home
arte
architettura
arte moderna
art reader
fotografia
nuove tendenze
nonsoloarte
pillole
purezza formale
concorsi
eventi e mostre
artisti
collaborazioni
testi
links
contatti

  APPUNTI  
Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. In Artonweb l'articolo più letto:Potsdamer Platz
  FOCUS ON  
Libri
L’ ora d'arte” di Tommaso Montanari, quadri, sculture e graffiti per raccontare il fondamentale ruolo civile che, oggi piú che mai, la bellezza è chiamata a ricoprire.
Musei
Nuovo Museo del Design Italiano della Triennale di Milano, esposte le icone del disegno industriale create quando Milano si è trasformata in capitale del design.

Concorsi
EneganArt indice il concorso nazionale 2019 R-Evolution, per promuovere l’arte attuale italiana e il patrimonio artistico nazionale. Scadenza 31 luglio 2019.

Premi
Antonio Aragón Renuncio vince per il 2018 il premio del concorso fotografico “Foto dell’anno UNICEF".

In Italia
Milano, al Mudec "Roy Lichtenstein", in mostra circa 100 opere, dall'1 maggio all'8 settembre 2019.

All'estero
A Berlino, a Weimar, a Dessau ed in molte altre nazioni le principali iniziative per celebrare i 100 anni dalla fondazione della Bauhaus.

  CERCA NEL SITO  

ALMENO PER CHI?
Buoni e cattivi della 54° Biennale d’Arte di Venezia
di Stefano Elena
pubblicato il 21/06/2011
Le cose migliori e le cose peggiori di questa 54esima edizione (almeno per me).

Essere allenati alle conseguenze di un’immersione profonda e breve nelle acque insondabili dell’arte rende il farlo in un’occasione quale la Biennale di Venezia ed in una città quale Venezia, dove l’acqua non è metafora, un piccolo rischio multisensoriale che al fatidico scadere di ogni biennio impregna le materie organiche tutte a decorrere da circa venti giorni di distanza dall’inaugurazione.

Almeno per me.

L’intero equilibrio fisico muta il proprio assetto in considerazione dei fattori X di vivibilità, di volta in volta varianti (vitto, alloggio, meteo, incontri, scontri, qualità opere...).

Almeno per me.

Ogni Biennale è quindi altra per ragioni assolutamente non riducibili all’arte esposta.

Le cose migliori di questa 54esima edizione (almeno per me):

Austria, MARKUS SCHINWALD: il suo lavoro multiforme analizza le relazioni psicologiche tra uomo e spazio circostante, provocando un’extra-dimensione in cui, particolarmente nei video presentati, meccanicità e astrazione collettiva comportano una condizione di imperturbabile “separazione”;

Francia, CHRISTIAN BOLTANSKI: una lunga pellicola i cui fotogrammi sono volti di neonati scorre per l’intero spazio espositivo, all’interno di una struttura in ferro.

Ad intermittenza uno stop casuale “estrae” uno dei tantissimi volti, interpretando così Il tema della possibilità, della “Chance” (questo il titolo del progetto) caro all’artista (“Is our life written in advance, and can we intervene in how it plays out?”);

Venezia, ristorante AL FONTEGO DEI PESCATORI
Germania, CHRISTOPH SCHLINGENSIEF: “A Church of Fear vs. the Alien Within” è la riproduzione della chiesa che l’artista, deceduto un anno fa per cancro ai polmoni (e la qualità riscontrabile tiene fortunatamente a distanza il dubbio che sia stata proprio la Germania a vincere il leone d’oro per la migliore partecipazione nazionale), frequentava da adolescente.

L’allestimento è realizzato quindi con opere esistenti dedicate alla fede e sue incertezze, alla malattia, alla morte;
Svizzera, THOMAS HIRSCHHORN: “Con il mio lavoro Crystal of Resistance voglio ritagliare una finestra, una porta, un’apertura o semplicemente un buco nella realtà di oggi: questa è la breccia che, irresistibilmente, trascina tutto via con sé.”.
GLASER/KUNZ e i loro homeless/filosofi;
TAYSIR BATNIJI e l’immobiliare di abitazioni distrutte nella striscia di Gaza;
la notte di Venezia;
ERWIN WURM e la sua casa dimezzata dall’economia;
MARTINE FEIPEL&JEAN BECHAMEIL, architetti di uno spazio onirico privo di riferimenti;
la Yamaikaletter di ALEXANDER APOSTOL; i bambini/presenze di CHARLOTTE GYLLENHAMMAR; Venezia di notte; le verità non nascoste in rgb di CRISTIANO PINTALDI; l’impercettibile deformazione temporale del video di DAVID CLAERBOUT; il silenzio della notte di Venezia.

Le cose peggiori di questa 54esima edizione (almeno per me):

PADIGLIONE ITALIA: non potendo proprio limitarmi a concepire come reale l’assemblaggio fieristico e la selezione domenicale degli artisti, ho da subito ripiegato verso l’augurata attesa, tuttora tale, della rivendicazione da parte del curatore Vittorio Sgarbi di un’intenzione provocatoria che scardinasse teatralmente l’istituzionalità della situazione e deridesse le aspettative. Che ciò avvenga o meno, mi auguro che almeno all’estero, dove la biennale è comunque la biennale, senza troppo badare alle dinamiche e caratteristiche specifiche dell’edizione, quei meritevoli artisti nostrani che hanno accettato l’invito non debbano patire una condanna irrevocabile;

MAURIZIO CATTELAN: ha riempito il fuori e il dentro del padiglione centrale di piccioni imbalsamati come se non esistessero alternative “indolori”, suscitando come ovvio le ire degli animalisti.

Poi certi gendarmi dei servizi di guardiania; l’osteria AI ASSASSINI, dove come in tanti altri ambienti a Venezia in cui il turista $erve, ma sta sul cazzo, l’atteggiamento acido e inospitale mette a dura prova la sopportabilità di una città straordinaria e un pò assurda; le pantegane troppo grosse che rasentano i muri; la parziale disorganizzazione di una macchina oramai più che collaudata come la Biennale che continua a indicare orari di apertura errati devastando il fitto e scrupoloso programma giornaliero; i poverini esistenzialmente immotivati che reputano l’acqua intorno la migliore delle pattumiere.

La presenza turistica di certo numericamente spaventosa per una piccola città come Venezia fa sì che si diventi un corpo con portafogli e (quasi) basta, la cui presenza eccessivamente protratta al tavolo assume le sembianze di un atto terroristico.

Il turista necessario e da debellare.

Almeno per loro.


DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


blog di Efrem Raimondi


blog di Nicola Perchiazzi
 







RIFLETTORI SU...


Marcel Duchamp,"Nu descendant l'escalier n.2"



 

 
 

© Tutto il contenuto del sito è protetto dalle leggi sul Copyright.Tutti i diritti sulle immagini e sui testi pubblicati sono riservati agli autori e sia immagini che testi non possono essere riprodotti senza il loro consenso. Le immagini presenti tratte da internet hanno esclusiva funzione di documentazione ed informazione, mancando in via assoluta ogni finalità di lucro, nel rispetto dell'art. 70 comma 1 bis, L. 633/1941. Qualora la loro pubblicazione violasse diritti d'autore, esse verranno prontamente rimosse previa richiesta. Responsabile del sito: dr.arch. Vilma Torselli.