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Testi e commenti di Vilma Torselli su Antithesi, giornale di critica d'architettura. In Artonweb l'articolo più letto:Potsdamer Platz
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Firenze, Lucia Baldini
d’improvviso i musei fiorentini

dal 20 dicembre 2008 al 15 marzo 2009
Le intense immagini di Lucia Baldini in una rassegna curata con la consueta competenza e finezza da Marilena Tamassia.
Villa Bardini – Costa San Giorgio dal 20 dicembre 2008 al 15 marzo 2009, inaugurazione ore 12.00
mostra fotografica curata da Marilena Tamassia direttrice del Gabinetto Fotografico della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino


Le intense immagini di Lucia Baldini nei musei del Polo fiorentino, in una rassegna curata con la consueta competenza e finezza da Marilena Tamassia che ha rapportato ad esse le fotografie d’epoca selezionate nell’immenso patrimonio del Gabinetto Fotografico che dirige, aprono dinanzi a noi un ventaglio di suggestioni e riflessioni sui luoghi, le cose, le persone. I luoghi: così uguali, così diversi. Gli stessi spazi che da secoli accolgono opere d’arte e che tuttavia, attraverso le periodiche risistemazioni e i riallestimenti dettati da gusto e intenti di tempi differenti, cangiano nella sostanza e nella forma. Sale di musei arredate come dimore nobiliari, nel cortocircuito di una memoria nobile – la discendenza di ogni museo dinastico dalla dimora del signore o del sovrano – che non si è ancora dissipata, filamento estremo di tradizioni secolari già in pieno Novecento. E di contro, spazi astratti e rarefatti (gli ambienti lorenesi benedetti da Raffaele Monti nella sua bellissima pagina) dove la fanno da padroni il bianco, il grigio, il verde, a favorire la concentrazione e l’apprezzamento. Oppure le aule e i chiostri conventuali, dove le opere d’arte sacra sono ancora “di casa”.
Le cose, poi: un termine feriale e desueto per definire insieme capolavori sommi e oggetti d’arte e d’artigianato, che tutti entrano in un gran composto a formare la sala, le sale, il percorso di questo o quel museo. Le cose che vengono esaltate dall’allestimento (e dalla fotografia) o che al contrario entrano in una reciprocità inestricabile ed emozionante, dove il singolo pezzo si amalgama alla colata luminosa di una lega composta da tanti e diversi metalli. E infine le persone. Di rado, e le fotografie di Lucia Baldini lo confermano, i visitatori ci paiono lieti o sorpresi. Piuttosto, riflessivi e indagatori.
Chi ha davanti una guida illustrata, alza gli occhi dalla riproduzione e all’originale e li abbassa nell’itinerario inverso, dall’originale alla riproduzione a stampa: che cosa pensa? Che cosa sente? Pensa la frase “Eccolo qui, finalmente?” È convinto? Deluso? Ammirato? Stupito? Da quanto lontano si è mosso per vedere “quella” cosa, entro “quel” museo? Più delle espressioni, difficili da decifrare, parla il linguaggio del corpo. O dei corpi, che scorrono come onda transitoria a lambire sponde di bellezza che qualcuno raggiunge, o cui qualcuno naufraga di fronte. Misteri umani, ai quali l’eccellenza della fotografia presta volti e movenze che rinnovano l’eterna dialettica tra l’opera d’arte e chi ne gode.

Cristina Acidini
Soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico ed Entonantropologico e per il Polo Museale della Città di Firenze


www.luciabaldini.it

Il catalogo della mostra è curato dall’editore Le Sillabe di Livorno
 

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