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Il fascino delle asimmetrie congruenti
Verso una nuova teoria estetica
di Roberto Grandicelli
pubblicato il 30/07/2017
Roberto Grandicelli rivisita secondo una nuova chiave di lettura le leggi della buona forma alla luce del concetto di "asimmetria congruente".

Il fascino delle asimmetrie congruenti
Verso una nuova teoria estetica


Il saggio – Ripercorrendo la teoria estetica e la diversa accezione che viene attribuita al concetto di simmetria nel corso dei secoli per le diverse discipline, viene formulato il concetto di «asimmetria congruente» individuando nel codice estetico coniato da Marie-Jeanne Bècu, contessa Du Barry (1) (Fig. 1), la chiave attraverso la quale rivisitare le leggi della buona forma.

La teoria estetica – Che la bellezza sia stata associata, nel corso dei secoli, al concetto di simmetria è un fatto. Il tentativo dell’uomo di divenire a leggi della buona forma trova riscontro già nel 450 a.C. quando lo scultore Policleto, nel trattato “Il Canone” (2) (considerato il primo trattato che provò a fissare i parametri estetici della bellezza e dell'armonia), asseriva che “La bellezza è intimamente legata alla simmetria”.
Nel seguito (15 a.C.), anche Vitruvio, nel trattato “De Architettura” (3) (Fig. 2), attribuisce al concetto di bellezza la medesima accezione: “[…] l'aspetto dell'opera sarà piacevole per l'armoniosa proporzione delle parti che si ottiene con l'avveduto calcolo delle simmetrie".
Nel 1933 il matematico statunitense George David Birkhoff (Fig. 3) teorizzò addirittura la Mathematical approach to aesthetics, mettendo direttamente in correlazione l’ordine di simmetria, in rapporto alla complessità dell’insieme.



1) Marie Jeanne Becù, nota anche come Mademoiselle Lange (o meglio l'Ange - l'Angelo) dal nome del frate francescano (fratello Ange) con cui si dice sua madre l'avesse concepita, nacque in Lorena nel 1743. Jeanne crebbe in un convento di Parigi. A soli 15 anni dovette iniziare a cavarsela da sola. Bellissima e dotata di una fisicità prorompente, sarà Jean-Baptiste du Barry a farne una vera e propria prostituta d'alto bordo. Re Luigi XV, dalla morte di Madame de Pompadour, era alla ricerca di una degna sostituta. La du Barry venne fatta sfilare al cospetto del Re che ne rimase immediatamente folgorato. La presenza a corte della du Barry, vera e propria prostituta, venne considerata inammissibile. Per questo venne data in sposa al fratello scapolo dello stesso du Barry e le venne concesso prontamente il titolo di contessa, permettendogli di prendere da subito possesso degli appartamenti a Versailles i quali riflettono ancora oggi la sua personalità e il potere che aveva raggiunto.
2) Il Canone (in greco antico: Κòνον, "regola") è un trattato perduto sulle proporzioni dell'anatomia umana scritto dallo scultore Policleto verso il 450 a.C. Noto solo da accenni in opere successive, è considerato il primo trattato che teorizza i temi della bellezza e dell'armonia ed ebbe uno straordinario impatto, ispirando anche le ricerche sul modulo architettonico. Con Policleto e il suo canone, l'arte greca entrò nel culmine artistico di equilibrio e razionalità, definito "classico".
3) De architectura (Sull'architettura) è un trattato latino scritto da Marco Vitruvio Pollione intorno al 15 a.C. È l'unico testo sull'architettura giunto integro dall'antichità e divenne il fondamento teorico dell'architettura occidentale, dal Rinascimento fino alla fine del XIX secolo.

 
 
Figura 1, Portrait de la comtesse Du Barry en Flore, 1769
– François Hubert Drouais
 
 
 
 
Figura 2, De Architetture – Marc Vitruue Pollion, 1547
– Paris
 
 
 
 
Figura 3, George David Birkhoff
 
 
 
 

L’esercizio di affrontare l’aspetto dal punto di vista deterministico risultò ovviamente labile in relazione alla soggettività nel definire la complessità di un’opera.
Per molti secoli un assoluto esempio di perfetta proporzionalità della figura umana è stato rappresentato proprio dal Doriforo di Policleto (Fig. 4, 5) nel quale lo scultore greco, per primo, impose addirittura un secondo asse di simmetria, introducendo la figura del chiasmo4 (Fig. 6).
Ben più tardi, nel Rinascimento, così come l’uomo di Vitruvio verrà adottato da Leonardo da Vinci (Fig. 7), quale simbolo di armonica proporzione, il chiasmo policleteo verrà riscoperto e ripreso da Michelangelo per la realizzazione del David (Fig. 8).
In una visione del tutto antropocentrica, la proporzione della figura umana è stata dunque assunta ad archetipo del concetto di buona forma. Nel 1948 l’architetto svizzero Le Corbusier, padre del movimento moderno, pubblicò “le Modulor” (Fig. 9), un riferimento dimensionale ottenuto dalla scomposizione scalare della figura umana al quale poter ricondurre qualsivoglia oggetto o costruzione, coniugando efficacemente funzionalità ed armonia estetica.
La simmetria, intesa come sinonimo di proporzione. Questa accezione in effetti la ritroviamo nell’etimologia stessa del termine “simmetria”:


Nell’associare al termine “simmetria” il concetto di ordine e proporzione, possiamo però notare come, già nella definizione, si richiami, non solo la relazione biunivoca fra le singole parti, bensì anche la relazione che esiste fra le singole parti e l’insieme.

 

L'articolo nella versione integrale in pdf

 
 
Figura 4, Il Doriforo di Policleto
 
 
Figura 5, Il chiasmo nel Doriforo
 
 
 

DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


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