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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. Il più letto in Artonweb: fotografia
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Libri
American Art 1961-2001 la storia dell'arte moderna negli Stati Uniti tra due momenti decisivi della storia americana, la guerra del Vietnam e l'attacco alle Torri Gemelle.
Musei
Milano, apre il Museo delle Illusioni, con incredibili installazioni, illusioni visive, giochi e rompicapi.

Concorsi
Concorso artistico Lucca Biennale Cartasia 2022, tema conduttore di questa edizione “The white page” (pagina bianca), le infinite possibilità per gli artisti di raccontarsi tramite le opere in carta.

Premi
I vincitori del Premio Pritzker per l'architettura 2021 sono Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal: talento, visione e impegno per migliorare la vita delle persone.

In Italia
Al Palazzo Ducale di Genova, dal 9 settembre 2021 al 20 febbraio 2022 grande mostra di Maurits Cornelis Escher.

All'estero
Parigi, all’Espace Lafayette-Drouot "The World of Bansky”, su 1200 mq. esposte un centinaio di opere del più famoso street artist del mondo. Fino al 31 dicembre 2021.

Milano, Castello Sforzesco, "Il corpo e l'anima, da Donatello a Michelangelo. Scultura italiana del Rinascimento
di Vilma Torselli
dal 21 luglio fino al 24 ottobre 2021
Nel Castello Sforzesco di Milano una grande mostra ripercorre sessant’anni di scultura italiana del periodo Rinascimentale.
Una grande mostra nata dalla collaborazione tra il Castello Sforzesco di Milano e il Louvre di Parigi espone nelle sale viscontee 120 opere di maestri del Rinascimento (Leonardo, Donatello, Raffaello, il Pollaiolo, Michelangelo, il Verrocchio, il Bambaia): 'Il corpo e l'anima, da Donatello a Michelangelo. Scultura italiana del Rinascimento’.

La mostra è curata da Marc Bormand, conservatore al dipartimento di sculture del Louvre, Beatrice Paolozzi Strozzi, già direttrice del Museo del Bargello e Francesca Tasso, conservatrice responsabile delle Raccolte artistiche del Castello Sforzesco.

Coprendo i sessant’anni di scultura italiana compresi tra il 1453 e il 1520, gli anni tra il ritorno di Donatello a Firenze e la scomparsa di Leonardo e Raffaello, il percorso si articola in 4 sezioni (Guardando gli antichi - Il furore e la grazia, L'arte sacra: commuovere e convincere, Da Dioniso ad Apollo e Roma Caput Mundi).
Il percorso museale culmina nella sala della Pietà Rondanini, capolavoro sommo di Michelangelo, opera testamento, ultimo messaggio che un grande del Rinascimento ha voluto lasciare alle generazioni che verranno.
Tutte le opere provengono da varie sedi in varie parti del mondo, dal Louvre e dal Castello Sforzesco al Met di New York, dal Prado al Victoria&Albert Museum di Londra al Museo Nazionale del Bargello di Firenze.

"Il corpo e l'anima, da Donatello a Michelangelo. Scultura italiana del Rinascimento è, nelle intenzioni degli allestitori, il tema attorno al quale ruota la mostra, con particolare riferimento alla crocifissione bronzea di Donatello, maestro di Mantegna, opera di grande significato simbolico alla quale si ispira lo stesso Michelangelo.
Tra le opere presenti, anche la Flagellazione di Francesco di Giorgio Martini arrivata da Perugia, un Cupido in marmo e il disegno di un nudo maschile di Michelangelo, il Cristo alla colonna di Cristoforo Solari, detto Il Gobbo.
Sul tema della Pietà, un video proiettato nella Sala degli Scarlioni, la rappresentazione teatrale 'Mater strangosciàs' di Giovanni Testori.

Di particolare interesse il percorso di Michelangelo che, nella produzione della vecchiaia, quando l'urgenza di 'fare' sembra incalzarlo febbrilmente prima che la morte sopravvenga (morirà nel 1564), fa del non-finito, mirabilmente esemplificato nella Pietà Rondanini che conclude la mostra, il vero e proprio tema delle sue opere più suggestive e moderne.
Per citare parole di Alessandro Tempi,"....Nel non-finito si concretizza il pessimismo michelangiolesco: la constatazione dell’urto fra l’intuizione dell’eterno e la caducità di tutte le cose, fra la ragione che Dio ci ha concesso e la pochezza dei risultati.” ( “Il Neoplatonismo e le arti visive nella Firenze del quattrocento”)
L’opera eseguita in più versioni, lascia spazio da protagonista alla materia, un altro dei grandi temi cari a Michelangelo, che con la materia aveva un rapporto fisico viscerale e sensuale, che amava la materia prima ancora delle statue straordinarie imprigionate dentro di essa e liberate dal suo scalpello (“Non ha l’ottimo artista alcun concetto, che il marmo in sé già non contenga”).

La forma, non più costretta nei limiti del segno, dà luogo ad opere incompiute che utilizzano il non-finito come scelta volontaria e consapevole, un modo per esprimere anche il non-detto (dall'artista), il non-visto (dall'osservatore), un non-finito di valenza fisica e psicologica.

Da qui, dal suo “non finito, dove ancora la materia gronda attorno all'anima” comincia il cammino dell’arte moderna.
Milano, Castello Sforzesco
dal 21 luglio fino al 24 ottobre 2021
link:
Il non-finito

 


DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


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