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Una pagina di Antithesi dove leggere alcuni miei articoli di critica dell'architettura.
Comunicati stampa, attualità, notizie, informazioni e segnalazioni di eventi e mostre nei miei BLOG di arte moderna e di architettura moderna.
L'articolo di Artonweb più letto:
Roma, "Donna. Avanguardia Femminista negli anni '70"
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FOCUS ON

Ricorrenze del 2010:
- 10
anni dalla morte di Bruno Zevi
- 15
anni dalla morte di Alberto Burri
- 20 anni dalla morte di Giovanni Michelucci
- 25
anni dalla morte di Marc Chagall
-
50 anni dalla nascita di J.M. Basquiat
- 80 anni dalla nascita di Jasper Johns
- 90 anni dalla morte di Amedeo Modigliani
- 100 anni dalla nascita di Eero Saarinen , di Franz Kline e di Ennio Morlotti
- 120 anni dalla morte di Vincent Van Gogh
- 130 anni dalla nascita di Ernst Ludwig Kirchner
- 140 anni dalla nascita di Josef Hoffmann
e di Adolf Loos

Libri:
"Architettura senza architetti.Guida alle costruzioni spontanee di tutto il mondo" , di John May e Antony Reid. Dalla tenda alla caverna, dalle palafitte alle case rurali, un libro che percorre la storia culturale degli stili architettonici spontanei in strutture pensate a misura d'uomo.

Musei:
Il Museo del cinema di Torino compie dieci anni il prossimo 20 luglio e festeggia con 2 importanti novità:lo Stark Interactive Wall, nella Galleria dei manifesti, e il Chroma Key nella sezione Effetti Speciali, due spettacolari installazioni da 160.000 euro.
Concorsi:
Premio Celeste 2010, premio di Pittura, Fotografia & Grafica Digitale, Video & Animazione, Installazione, Scultura, Performanc, aperto ad artisti italiani o stranieri residenti in Italia.

Premi:
il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, indetto dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, premio che intende contribuire a elevare e diffondere la cultura di "governo del paesaggio", è stato assegnato per l'edizione 2010 a Dura Europos, Siria.

Attualità:
ClipART, nuovo programma in onda ogni mercoledì alle ore 20.30 su Rete Oro, dedicato all'arte: in ogni puntata saranno ospiti in studio due artisti che racconteranno la loro storia, il loro percorso e esporranno le opere al pubblico.
All'estero:
dal 6 marzo al 17 settembre 2010 nelle sale dell'Hermitage di Amsterdam la mostra “Da Matisse a Malevich. Pionieri dell'Arte Moderna dall'Hermitage.”
Blog consigliato:
Il Blog di Con-fine, un luogo di discussione relazionale, libera e proiettata al sollevamento di problematiche critiche.
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La piazza più bella del mondo
di Vilma Torselli
pubblicato il 14/05/2009
“….. Pieno di merito, ma poeticamente, abita l’uomo su questa terra. Ma l’ombra della notte con le stelle non è più pura, se così posso dire, dell’uomo che si chiama immagine del Divino
(Friedrich Hölderlin)

Durante lo svolgimento di una tavola rotonda, definita dagli interessati “tavola ispirata”, Giulio Calegari, poliedrica figura di architetto, artista, responsabile della sezione di Paletnologia del Museo Civico di Storia Naturale di Milano, in un suo suo ‘momento performativo’ sul tema ‘ubicazioni transitorie’ , rilasciava ad alcune persone tra il pubblico presente all’evento un certificato di presenza sulla Terra, documentando il fatto con rilevamento satellitare GPS di quel luogo.

Ecco, devo ammettere che mi piacerebbe avere un attestato di presenza in quel particolare luogo della terra che è Piazza del Campo a Siena, Toscana, Italia, per ripetermi, tutte le volte che lo rivedessi, “io c’ero, in quel momento ero in quel luogo”.

Ma cos’è un luogo? E' una realtà geografica o psicologica, materiale o astratta ed emotiva? E' uno spazio fisico o culturale, antropico o naturale? E perché un luogo è migliore di un altro?

