Libri
"Breve storia della globalizzazione in arte (e delle sue conseguenze)", di Marco Meneguzzo, 2012, ricostruzione della formazione del sistema dell'arte occidentale e il nuovo assetto dell'attuale scenario globale.
Musei
La rinata Galleria d’arte moderna di Roma Capitale restutuisce al pubblico un nuovo polo culturale nel spazio espositivo dell'ex convento di via Crispi aperto negli anni '20. La collezione museale conta 3400 opere di artisti del '900 quali De Chirico, Guttuso, Carrà, Balla, Morandi, Sironi, Manzù.
Concorsi Eco Bike Design Contest 2012, concorso per il progetto di una bicicletta assistita elettricamente e una pensilina fotovoltaica per il suo ricovero e ricarica.
Scadenza il 29 giugno 2012.
Premi
Il prestigioso premio Pritzker 2012 per l'architettura è andato all'architetto cinese Wang Shu, che ha usato per le sue moderne costruzioni materiale recuperato dalle demolizioni.
All'estero:
Parigi,"Matisse paires et séries", in mostra le "paia e serie", i 'doppi' che repilcano lo stesso soggetto in varianti con diverse sfaccettature. Fino al 18 giugno 2012 al Centre Pompidou.
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Game
over. Ruoli in tilt nelle abitudini dell'arte in tilt. di Stefano
Elena
Considerato
che il lavoro investe, travolge ed occupa un bel pezzo della vita fisica e mentale
di ognuno di noi, mi capita a volte di immaginarmi alle prese con un'attività
diversa da quella che conosco e pratico; di immedesimarmi - per gioco, curiosità
o deviazione - nei panni operativi di chi frequenta un mestiere che mi è
ignoto.
Dean Verzel, La Santa Croce, 2002
Federico Cozzucoli,
cozzuFUcoli, 2005
Suppongo
tali "tentativi" (o evasioni ) siano frutto sempre acerbo del "nostro
bisogno di consolazione", per dirla con Dagerman, ovvero della saltuaria
necessità di soffocare dubbi esistenziali autoconvincendoci del perfezionismo
privilegiato di cui gode il nostro fare.
Tra le altre ho ovviamente abitato
le perplessità e le certezze di un artista d'oggi (e non stupisca l'annoverare
l'artista tra le mille professioni note, dal momento in cui termini quali "lancio",
"promozione" e "immagine" comandano gli atteggiamenti del
nostro), impegnato a rincorrere il successo come se il suo raggiungimento garantisse
una promozione (ed è così).
Una risposta immediata è stata "far parte di
una corrente" perché effettivamente i componenti
di un momento artistico, di un movimento o di una tendenza
hanno sempre usufruito di una divulgazione utile del proprio
nome, grazie alla storicizzazione (importante o solo manualistica)
del nucleo d'appartenenza.
La
particolarità di questo apparentemente logico teorema risiede nell'occasionale
attuazione di un comodo capovolgimento strutturale del processo: piuttosto che
attenersi alle spontaneità dell'arte, in attesa che un qualche filo conduttore
sappia accomunare più artisti tra loro, perché non ideare un trend
inventivo all'interno del quale collocare successivamente adeguati artisti? E
così a volte è stato, nei casi di "filoni" impostati a
tavolino poi riempiti di alcuni nomi invitati ad assecondare il modello pensato
a costo di trascurare le proprie necessità espressive.
Il marketing,
la commercializzazione dei fattori, può quindi deviare lo scorrere dell'inclinazione
e compromettere la realtà dei fatti, riscattandosi con la conquista vantaggiosa
di un ruolo in un tessuto.
Quello che cerco di rimarcare è che esistono
folte contingenze e abbondanti variabili all'interno dell'intreccio evolutivo
dell'artista. Spesso non contemplano il suo tangibile talento o la sua ingegnosità,
ma l'adattabilità ad un discorso critico nuovo che vuole segnare i tempi
e comparire nel futuro dell'arte. Non a caso mi stuzzica non poco, ora, domandarmi
quale sarà la prossima teorizzazione vincente e riconosciuta in grado di
connettere circostanze creative attuali, ognuna diversa dall'altra e sempre più
desiderose di prendere le distanze dal resto.
Un secondo impellente bisogno
che si affaccia a questo punto della storia è comprendere "che ne
sarà di noi", quali sorti toccheranno rispettivamente all'artista
giovane dinanzi a tanta crudeltà progettuale ed all'interprete del suo
agire, perso tra le trame fittissime di (im)possibili concepimenti incasinati
che non riescono a risolversi in qualcosa di compiuto, di proponibile come coerente
ed attendibile.
Ecco però accorrere sul luogo di questo incidente
affollato e irrisolvibile papà disastro, quello delle grandi occasioni
socio-storiche che sgombra il campo da ogni possibile staticità della reazione,
da tutte le stantie atmosfere riflessive che non si evolvono, ma continuano a
scontrarsi insistenti trovando nell'impatto rumoroso l'unico provvedimento solido
al mutismo dell'inconsistenza. E' il padre dell'attualità politica e
generazionale, del terrorismo e degli infanticidi, delle propensioni all'atteggiamento
e all'impulso globale.
E' il creatore degli effetti e delle suggestioni.
L'inventore
della realtà.
A lui, indubbiamente, si rivolgono oggi gli artisti
di tutto il mondo, riconoscendolo quale unico dispensatore di suggerimenti che
spronano e sollecitano, pur a volte gravati dalla drammaticità delle circostanze
o dalla sfrontatezza inspiegabile degli avvenimenti.
In lui confido e credo,
quando mi chiedo chi o cosa possa oggi abbracciare (e forse stritolare) un più
o meno folto gruppo di giovani artisti posti davanti al nulla della creazione,
prima che questi comincino a vendersi al peggior offerente ed affondare le proprie
potenzialità prima ancora di conoscerle.
Prima di sentirsi dire
cosa fare, come farlo e quando farlo da chi aspira a guadagnarsi un angoletto
tutto suo, solo suo, all'interno del marasma improduttivo dei concetti forzati,
in fondo al mare sporco delle tesi costrette.
O, solo, nell'intimo di una
storia dell'arte che ha appena scoperto, d'accordo col mondo intorno, di non aver
più molto tempo a disposizione per le probabilità e le ipotesi.