Musei: Il Museo del cinema di Torino compie dieci anni il prossimo 20 luglio e festeggia con 2 importanti novità:lo Stark Interactive Wall, nella Galleria dei manifesti, e il Chroma Key nella sezione Effetti Speciali, due spettacolari installazioni da 160.000 euro.
Concorsi:
Premio Celeste 2010, premio di Pittura, Fotografia & Grafica Digitale, Video & Animazione, Installazione, Scultura, Performanc, aperto ad artisti italiani o stranieri residenti in Italia.
Premi:
il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, indetto dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, premio che intende contribuire a elevare e diffondere la cultura di "governo del paesaggio", è stato assegnato per l'edizione 2010 a Dura Europos, Siria.
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ClipART, nuovo programma in onda ogni mercoledì alle ore 20.30 su Rete Oro, dedicato all'arte: in ogni puntata saranno ospiti in studio due artisti che racconteranno la loro storia, il loro percorso e esporranno le opere al pubblico.
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JUST ANOTHER STORY ABOUT
LEAVING di Katia Almerini
fino al 5 aprile 2010
Sincerità ed umiltà
nella condivisione di un dramma legato al presente, vissuto
come una preparazione alla prossima e ultima trasformazione,
la morte.
E’ in programma fino al 5 aprile 2010 la mostra
“Urs Lüthi. Just another story
about leaving”, concepita dall’artista
svizzero appositamente per gli spazi del Macro, promossa
dal Comune di Roma.
L’invito dei curatori Luca Massimo Berbero ed Elena
Forin, ha ispirato l’artista a realizzare un progetto
fotografico inedito, in raccordo ai lavori di vecchia
data.
Lüthi weint auch
für sie, 1970, stampa offset su carta Bristol.
La mostra incomincia con Urs
Lüthi weint auch für Sie (Lüthi piange
anche per voi con le lacrime), una foto degli anni settanta
che introduce lo spettatore nell’ambiente espositivo
in cui è in scena l’attuale riflessione esistenziale
dell’artista svizzero. Utilizzando vari media, Lüthi
ci parla della presa di coscienza che tocca ogni uomo nella
fase matura della vita e che ha come protagonista lo scorrere
inesorabile del tempo.
Questa consapevolezza è evocata dalla videoinstallazione
“Ex voto XVI” (da cui si propaga il
suono un battito cardiaco) e dalle sculture “Ex
voto XV-XVII-XVIII”, autoritratti/reliquie in
vetro, custoditi in teche. Le opere Ex voto fanno parte
della serie “Art is better life” (2009),
dove l’artista riflette sul rapporto tra arte e vita,
sul proprio lascito (in uno dei monitor è rappresentata
la giovane figlia dell’artista che danza) e sull’arrivo
della morte, aprendo l’opera alla riflessione religiosa.
Come cornice alle sculture, troviamo il lavoro che dà
il titolo alla mostra “Just Another Story about
Leaving”, la serie di autoritratti fotografici
in bianco e nero realizzati dal 1974 al 2006. Lüthi,
che spesso ha lavorato sul tema del mutamento, questa volta
rappresenta la trasformazione fisica come conseguenza del
passare del tempo: l’invecchiamento.
Anche il progetto “Just another Sculpture for
Rome” presenta una meditazione sulla temporalità,
su ciò che è stato e su ciò che il
presente lascerà al futuro. Il soggetto è
Roma e il mezzo per condurre la riflessione è l’artista
stesso. Il progetto fotografico è composto da una
serie di scatti realizzati per le strade della capitale
e all’interno di locali, dove Lüthi dà
vita ad un rapporto personale con la città, tramite
il suo onnipresente autoritratto scultoreo (in una provocatoria
veste sacerdotale clownesca). Il titolo scelto per la serie
è ironico ma pone l’attenzione sulla monumentalità
della città eterna e sull’eredità che
lascia il presente, impersonificato dallo stesso artista
“a mani vuote”.
Come è consuetudine per Lüthi, la riflessione
è condotta attraverso il filtro della propria persona.
L’artista, famoso per i suoi lavori provocatori, che
fanno di lui uno degli esponenti più importanti della
Body Art (con la sua ricerca volta all’indagine identitaria
che scardina l’idea di un’io immobile e precostituito
attraverso le metamorfosi dell’immagine corporea),
non smette di stupire.
“Just another story about leaving”
infatti, stupisce per la sincerità emozionale e per
l’umiltà con cui condivide il suo dramma legato
al presente, vissuto come una preparazione alla prossima
e ultima trasformazione, la morte.
“In passato mi sono confrontato di più
con la bellezza, con l'erotismo, con il sesso e cose del
genere. Oggi devo confrontarmi di più con la morte
e la malattia. Che lo voglia o no, tutto, in fondo, ha a
che fare con queste cose” (Lüthi)
*.
* Dal colloquio tra Christoph Lichtin e Urs Lüthi:
La vita come miniera di materiale per l'arte (Lucerna 18
agosto 2009), testo per il catalogo della mostra al MACRO,
Electa, Milano, 2009.
Katia Almerini
www.macro.roma.museum
Luogo: MACRO
Orario: Martedì-domenica 9.00-19.00; 24 e 31 dicembre
9.00-14.00 (la biglietteria chiude mezz'ora prima)
Biglietto unico integrato
Intero € 4,50
Ridotto € 3,00