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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. Il più letto in Artonweb: Arte moderna
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Keith Haring, "Tuttomondo"
di Vilma Torselli
pubblicato il 19/05/2007
"Un giorno, viaggiando in metropolitana, ho visto un pannello nero vuoto dove doveva andare un messaggio pubblicitario. Ho capito subito che quello era lo spazio più appropriato per disegnare. Sono risalito in strada fino ad una cartoleria ed ho comprato una confezione di gessetti bianchi, sono tornato in metropolitana ed ho fatto un disegno su quel pannello....." (Keith Haring)
Keith Haring (1958 - 1990), è, con Jean Michel Basquiat, uno dei protagonisti mondiali del graffitismo metropolitano di area pop: affermatosi grazie alla protezione di Andy Warhol, amico e maestro, fu artista dalla caratteristica impronta di genio sregolato, utopisticamente in lotta per la difesa della libertà e della dignità di emarginati, omosessuali, negri, caratterialmente solitario eppure capace di un linguaggio fortemente comunicativo e coinvolgente, nel più puro spirito dell'arte da strada e del muralismo.
"Un giorno, viaggiando in metropolitana, ho visto un pannello nero vuoto dove doveva andare un messaggio pubblicitario. Ho capito subito che quello era lo spazio più appropriato per disegnare. Sono risalito in strada fino ad una cartoleria ed ho comprato una confezione di gessetti bianchi, sono tornato in metropolitana ed ho fatto un disegno su quel pannello....." , così scrive Haring, che da allora, partito dalle stazioni della metropolitana di New York, non smise più di intervenire con il suo elaborato grafismo così personale sulle più varie superfici.

Artista visionario che ha vissuto in fretta e concitatamente una vita intensa durante la quale, in un solo decennio, ha freneticamente prodotto un vastissimo repertorio, Haring si esprime con un segno inconfondibile che compare immodificato in ogni circostanza, nelle opere murali di grande respiro ambientalistico, nei wall drawing, nelle tele di grande formato, persino sulle t-shirt, con risultati che perdono in raffinatezza e sottigliezza ciò che guadagnano in immediatezza e riconoscibilità.
A riassumere la sua poetica ingenua e complicata insieme, quasi presago di una morte imminente, nelle ultime opere Haring dichiara di voler raffigurare "tutto quello che riguarda l'umanità", lasciando una sintesi poetica del suo passaggio su questa terra in un messaggio universale di pace e fratellanza, perchè "l'arte deve poter essere per tutti e dappertutto."

Chiaramente figurativo ed al tempo stesso astrattamente calligrafico, il linguaggio segnico aggressivo eppure ingenuamente infantile di Keith Haring costruisce forme elementari di un personale universo popolato di personaggi intuitivamente reali, uomini ed animali stilizzati fittamente intercalati a segni astratti e simbolici: in un affollato horror vacui, il racconto viene così declinato secondo il vocabolario semplice di un uomo-bambino che racconta favole amare e violente senza perdere la fondamentale fiducia nelle possibilità di riscatto dal male, dal degrado e dall'emarginazione.

Come in questo "Tuttomondo", del 1989 (l'anno precedente la prematura morte dell'artista), un grande murale di 200 mq eseguito a Pisa, Haring traccia i contorni delle figure con uno spesso segno nero, definito e continuo, delineando con accurata precisione le forme, intervenendo poi con campiture dei colori elementari, senza mezzi toni nè sfumature, in una raffigurazione rigorosamente bidimensionale, piatta e compressa come un geroglifico egizio.

Il murale, dedicato alla pace, è composto da 30 figure intrecciate in una composizione di grande respiro dai molteplici significati, un messaggio articolato e complesso che vuol essere per Haring un testamento spirituale, la sintesi della sua poetica di artista visionario: forse per questo il murale, completato in una settimana di lavoro, è stato concepito per essere permanente, utilizzando particolari vernici acriliche fatte per durare e così consegnato alla storia e alla memoria, non casualmente in un paese, l'Italia, di grandi tradizioni artistiche, che Haring particolarmente ammirava.

Interrogato su questo lavoro, Haring dice: "In questo murale ho disegnato tutto quello che riguarda l'umanità...Ho cercato di usare colori e temi che fossero in qualche modo compatibili con l'energia e la cultura che già esistono in questa città...ho mescolato molto bianco nei colori che uso abitualmente in modo da ottenere dei colori molto più sottili e morbidi............ titoli? Una domanda difficile, perchè non do mai un titolo a niente...nemmeno questo dipinto ne ha uno, ma se dovesse averlo, sarebbe qualcosa...qualcosa come..."Tuttomondo"...

I temi dell'opera, che alcuni critici hanno definito una moderna Guernica, la maternità, il cane, gli uomini-forbice che tagliano il serpente, il bambino "raggiante" (The Radiant Child), come lo definisce Renè Ricard, poeta e critico americano, un elemento ricorrente che è un po' il marchio di fabbrica di Haring, l'uomo che sorregge il delfino, proposto in chiave simbolica come garanzia per il futuro dell'umanità, coniugano ingenuità ed angoscia, vita semplice e catastrofi apocalittiche, uomini e mostri, in una grande metafora dell'eterna lotta tra bene e male nella recondita speranza che l'arte possa salvare il mondo, o per lo meno renderlo migliore, invogliando "......le persone ad andare lontano con la fantasia", come lui voleva.

link:
Graffitismo metropolitano

25 anni fa moriva Keit Haring

Queste le manifestazioni per ricordare l'artista:

Liverpool la Tate di Liverpool gli ha dedicato una mostra senza precedenti nella storia del Regno Unito che ha fatto tappa a Bruxelles, al Bozar-Palais des Beaux Arts per proseguire a Essen, al Museum Folkwang (fino al 20 settembre 2020). 85 opere in esposizione, dai disegni di grandi dimensioni fino ai dipinti, documenti d’archivio, installazioni, video e fotografie inediti rendono la narrazione coinvolgente e completa, trasportando il visitatore in un’esperienza immersiva unica nel suo genere.

Osimo ((AN)) neglo spazi di Palazzo Campana fino al 10 gennaio 2021, una grande mostra "Made in New York. Keith Haring (Subway drawings) Paolo Buggiani and co. La vera origine della Street art”, 80 opere di entrambi gli autori.


DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


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Jasper Johns
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