home
arte
architettura
arte moderna
art reader
fotografia
nuove tendenze
nonsoloarte
pillole
purezza formale
concorsi
eventi e mostre
artisti
collaborazioni
testi
links
contatti

  APPUNTI  
Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. Il più letto in Artonweb:fotografia
  FOCUS ON  
Libri
Massimo Recalcati, "Il mistero delle cose. Nove ritratti di artisti", l'arte alla luce della psicanalisi per "far esistere il miracolo della pittura".
Musei
Milano, nuovo Museo di Arte Etrusca con un’incredibile sala ipogea creata dallo studio Mario Cucinella Architects.

Concorsi
Premio “Morlotti-Imbersago” per giovani pittori under 35 su un “soggetto” antico e insieme contemporaneo come quello del paesaggio e dell’ambiente naturale e umano. Scadenza 15 settembre 2021

Premi
La Giuria di In/arch, presieduta dal filosofo e allievo di Gillo Dorfles, Aldo Colonetti, ha conferito all’unanimità il Premio alla Carriera a Giuseppina Grasso Cannizzo.

In Italia
Al MUDEC di Milano, gli scatti di Tina Modotti, Donne Messico e Libertà .
Fino al 7 novembre 2021

All'estero
Al Center for Italian Modern Art di New York, Facing America: Mario Schifano 1960-65, la New York della Pop Art, il racconto del rapporto tra l’artista romano e la cultura americana di quegli anni.
Fino al 13 novembre 2021

C'è nuvola e nuvola....
di Vilma Torselli
pubblicato il 13/01/2016

"Se vuoi vedere le valli, sali in vetta ad una montagna; se vuoi vedere la vetta di una montagna, sali su una nuvola; se invece aspiri a comprendere la nuvola, chiudi gli occhi e pensa." (Kahlil Gibran)

La Grande Arche, Paris La Defence

Una cosa, almeno, la nuvola di Fuksas ci insegna: che ogni nuvola, sia essa in cielo che in terra, è diversa da tutte le altre……

È quello che viene in mente guardando “Les Nuages” della Grande Arche a Paris La Defence, dettaglio fondamentale della monumentale struttura di cui il progettista Otto von Spreckelsen affida il completamento a Paul Andreu, il quale porta a temine l’incarico negli anni 1986/1989 sotto la supervisione dello stesso von Spreckelsen, che morirà nel luglio del 1989.

Derivato dal latino nubilum, sostantivo di genere neutro, il termine “nuvola” evoca nell’immaginario collettivo un’idea di lievità, le nuvole, infatti, sono impalpabili idrometeore sospese nell’aria, mobili e variabili alla mercé del vento.
Da sempre, per poeti, pittori, filosofi e santi, le nuvole hanno rappresentato l’immagine del sogno, della fuga verso l’altrove, lontane e spirituali, luogo di irraggiungibili visioni.
Già Aristofane (siamo nel 423 a.c.), in una sua commedia teatrale, per deridere le fumose teorie di Socrate trova nelle “Nephèlai” impalpabili ed evanescenti il simbolo di un insegnamento filosofico a suo parere astratto e inconsistente, poi scriveranno di nuvole Lucrezio, Luciano, Hölderlin, Goethe, Heidegger ……  e per tutti “nuvola” è sinonimo di leggerezza.

Ma nonostante la leggerezza sia una sua imprescindibile attribuzione, “nuvola” non è una parola da usare ‘alla leggera’.

Nell’insieme planimetrico del progetto, “Les Nuages”, sospese ad una quota fra i 12 e i 22 metri di altezza dal piano di calpestio nel vuoto centrale (tanto vasto che potrebbe contenere l’intera cattedrale di Notre Dame), in confronto alla geometrica imponenza volumetrica dell’edificio principale costituiscono un destabilizzante scarto di scala sia dimensionale che concettuale, fortemente voluto da von Spreckelsen per rendere ‘umanamente’ leggibile un’architettura così disumanamente gigantesca.
Entro un impianto generale fortemente contestualizzato nel tessuto urbanistico parigino ed al tempo stesso di grande valenza oggettuale rispetto ad esso, "Les Nuages" hanno il compito accessorio e marginale di proteggere il pubblico dalle intemperie atmosferiche nell’attesa di accedere alla struttura, e per realizzare quel riparo il progettista utilizza materiali altamente performanti in versione marcatamente funzionale ed apparentemente slegata da ogni suggestione stilistica dell’edificio principale.

Per la copertura, che misura 2300 mq,  è stata impiegata una membrana architettonica in teflon tesa su una grata metallica in acciaio sospesa a cavi ancorati al suolo e alle pareti dell’edificio, il tutto assemblato con snodi, bielle, placche di ancoraggio, sfruttando al meglio la resistenza dell’acciaio e la duttilità della membrana che si adatta plasticamente alla doppia curvatura prevista dal progetto.
L'effetto è quello di un telo gonfiato dal vento trattenuto da esili cavetti metallici come un palloncino gigante legato al suo filo o una mongolfiera precariamente ormeggiata, pronti a volare e a perdersi tra le nuvole per ricongiungersi al loro ambiente naturale.

Senza l’impiego di tonnellate di titanio e sofisticati software progettuali come ci ha abituati ad aspettarci una archistar che oggi va per la maggiore, questa essenziale tensostruttura minimalista ed elegante sfrutta con intelligenza l’adattabilità di elementi in realtà standardizzati sia per le parti in tessuto che per quelle in acciaio, giocando abilmente sulle loro proprietà geometriche  e meccaniche e riuscendo a coniugare inventiva, qualità ed economia del progetto e della sua realizzazione.

Come accade in natura per la formazione delle nubi, la composizione spaziale segue un andamento verticale ascendente, la sua leggerezza è accentuata dalla luce naturale che scende dall’alto e che la permea attraverso gli anelli trasparenti al centro delle singole sezioni del telo, tanti oblò che di sera danno vita ad una straordinaria coreografia luminosa che dal basso lambisce le pareti dell’Arche.

Rinnovando ad ogni tramonto una magia.

<<<<< torna alla pagina precedente
link:
Poetica dell'appallottolamento
Anche l'urbanistica non è più quella di una volta!

DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


blog di Efrem Raimondi


blog di Nicola Perchiazzi
 







RIFLETTORI SU...



Fernand Léger
"Donna in blu"




 

 
 

© Tutto il contenuto del sito è protetto dalle leggi sul Copyright.Tutti i diritti sulle immagini e sui testi pubblicati sono riservati agli autori e sia immagini che testi non possono essere riprodotti senza il loro consenso. Le immagini presenti tratte da internet hanno esclusiva funzione di documentazione ed informazione, mancando in via assoluta ogni finalità di lucro, nel rispetto dell'art. 70 comma 1 bis, L. 633/1941. Qualora la loro pubblicazione violasse diritti d'autore, esse verranno prontamente rimosse previa richiesta. Responsabile del sito: dr.arch. Vilma Torselli.