Libri
"Breve storia della globalizzazione in arte (e delle sue conseguenze)", di Marco Meneguzzo, 2012, ricostruzione della formazione del sistema dell'arte occidentale e il nuovo assetto dell'attuale scenario globale.
Musei
La rinata Galleria d’arte moderna di Roma Capitale restutuisce al pubblico un nuovo polo culturale nel spazio espositivo dell'ex convento di via Crispi aperto negli anni '20. La collezione museale conta 3400 opere di artisti del '900 quali De Chirico, Guttuso, Carrà, Balla, Morandi, Sironi, Manzù.
Concorsi Eco Bike Design Contest 2012, concorso per il progetto di una bicicletta assistita elettricamente e una pensilina fotovoltaica per il suo ricovero e ricarica.
Scadenza il 29 giugno 2012.
Premi
Il prestigioso premio Pritzker 2012 per l'architettura è andato all'architetto cinese Wang Shu, che ha usato per le sue moderne costruzioni materiale recuperato dalle demolizioni.
All'estero:
Parigi,"Matisse paires et séries", in mostra le "paia e serie", i 'doppi' che repilcano lo stesso soggetto in varianti con diverse sfaccettature. Fino al 18 giugno 2012 al Centre Pompidou.
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COME BUCHI NEL BUIO.
O sulle tre figlie di tanta madre... di Stefano Elena
pubblicato il 17/09/2010
Una mostra di Carina Linge 'Lonesome Eros', a Berlino dall'11 settembre al 10 ottobre 2010
Non c’è posto che non sia questo, quello in cui chiunque aspiri ad una rarefatta archiviazione longilinea dei fatti o ad una vivibilità antistatistica del giorno vorrebbe trovarsi a risiedere.
Madre e puttana, o puttana quanto può succedere che una madre debba diventare, Berlino comincia oggi, allo scoccare di quasi un anno di permanenza qui, a mostrare moventi e prove di una donna fatta di virtù e non di vizi: la paura di trovare, vivere a stento senza vivere di stenti, instaurare contatti con persone che siano qualcosa di più di uno spostamento d’aria...
Tra i consueti e onnipresenti fancazzisti, che a Berlino ce ne stanno tanti, le arie espressive necessarie (specie per chi le attua) compensano in intensità l’assenteismo creativo condotto dalle categorie dei parlatoridacappuccinotuttoilgiorno e dei iosonounartistamaoranonhonientedipronto.
Se la sera in cui inaugura la prima personale berlinese della drammaticamente sensibile Carina Linge (“Lonesome Eros”, Jarmuschek+Partner), a due sorsi di Korn di distanza dall’opening della donna d’ombra Yoko Ono presente con le sue bodyguards (“Das Gift”, Haunch of Venison) e a tre da quella del dotato ma un pò troppo costoso artista del tormento romeno Adrian Ghenie (“The Hunted”, Nolan Judin), se la notte che segue a questa sera d’arte in vista e prevista può ritrovarcisi ad incappare, senza rsvp né prosecchi da passeggio, nell’autentica improvvisazione corporale di tre grazie da marciapiede in concerto, la supposizone che l’atteggiamento riveli più del linguaggio e d’ogni alfabeto convenzionato smette di restare un supporre per afferrare il vero dai suoi capelli tortuosi, sfondarne il torace ed entrare a farne a parte.
Se le parole sapessero fischiettare, queste righe suonerebbero il bisogno di abbandono all’eccessività dell’inverosimile. E visto che guardarsi negli occhi è il posto migliore in cui ci si possa trovare, i momenti che precipitandoci accanto riescono a finirci dentro sono tanto dirompenti da dubitarne, da confonderli con l’invisibile.
Come buchi nel buio.
O come una delle domande di Cormac McCarthy: “Che differenza c’è fra ciò che non sarà mai e ciò che non è mai stato?”.