di tele e di sculture di un atipico impressionista.
Negli ultimi decenni dell' '800 la vita teatrale diviene tema prediletto della ritrattistica di Edgard Degas (ma anche di Zandomeneghi, Toulouse-Lautrec, Boldini), da lui le avanguardie artistiche cominciano a trarre ispirazione per una ricerca sulla forma in movimento nella quale balletto e danza, espressioni dinamiche per eccellenza fra tutte le discipline teatrali, saranno i temi di elezione: muse ispiratrici di pittori, scultori e fotografi, le ballerine più famose dell'epoca, Isadora Duncan e Loïe Fuller.

In questo "L'étoile" che Edgar Degas dipinge nel 1878, i punti di interesse saliente sono diversi, si impone tuttavia innanzitutto la ricerca della grazia espressa dalla fanciullezza delle ballerine, quindi l'espressione del movimento nell'immediatezza del gesto ed infine lo studio di inquadrature nuove: si noti, ad esempio, l'arditezza dello scorcio dall'alto che dà all'immagine un fascino tutto particolare.
Appassionato pioniere delle nuove tecniche, Degas perfeziona la ricerca dinamica delle figure in movimento (come nelle sue celebri corse di cavalli) con un attento studio di sequenze fotografiche e non a caso sceglie per questo quadro un taglio decisamente fotografico, audace e di grande effetto scenografico. Da artista in sperimentazione continua, è infatti capace di sintetizzare la propria formazione culturale solidamente radicata nella classicità dei grandi maestri del passato, a partire dalla cultura greca, con le esigenze di una modernità che, nell'epoca in cui egli si colloca, avanza in modo inarrestabile e che, attraverso la rivoluzione impressionista, aprirà le porte ai movimenti avanguardisti del '900, dopo i quali l'arte non sarà più la stessa.

Della ballerina si vede una sola gamba, il che le dà un aspetto del tutto instabile, ma questo espediente aumenta la sensazione della dinamica in corsa e dà la sensazione di un movimento fermato nel suo divenire, mettendo in risalto sia la modernità della tematica sia una raffinata versione formale.
La figura della ballerina, protagonista della scena, non occupa il centro dell'immagine, ma è chiaramente decentrata. Per quasi due terzi del quadro domina quindi il piano del palco, mentre la restante parte ci lascia intravedere un affollato dietro-le-quinte, una sorta di backstage, dove si nascondono altre ballerine ed anche una figura maschile, forse il maestro di ballo, personaggio ricorrente. Ma l'attenzione dell'osservatore è catturata tutta dall'istante in cui il movimento della ballerina si ferma in una posa di grande leggerezza e grazia.

Nelle tele di Degas le ballerine sono protagoniste non solo quando sono in scena, ma anche in momenti meno 'ufficiali' durante le lezioni quotidiane di danza nello studio, alle quali Degas poteva assistere avendo dal 1872 iniziato a frequentare il ridotto e la sala-prove dell'Opera di Parigi.

In una pittura di grande complessità grafica ("..... il disegno di Degas è pari a quello di Giotto o Piero della Francesca e nel contempo è l'occhio della sua contemporaneità", scrive Claudio Strinati) la parte di protagonista tocca al colore, usato sempre nei modi più appropriati e con grande maestria. Come in una celebre serie di figure femminili "Suite de nus femmes se baignant, se lavant, se séchant, s'essuyant, se peignant ou se faisant peigner", la tecnica usata per questo quadro è il pastello su carta, grazie al quale Degas conferisce alle forme ed ai volumi del corpo della ballerina una consistenza molto soffice ed un tocco estremamente delicato tramite l'uso del bianco con differenti gradazioni fino al grigio su cui spiccano le macchie del rosso delle roselline che adornano il tutù e dei colori del trucco della ballerina.
Colori atmosferici, ariosi e sfumati, tanto da far disperdere il bagliore della danzatrice fin sulla scena illuminata in primo piano. Sul fondo un sapiente gioco di ombre, ottenuto con colori più scuri stesi a tratti veloci e sommari, ci suggerisce la confusione delle altre danzatrici che si intravedono in attesa dietro le quinte.


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