Può essere d'aiuto ricordare Heidegger che rileva come “ il significato originario di Ort – la parola tedesca per dire ‘luogo’ – rinvii alla punta di una lancia …… Il Luogo è quel punto di convergenza, di riunione e di raccoglimento [Versammlung] in cui, come nella punta acuminata di una lancia, in virtù di una irresistibile attrazione, lo spazio si concentra….. Il Luogo dunque custodisce e salvaguarda il soggiornare dell’uomo sulla terra ….. ” (Caterina Resta , La perdita del luogo).
Molti sono i luoghi che custodiscono le tracce del passaggio dell’uomo su questa terra, molte, specie in Italia, le piazze belle, più o meno antiche, più o meno conservate, contornate da pregevoli architetture, espressive dei rapporti umani della comunità che le ha costruite nel tempo, coerenti con l’intorno, il territorio, i materiali del luogo ecc., che non hanno tuttavia la magia di quella piazza, il suo potere attrattivo.
Perché? Che ci sia sotto lo zampino del solito genius loci o il solito giochetto della sezione aurea, la geometria dei frattali, la sectio divina.......
Basterebbe? No, credo, altrimenti non sarebbe così difficile fare una bella piazza.

“ ….. l'estetica è la madre dell'etica. Le categorie di buono e cattivo sono, in primo luogo e soprattutto, categorie estetiche che precedono le categorie del bene e del male... “.così almeno la pensa un letterato premio Nobel, Iosif Brodskij. Rovesciando il concetto ed ammesso che mutando l’ordine dei fattori il risultato non cambi, si potrebbe provare a dire che quella piazza ha un contenuto etico, intendendo con ciò l’aderenza massima e totale all’ethos degli abitanti, talmente elevato da risultare automaticamente bella.
Ma anche questo non basterebbe.

Si potrebbe provare anche a dire che quella piazza materializza una sorta di categoria dello spirito, una pura astrazione, una "metafora epistemologica" , una delle forme ideali (in senso platonico) in cui lo spirito dei tempi si manifesta e nella quale, al di là del mutare dei contesti socio-culturali, l’uomo, quello di ieri come quello di oggi, si confronta e si riconosce.
Potrebbe essere una risposta, anche se facile, se persino un turista giapponese che venisse portato con gli occhi bendati in quella piazza, ignorando la nostra cultura, le caratteristiche ambientali della Toscana, le tradizioni, gli usi e i costumi, appena in grado di vedere rimarrebbe comunque ammirato da tanta bellezza, trovando, seppure straniero avulso dalla nostra storia, dentro di sé e del suo solo essere uomo le motivazioni di quell’ammirazione

Tutte questa considerazioni non soddisfano tuttavia pienamente la domanda iniziale: perché proprio quella piazza?

Ancora una volta, come tutte le volte in cui i processi razionali si dimostrano insufficienti, ci soccorre l’arte, nelle parole di un poeta, Friedrich Hölderlin, quando scrive: “….poeticamente, abita l’uomo su questa terra….” sulle quali, in un suo magistrale saggio, medita Martin Heidegger: “…è il poetare che, in primissimo luogo, rende l'abitare un abitare. Poetare è l'autentico far abitare…."

""abitare poeticamente" significa allora essere toccato dalla vicinanza dell'essenza delle cose. Questa vicinanza però non ci proviene da una conquista; al contrario è un dono. E' ciò che si ottiene avvicinandoci umilmente all'essenza vera delle cose. Attraverso la Poesia, per esempio, o l'Arte. La verità che si apre nella poesia è infatti qualcosa che ci proviene (non a caso Heidegger parla continuamente di ascolto della parola poetica) e che noi non costruiamo. E' un dono, insomma, esattamente come l'ambiente nel quale esistiamo: noi costruiamo nell'ambiente, ma l'ambiente non è ciò che costruiamo.” (Alessandro Tempi, Abitare poeticamente l’ambiente)

Ludwig Wittgenstein, nella sua folle genialità, sostiene la necessità di imparare a ‘vedere’, ad utilizzare quella che lui chiama “arte dello sguardo” , così come si impara a leggere, e paragona la figura dell’architetto a quella del filosofo, lui che fu entrambe le cose e che meglio di chiunque altro conosceva il percorso ‘poetico’ da compiere , se poetico ha la sua radice nel verbo greco poièo tradotto in fare, creare, costruire, assai vicino all’architettare.

L’abitare, l’occupare stabilmente uno spazio, organizzarlo ed usarlo significa dunque attuare un percorso simbolico equivalente ad un percorso poetico (po-i-etico), forse è questo che si legge in quella piazza e che la rende unica, il risultato di un ‘fare’ che ha la propria essenza nel suo stesso farsi, dove la poesia si identifica nell’inesauribile spinta umana ad una poiesis che, opponendosi alla corruzione del tempo, prosegue ininterrotta attraverso i secoli e le generazioni.

Tanto inutile quanto necessaria.
Come l’arte.

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Sull'argomento così Sandro Lazier riflette su Antithesi

altri link:
Arte pubblica e abitare poetico
Abitare poeticamente l’ambiente

 




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