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Max Gentili intervista
pubblicato il 15/03/2008
Una pittura arrabbiata
e 'grunge' per rappresentare le proprie angosce ed ossessioni
interiori.
Personalità
eclettica, curiosa, amante della sperimentazione, Max Gentili
denuncia una marcata predilezione per la materia ed una
innata abilità manuale che lo porta ad affrontare
senza esitazioni né incertezze soluzioni tecniche
diverse.
Probabilmente questa tendenza è incentivata, se non
generata, dal suo background culturale, Gentili
è architetto e per ogni architetto il confronto con
la fisicità dei materiali, il tentativo di dominarli
ed asservirli, sono tappe inderogabili del 'fare', una sfida
raccolta, un traguardo perseguito.
Sottoposta alla pressione del pennello e della spatola,
sparsa sul supporto sotto la spinta di una gestualità
vigorosa e 'arrabbiata', la materia si dispone in onde plastiche
di vivace timbro chiaroscurale, lasciando all'osservatore
la massima libertà interpretativa grazie all'apparentemente
casualità del risultato.
Una pittura-scultura, quella di Max Gentili, che egli definisce
'grunge', un linguaggio minimalista, ridotto all'osso, il
colore che pare scaturito direttamente dal tubetto, la forma
che pare diffondersi sulla tela naturalmente, semplicemente
assecondando le caratteristiche plastiche del materiale.
Alessia Cattelini ha intervistato
Max Gentili
Alessia: per quanto riguarda un tuo profilo
artistico........se non ricordo male hai frequentato il
liceo artistico... quando hai cominciato a creare opere
per puro piacere?
Max: da sempre
Alessia: attraverso quali sperimentazioni
(tecniche ed emozionali) sei arrivato all'arte materica?
Max: ce l'ho nel dna non saprei rispondere, ma
il ruolo fondamentale l'ha giocato il fatto che non mi accontentassi
mai del risultato visuale che avevo intorno. non mi piaceva
ciò che vedevo ho sperimentato veramente di tutto:
matita, pastelli, acrilici, la scultura classica e gli assemblage
con vetro, ferro e gesso etc... etc...
Adesso mi è venuto il pallino della resina.
Alessia: quando e come capisci che un tuo
lavoro è ultimato?
Max:non lo capisco e non sono mai soddisfatto
di quello che faccio fino in fondo; tante mie cose sono
finite nel cassonetto ancora prima di essere finite
Alessia: le tue opere hanno titoli?
Max: ultimamente li sto dando, ma mi viene da cambiarli
o toglierli, credo inquadrino un concetto, ma la mia non
so se sia arte concettuale. Che li do a fare?
Alessia: hai rappresentato l'elaborazione
di altri concetti oltre quello della korrosione?
Max; sì, anche i 4 elementi naturali terra,
fuoco, aria ed acqua nella tesi di scenografia che ho fatto
sull'orlando furioso; sempre con la materia o con la metafora.
Alessia:qual è il senso della corrosione
che vuoi proiettare al di fuori della tua percezione?
Max:bella domanda... è quello che ho dentro,
io rappresento le mie angosce credo, sono incazzato dentro,
non mi piace quello che vedo e poi sono un gestuale come
Pollock, mi piace il punk, cambio colore agli oggetti, trasfiguro,
a volte sono altarinaro, ma l’artista deve esserlo,
l’esperimento è fatto d’arte.
Faccio arte con la rabbia, dipingo le mie ossessioni, la
mia angoscia, sono ossessionato dal concetto di morte.
Alessia: quanto sei disposto al lasciare
che gli altri vedano di te attraverso i tuoi lavori?
Max: specifica meglio questa domanda, credo ...
vorrei vedessero tutto!
Alessia: quali correnti artistiche prediligi?
Max: dai 4 anni ai 14 ho sperimentato surrealismo
e cubismo.
nonostante abbia disegnato tutti i santi e le madonne delle
chiese di Verona prediligo tutte le arti non figurative
tra le quali minimal, gestual, il linguaggio FETISH (che
non considero arte), i prodotti siderurgici, le foto macro,
l'arte macabra, le decontestualizzazioni, ma soprattutto
la land art
Alessia: artisti?
Max: nessuno
Alessia: non ti domanderò se ti
ispiri a qualcuno o qualcosa
nelle tue creazioni perchè, anche solo osservandole
in fotografia, se ne percepisce l'unicità....
Max: ...credo che l'arte pura sia la raffigurazione
estetica di noi stessi e delle nostre idee...triste pensare
che qualcuno possa usare l'arte per comunicare l'essere
e i pensieri altrui...
Alessia: cosa ti dona "ispirazione"?ispirazione è un termine generico, me ne
rendo conto...forse la domanda corretta è: cosa spinge
il tuo istinto a soddisfare il bisogno di usare le tue mani
per creare?
Max:la mia repressione, il desiderio di spiegarmi
e di urlare che non so fare a parole.