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Le Corbusier, "La Main Ouverte"
di Vilma Torselli
pubblicato il 25/05/2007
Opera di grande respiro e di solenne monumentalità, dal significato marcatamente simbolico.
"questo segno della Mano Aperta per ricevere ricchezze create, per distribuirle ai popoli del mondo, deve essere il segno della nostra epoca".(Le Corbusier)

"La Main Ouverte" un vero e proprio logo creato da Le Corbusier (1887-1965) per Chandigarh in India e divenuto il simbolo della città, nella sua versione più nota realizzata nel 1952 in lamiera e calcestruzzo si presenta come una grande scultura ideata in occasione della progettazione del piano urbanistico della nuova capitale indiana, per essere collocata nella piazza centrale: concepita come opera site specific, 'La Main Ouverte' sarà presente in seguito anche in molti progetti e disegni dell'architetto svizzero.
Opera di notevoli dimensioni, alta 26 metri, elevata su un piedistallo in calcestruzzo e circondata da un fossato, è realizzata in lamiera, il che le conferisce la particolare leggerezza che le permette di ruotare liberamente sul suo asse verticale spinta dal vento.

Dal punto di vista puramente segnico, 'La Main Ouverte' richiama da vicino il celebre Modulor, il quale, oltre ad essere il sunto grafico di una scala dimensionale delle proporzioni umane universalmente applicabile in architettura e in meccanica, è anche un 'disegno' nel senso più letterale del termine, secondo lo stile tipico di Le Corbusier che privilegia l'impianto geometrico della forma, la razionale semplificazione della rappresentazione, i contorni precisi ed essenziali senza essere sommari, ed una plasticità severamente controllata.

Come sempre, anche in questo caso Le Corbusier tuttavia non dematerializza la forma in una esasperata essenzializzazione, non rinnega la realtà, 'La Main Ouverte' è, indubbiamente, una mano aperta, ben riconoscibile nella sua definizione naturalistica, le dita allargate ed il palmo disteso, eppure è al tempo stesso una forma marcatamente simbolica: apriamo la mano per donare, apriamo la mano per chiedere, per ricevere, per accogliere, la mano aperta realizza un gesto di significato universale che non necessita di parole e che vuol dire generosità, disponibilità, amicizia, ed è quel gesto che Le Corbusier vuol tradurre in scultura, quel gesto ed il suo significato simbolico attraverso la rappresentazione della mano.

Opera di grande respiro e di stilizzata semplificazione morfologica, che nell'essenzialità della concezione dispiega una solenne monumentalità, 'La Main Ouverte' si caratterizza per un'impronta allusivamente classicheggiante, nello stesso rigore della sintesi linguistica che Fernand Léger, conosciuto ed ammirato da Le Corbusier, compie del classicismo nella sua pittura.
Come in Léger elementi geometrici semplici si complicano in una rappresentazione spaziale complessa e monumentale di chiara influenza cubista, così nella ricerca volumetrica di Le Corbusier risaltano gli elementi geometrici basici di una rappresentazione al tempo stesso semplice e densa di significati complessi, solidamente reale ma lontana da ogni tentativo imitativo del reale.

Una scultura al di fuori del tempo e dello spazio, per trasemttere alla gente di tutto il mondo il messaggio universale contenuto in un gesto semplice ed antico, che ha in tutte le civiltà lo stesso significato di fratellanza e di pace.

* articolo aggiornato il 23/11/2014

link:
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Cinquant'anni dalla morte di Le Corbusier
Architettura da amare

Le Corbusier, "La bouteille de vin orange"


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