home
arte
architettura
arte moderna
art reader
fotografia
nuove tendenze
nonsoloarte
pillole
purezza formale
concorsi
eventi e mostre
artisti
collaborazioni
testi
links
contatti

  APPUNTI  
Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. In Artonweb l'articolo più letto: L'automobile, mito futurista.
  FOCUS ON  
Libri
Donald Thompson , “Lo squalo da 12 milioni di dollari. La bizzarra e sorprendente economia dell'arte contemporanea”, marketing, brand, psicologia, economia ma anche arte e aneddoti su artisti, galleristi e collezionisti.
Musei
Parigi, Fluctuart, primo museo galleggiante di arte urbana al mondo, ancorato nel porto del quartiere di Gros Caillou, ai piedi del Pont des Invalides.

Concorsi
Pachino (SR), concorso per la progettazione a Noto della sede della Banca di Credito Cooperativo. Consegnail 20 gennaio 2020.

Premi
Assegnato all’architetto giapponese Arata Isozaki il Premio Pritzker 2019.

In Italia
A Roma, nel Chiostro del Bramante, la mostra "Bacon, Freud, la Scuola di Londra".
Fino al 23 febbraio 2020.

All'estero
Londra, alla National Gallery "The Credit Suisse Exhibition: Gauguin Portraits", retrospettiva sulla ritrattistica di Gauguin. Fino al 26 gennaio 2020.

  CERCA NEL SITO  

QUANTO?
Art Basel 41

di Stefano Elena
pubblicato il 10/07/2010

Basilea, un posto dove devi esserci, se seriamente coinvolto nel tuo ambito professionale, perché Basel è Art Basel.

E' ad ogni edizione di Art Basel che si capisce sempre di più perché i suoi visitatori chiedano a potenziali simili se ci vadano anche loro, a Basilea, quest'anno. Senza specificare altro.

Come certamente accadrà per chi interno al mercato dei diamanti, della gastronomia, del fitness e di tanto altro, la città-fiera Basilea è solo quel posto lì, quello dove devi esserci, se seriamente coinvolto nel tuo ambito professionale, (quasi) qualunque esso sia. Una non città “benfatta” che varia il proprio tema di continuo, senza sosta, per l'intero anno, come fosse il desktop di un pc, capace di coniugare angoli incantevoli quanto una scenografia fiabesca alla sfrenatezza milionaria della borsa e delle sue azioni.

Per noi ingredienti d'arte, nonostante le passeggiate furtive sul lungofiume deserto e le intrusioni fuori luogo nei monasteri vuoti, Basel è Art Basel.
Perché è lì che ti è dato modo di impadronirti in un sol colpo (e quello al cuore è pertinente, quando si tenta di prender parte all'infinità di proposte che in una sola settimana ti si para innanzi) dell'attualità – seppur in larga parte di quella più adatta ad esser venduta e quindi comprata – dell'arte multipla, in questa sede concentrata più di una spremuta di frutti di stagione.

Lì, grazie all'esigenza dell'acquisto e per colpa sua, puoi inzupparti nelle piene dell'arte, impregnarti delle sue variopinte sudorazioni sino a sapere di lei, a volte persino dopo la ristoratrice vasca serale (sempre che allo stadtkino non si proietti “Women Without Men” della Neshat). Succede così, tra la fiera madre, Scope, Liste, Art Unlimited, le Conversations e Art Parcours, di gironzolare tra i lavori dai nomi celebri e tra quelli di più recente anagrafe, da Wilhelm Sasnal e Berlinde de Bruyckere a Marck, con videosculture “infilate” tra le forme del reale, e Katja Loher, che associa video e oggetti per una doppia valenza di entrambi, da Paul McCarthy e Damien Hirst a Joep van Liefland, edificatore di un videopalace abitabile al cui interno videocassette, telecomandi e accessori inerenti riempiono ogni spazio, e Carine Linge, poetica ritrattista di momenti autobiografici.

Intorno all’organo pulsante principale – fuori dall’alternarsi ammassato di ogni pensabile vedere, di stand incontinenti pieni come i brufoli lasciati al proprio corso, di accompagnatrici in tiro che stanno sempre dietro a uomini di corsa – compaiono alcove ben meno colme, dove poter guardare avendo anche il tempo di pensare.
C’è la personale di Gabriel Orozco, la collettiva “Roboterträume” al Museum Tinguely, con un Jon Kessler in ottima forma e l’indimenticabile macchina per scrivere firmata Laurent Mignonneau & Christa Sommerer che scrive ragni.

Non ho ancora certezze su quale sia la forma migliore per vedere l’arte, e magari non ne esiste alcuna come forse sono tutte adatte. Questo è il portentoso dilemma: come riesce l’arte a mettersi in mostra sotto così tante e diverse spoglie? Come modella le sue puttane sembianze adattandosi ovunque? E poi, come si può continuare a fidarsi di lei, tanto mutevole da ricordare quella città svizzera che si chiama Basilea?

David Lynch - Flying Man
Berlinde de Bruyckere
Carina Linge - Acedia
Marck - Maria2,2010
Thomas Ruff - nude ig02,2006
Wilhelm Sasnal

DE ARCHITECTURA
di Pietro Pagliardini


blog di Efrem Raimondi


blog di Nicola Perchiazzi
 







RIFLETTORI SU...

Georg Baselitz
"The gleaner"





 

 
 

© Tutto il contenuto del sito è protetto dalle leggi sul Copyright.Tutti i diritti sulle immagini e sui testi pubblicati sono riservati agli autori e sia immagini che testi non possono essere riprodotti senza il loro consenso. Le immagini presenti tratte da internet hanno esclusiva funzione di documentazione ed informazione, mancando in via assoluta ogni finalità di lucro, nel rispetto dell'art. 70 comma 1 bis, L. 633/1941. Qualora la loro pubblicazione violasse diritti d'autore, esse verranno prontamente rimosse previa richiesta. Responsabile del sito: dr.arch. Vilma Torselli.